CIAK, SI AMMAZZA IL FROCIO!

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Esce in VHS "Irréversible" film "scandalo" che non ha scandalizzato nessuno, con un'imbarazzante Monica Bellucci e un fastidioso inno alla violenza antigay. E poi "L'imbalsamatore" e "Vampyros Lesbos"

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Il ‘Rectum’ è un locale gay, specializzato in fisting, dagli antri bui e scrostati, frequentato da maschi leather un po’ sfatti: carne che si fa divorare da carne, tra urla di piacere e dolore, in mezzo alle ombre che mescolano anonimamente i corpi. E un lungo corridoio retto è anche il sottopassaggio dove una giovane bella donna viene violentata analmente (per caso, dopo aver assistito alle sevizie su un trans) e picchiata senza pietà.

Infine (ma è l’inizio del film, poiché i tre episodi sono invertiti cronologicamente) la ragazza e il suo uomo si amano teneramente, lei si fa la doccia, scopre di essere incinta. Esce in videocassetta e dvd (senza extra), etichetta Bim, ‘Irréversible‘ di Gaspar Noè, film scandalo del 55° Festival di Cannes. Evocato, strombazzato, pubblicizzato come un film inguardabile, violentissimo, estremo, aveva in teoria tutte le carte in regola per stupire. Poteva essere una riflessione originale sul cinema/tempo come ‘morte al lavoro’, come sosteneva Cocteau (“Sai una cosa? Il tempo distrugge ogni cosa” dice un vecchio nudo all’inizio del film a un altro uomo) ma anche sulla corruzione della carne, sulla violenza del commercio dei corpi così contemporanea. E invece no, è semplicemente una bufala idiota, una pastrocchiata noiosa che si riavvolge contorcendosi a spirale sulle sue stesse ambizioni. Dopo venti minuti di film si precipita nel fastidio: dialoghi verbosissimi sulla violenza, contro i gay (“rottinculo”, “checche”, “froci bastardi”), sul sesso (20 minuti in metrò per dire che bisogna farlo e non parlarne), sull’amore che sembra uno spot pubblicitario di prosciutti (“ti amo”, “anch’io”; “che bel culone italiano”).

E poi è l’imbarazzante apparizione di Monica Bellucci che lo fa sprofondare nel ridicolo: il bel corpicino levigato non riesce nemmeno a dire “Aiuto, aiuto” in maniera credibile come la cameriera ‘secca secca’ dei signori Montagner del Trio comico, mentre viene violentata latra come una cagna (!) e guarda in alto come farebbe la Mondaini annoiata in un letto. Si scatena a una festa occhieggiando a due donne come nei filmetti erotici anni ’70, dice all’amato con aria corrucciata “non sono un oggetto” (sigh!), si agita eccitata nel letto badando bene a non farsi riprendere troppo mentre si vede benissimo che Vincent Cassel non ha nemmeno un’erezione.

La violenza è talmente esibita, programmatica, ostentata che l’effetto sortito non è maggiore dei tanti film splatter in circolazione (soprattutto nella scena in cui viene frantumata la testa di un gay a colpi di estintore) e potrebbe disturbare solo un pubblico di ragazzini scemi.

L’omofobia diffusa ricorda un po’ quello spirito anti-gay e moralista che si vedeva nel ‘Cruising‘ di William Friedkin e che ultimamente, nel cinema contemporaneo, è andato per fortuna un po’ sparendo anche se il ‘politically correct’ impone ormai troppo spesso una assoluta acriticità nei confronti dell’universo gay (forse solo la comicità un po’ grossolana dei fratelly Farrelly va tuttora nella direzione opposta). La regia fastidiosa vorrebbe far credere che ci sia una sola, eterna inquadratura volteggiante in tutto il film (altra moda imperante dell’infinito piano-sequenza) ma dopo mezz’ora di film l’idea gira noiosamente a vuoto.

E il sesso? Pochissimo. I signori Cassel si rigirano un po’ nel letto senza far nulla né facendo vedere molto di più; il violentatore mostra il pisello affaticato dopo l’eterno stupro; nel locale gay, tra le sodomie dei video porno, un amante del pugno vaga col sedere all’insù pregando: ‘Dai, bella, fistami!’. E poi Noè come regista, purtroppo, semplicemente No(n) è. Più che ‘Irreversibile’ questo film è ‘Irrivedibile’.

Altre uscite del mese: il bel noir sui generis ‘L’imbalsamatore‘ di Matteo Garrone (Fandango, vhs e dvd), uno dei migliori film italiani del 2002, sull’amore impossibile e inesprimibile tra un tassidermista nano in odor di traffici mafiosi e uno splendido ragazzo mediterraneo allampanato che non sa dove stare e ne diventa il collaboratore. Carcasse urbane da incubo e anime impagliate destate da istinti bestiali.

Gli amanti del cinema d’autore orientale non si perdano a noleggio ‘Che ora è laggiù?‘ di Tsai Ming-liang, radicale e profonda riflessione zen sullo sfasamento temporale dei cuori d’oggi in attesa dell’amore, tra Antonioni e Kieslowski, Parigi e Taiwan. Le ragazze non si facciano mancare invece in dvd ‘Vampyros Lesbos‘ di Jess Franco con Soledad Miranda e Ewa Stronberg, chicca teutonico-spagnola datata 1970 con vampire assetate di sangue e umori vari che si posseggono voracemente in una villa a Istanbul tra visioni psichedeliche e divagazioni oniriche. Tra gli extra il trailer del film dello stesso Franco ‘She Killed in Ecstasy’.

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