CHUCK E LARRY, MARITI GAY PER FINTA E PER DENARO

Nella commedia degli equivoci ‘Io vi dichiaro marito e…marito’ due pompieri si fingono una coppia gay sposata per ottenere benefici economici. Con Adam Sandler e Kevin James. Gay.it regala i gadget.

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I primi 20 che risponderanno correttamente alla domanda sul film riceveranno un simpatico grembiule da cucina che raffigura Chuck e Larry, i protagonisti della pellicola.

Qual è il motivo che spinge Chuck e Larry a fingersi gay?

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È in arrivo venerdì prossimo la commedia più gay della stagione, Io vi dichiaro marito e… marito di Dennis Dugan, campione d’incassi al botteghino americano – si è attestato sui 114 milioni di euro – dove ha clamorosamente battuto l’ultimo Harry Potter nel primo weekend di programmazione. Chissà se in Italia avrà lo stesso successo – si scontrerà col peso da novanta Shrek Terzo – ma speriamo soprattutto che riesca a risvegliare il dibattito ormai stagnante sul riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali.

Si racconta infatti di due vigili del fuoco di Brooklyn molto amici tra loro ma altrettanto diversi: Chuck Levine (Adam Sandler) è uno scapolo impenitente un po’ adolescenziale, costantemente circondato da donnine starnazzanti; Larry Valentine (Kevin James) è invece un vedovo grassoccio senza grilli per la testa e dedito paternamente ai due figlioletti. Per ricambiargli il favore di avergli salvato la vita durante un incendio, Chuck accetta di dichiarare il falso, ossia di essere il compagno gay di Larry, per far sì che i figli di quest’ultimo possano essere i beneficiari della sua polizza di assicurazione. Ma un burocrate zelante si mette a controllare la vita famigliare dei due finti sposini che finiscono su tutti i giornali, venendo così ostracizzati dai colleghi omofobi. E quando Chuck si innamora dell’avvenente avvocatessa che li ha presi in custodia, Alex (Jessica Biel), non può nemmeno sperare di essere ricambiato senza fare un coming out al contrario e rovinare così tutto.

Una commedia popolare degli equivoci dalla sceneggiatura tormentata (la prima stesura a cui sono seguiti un’infinità di trattamenti risale a dieci anni fa) che si preannuncia spassosa e moderatamente scorretta, facendo leva soprattutto sull’umorismo ai confini del demenziale del bravo Adam Sandler, qui sorretto dalla spalla paciona e rassicurante di Kevin James, attore soprattutto televisivo.

La critica gay statunitense, probabilmente anche per il fatto che la produzione di un film a tematica omosessuale capace di arrivare al grande pubblico è già di per sé un fatto positivo, l’ha accolto molto meglio di quella generalista: il Village Voice lo definisce addirittura "più radicale di ‘Brokeback Mountain’, che si era inserito con classe nel genere più sicuro, la tragedia romantica, laddove Chuck e Larry sfruttano la volgarità per adescare una fetta demografica molto meno avventurosa: quella dei ventenni della ‘Bible-belt’ americana". Oltre all’appoggio incondizionato della GLAAD (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation), il film di Dugan ha avuto il beneplacito del critico ed ex direttore di The Advocate Alonso Durande che ne ha parlato assai bene evidenziandone soprattutto il significato ‘politico’ – l’ha paragonato persino a Indovina chi viene a cena – e schivando così gli strali di quasi tutti i quotidiani che hanno invece storto il naso.