Cinema: al 21° MiGay vince l’America

Lo sperimentale “Wild Tigers I Have Known” di Archer vince il festival gay di Milano. Miglior doc “Le famiglie arcobaleno”, mentre tra i corti trionfa l’inglese “Le weekend”.

MILANO – Il 21° Festival Internazionale di Cinema Gaylesbico e Queer Culture di Milano, conclusosi al Teatro Strehler con un incremento complessivo di pubblico del 30%, è stato vinto da un film sperimentale americano girato in video, “Wild Tigers I Have Known” di Cam Archer. La giuria composta da Paola Nasini, Roberto Festa, Marco Kassir, Katia Acquafredda e Gory Pianca, dopo aver rilevato «la buona qualità complessiva delle opere in concorso, sia per i temi – genere, identità, famiglia, migrazioni – sia per le diverse scelte artistiche e interpretative», ha deciso di premiare all’unanimità il lavoro di Archer per «la visionarietà di suoni e immagini con l’uso di colori primari come il blu e il rosso, la qualità dei dialoghi, la riflessione sull’identità sfuggente dei personaggi, colti in una fase di passaggio della loro vita, che rendono “Wild Tigers I Have Known” un film emozionante e intenso. In un panorama in cui i personaggi gay e lesbici rappresentano spesso stereotipi positivi, “Wild Tigers I Have Known” ha anche il pregio di non offrire soluzioni confortanti e pacificatorie. Il finale, con il ragazzo che saluta rivolto alla telecamera e poi sparisce, è un esempio poeticamente altissimo di adolescenza che si apre all’incertezza della vita».

È stata anche segnalata «la straordinaria interpretazione di Pauline McLynn in “Gypo” di Jan Dunn, storia della difficile integrazione di due immigrate ceche in una comunità della working class inglese». Miglior documentario il tricolore “Le famiglie arcobaleno” di Lucia Stano e Nadia Dalle Vedove «perché dà voce a una realtà emergente nella società italiana ma ancora ostacolata e censurata dalla classe dirigente, ovvero l’esistenza di famiglie con genitori omosessuali, dimostrando ancora una volta il valore arricchente della diversità di ogni esperienza». Tra i cortometraggi è stato invece scelto l’inglese “Le weekend” di Timothy Smith (nella foto), «un film che sceglie di utilizzare una tecnica inusuale quale la soggettiva continua per raccontarci in maniera originale i complessi rapporti tra omosessuali ed eterosessuali, sfruttando la bravura dei due protagonisti per arrivare ad un finale secco e malinconico». (Roberto Schinardi)

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