Cinema europeo: risvolto antigay nella polemica sullo spot

Dietro le polemiche sullo spot della Commissione Europea per promuovere il cinema europeo le solite moralistiche pruderie sessuofobiche e omofobiche di certi politici…

BRUXELLES – Il sesso fa parte della vita? Il cinema parla della vita? Allora perché non ci possono essere riferimento al sesso in uno spot che vuole promuovere il cinema del vecchio continente? Verrebbe da fare questa semplice domanda a quel nugolo di parlamentari europei che non hanno meglio da fare nei loro incarichi se non lamentarsi con la Commissione Europea di una piccola e inoffensivamente disinibita campagna a sostegno del cinema europeo.

Tutto nasce dallo spot “Veniamo insieme” (al cinema, s’intende), un filmato dal montaggio veloce di frammenti di film di varie nazionalità europee, di appena 44 secondi e che ha scatenato le proteste di un gruppo di parlamentari, polacchi in testa. Lo spot, presentato all’ultimo festival del cinema di Berlino e ora diffuso via internet, è una collezione di scene dove l’apice del sesso è protagonista, sebbene naturalmente ‘niente’ di scabroso venga mostrato. Un modo originale per attirare l’attenzione sul cinema prodotto in ambito EU, peraltro realizzato in modo molto economico e senza grande spesa di fondi comunitari. Ma il collage delle 18 brevi scene, tratte ottimi film degli ultimi anni (di registi come Bertolucci, Almodovar, Jeunet, von Trier) ha suscitato l’indignazione degli immancabili difensori della morale pubblica, che guarda caso pretendono di far coincidere con la loro.

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L’ultraconservatore polacco Maciej Giertych, esponente della cattomofoba Lega delle Famiglie Polacche (sorta di agghiacciante ibrido tra le nostrane Lega Nord e Udc), intervistato da EuroNews, si oppone allo spot in quanto “Questo significa promuovere il sesso nei film. Ovvio. E per sesso solo quello naturale eterosessuale, il sesso normale. Ma anche la promozione dello stile di vita omosessuale. E quello naturalmente non dovrebbe essere promosso!” Insomma indignazione non tanto o non solo perché si osa mostrare delle scene di sesso, ma soprattutto perché affiancato alla sessualità etero trova spazio anche quella omosessuale. Troppo, per l’ignoranza e l’arretratezza culturale di chi ancora vede l’omosessualità come anormalità, che non deve essere né mostrata né tantomeno tutelata. Esattamente l’opposto di quanto sostenuto in varie risoluzioni del Parlamento Europeo, che spesso ha redarguito proprio la Polonia per le sue sortite apertamente anti-gay.

La Commissione Europea difende l’iniziativa e il portavoce Martin Selmayr fa notare che “tutti questi film possono essere visti tutti i giorni nelle Tv e nei cinema di qualunque paese europeo. É questo che ci distingue un po’ dagli Stati Uniti. Noi al cinema possiamo vedere l’aspetto erotico dell’amore. È parte integrante dei film europei di grande successo.” Anche la commissaria europea responsabile della comunicazione Margot Wallstrom difende lo spot, che nel frattempo è stato visto on line da più di trecentomila persone. (Roberto Taddeucci)

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