Che emozione il papà gay nel garbato “Beginners”

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Mike Mills racconta il coming out del padre malato in una gradevole commedia. Straordinario Christopher Plummer nei panni del genitore - militante gay e trova persino un aitante...

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LOS ANGELES – Una delle caratteristiche dominanti del cinema gay

contemporaneo è un certo giovanilismo diffuso e sono piuttosto rari i film su omosessuali in età, pensiamo al recente e valido 80 egunean o al nostrano La finestra di fronte. A colmare questa evidente lacuna ci pensa una garbata commedia romantico/drammatica americana, Beginners (Principianti) di Mike Mills. I principianti del titolo sono vari personaggi che si trovano ad affrontare un’esperienza inedita che causa cambiamenti repentini nelle loro esistenze: il creativo Oliver (Ewan McGregor) ha difficolta’ a elaborare il lutto per la perdita dell’amato papa’ Hal (Christopher Plummer) consumato da un cancro al polmone. A un party in maschera conosce la sbarazzina Anna (Me’lanie Laurent), aspirante attrice in trasferta a Los Angeles, e se innamora parzialmente ricambiato. Lei inizialmente si finge muta, pur avendo molto da confidare sulla propria famiglia disfunzionale.

Attraverso flashback istantanei o più strutturati che ricordano le opere pseudo-documentaristiche di Jonathan Caouette, si ricostruisce il tardivo coming out del papà che a settantacinque anni, dopo la morte dell’eccentrica moglie Georgia (Mary Page Keller), confida a Oliver di essere sempre stato gay e di voler sperimentare questo lato della propria personalità: diventa rapidamente un appassionato militante della causa omosex, si fidanza con un giovane prestante (Goran Visnjic), si crea una biblioteca di letteratura queer, si circonda di un gruppo di amici festaioli gay. Insomma, inizia una nuova e rigenerata vita la cui consapevolezza profonda è dovuta all’impatto emotivo con la malattia mortale.

Con toni leggeri e sottilmente melancolici, "Beginners" parla di come si possono assimilare dolore e tristezza cercando il bello nell’ordinarietà quotidiana e aprendosi al mondo esterno confidando la propria sofferenza. Sembra voler dire che il modo migliore per superare un grave lutto e’ confidarsi con gli altri in maniera sincera e spontanea: tutti i personaggi hanno un problema di comunicazione, dalla difficoltà di Oliver a gestire il cagnolino ereditato dal padre (che nel film gli parla attraverso spassosi sottotitoli) alle frustrazioni accumulate nel tempo da Hal rimasto "in the closet" troppo tempo. Emoziona davvero l’interpretazione calibrata di Christopher Plummer, magnifico ottantunenne nominato all’Oscar l’anno scorso per la sua interpretazione di Tolstoj nell’intenso biopic The Last Station. Anche se il suo Hal rischia di rimanere sullo sfondo rispetto alla vicenda sentimentale di Oliver su cui è incentrata la maggior parte del film, la sua voglia di riscatto non rabbiosa, la sua dolcezza quieta, la sua rassegnazione composta sono espressi con rimarchevole finezza. Beginners e’ ispirato alla reale vicenda del padre del regista Mike Mills che fece coming out a settantacinque anni: "Si trovo’ un allenatore personale, perse molto peso, cambio’ davvero fisicamente diventando molto più giovane" spiega Mills. "Si prese delle cotte per ragazzi molto più giovani. Finché non si ammalò di cancro, diventò molto più indipendente, ricreandosi un nuovo mondo".

Qui in America il film è andato abbastanza bene, incassando a giugno, nel primo weekend, circa 125.000 dollari – alla prima proiezione serale al Leammle Theater sull’elegante Wilshire Boulevard ci sono solo una decina di persone ma il film qui è appunto uscito da due mesi – e arriverà probabilmente in Italia solo nel 2012.

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