Cinema: tutti i film lgbt che vedremo in autunno

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Dal nuovo Almodóvar al letterario "Un giorno questo dolore ti sarà utile" di Faenza tratto dall'omonimo romanzo di David Cameron, sono piuttosto variegate le cineproposte che ci aspettano...

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"Gordos" di Daniel Sanchez Arévalo dal 16 settembre È la "Cenerentola", anzi, la "Cinerentola" della stagione. Commedia ursina spagnola del 2009, è stata più volte annunciata ma la sua uscita puntualmente rimandata. Sarà questa la volta buona? Cinque personaggi vivono in maniera diversa la questione grasso in eccesso. Tra di loro c’è anche un presentatore televisivo gay che pubblicizza pillole dimagranti ma è depresso perché ha di nuovo un’ingombrante taglia XXL e non riesce a trovare ragazzi che gli prestino attenzione, a parte fustacchi prezzolati con cui ha rapporti decisamente deludenti.
Ruspante e un po’ sbracatello, non diverte come "Cachorro" ma si lascia vedere. Per gli intenditori del genere, sono garantite panze molli e strabordanti a volontà.

"Il Richiamo" di Stefano Pasetto dal 23 settembre L’unico titolo lesbico dell’autunno è un’intensa storia d’amore ambientata nell’esotica Patagonia. Lea è un’operaia in un’azienda alimentare, desiderosa di fare nuove esperienze, e Lucia un’assistente di volo che non riesce ad avere bambini. Si incontreranno grazie a un’inserzione, e la loro vita cambierà radicalmente.
Il vero richiamo del film sono le due protagoniste, le ottime Francesca Inaudi e Sandra Ceccarelli.
"Il Richiamo è una storia di tradimenti, alcuni apparenti e altri evidenti – spiega il regista -. Tradimenti evidenti sono tutto ciò che viaggia in direzione ‘ostinata e contraria’: un medico che non cura, un’hostess che non può volare, una ragazza appassionata di animali che lavora in un mattatoio, una barca che non naviga e una pianista principiante di novant’anni. Poi c’è tutto quello che è diverso da come sembra".

"Tomboy" di Céline Sciamma dal 7 ottobre a rivelazione baby-gender che si è aggiudicata il Teddy Award a Berlino trionfando anche all’ultimo ‘Da Sodoma a Hollywood’ dove ha vinto sia il premio della giuria che quello del pubblico.
Laure ha dieci anni, sembra un piccolo ‘maschiaccio’ (questo è il significato del titolo) e si è appena trasferita con la famiglia in un appartamento nella periferia di Parigi adiacente a un bosco. Conosce la giovane Lisa spacciandosi per un ragazzino, Mickaël, e così fa l’ingresso nel gruppo dei suoi amichetti.
Miracolosamente in equilibrio tra un’intelligente riflessione sull’identità sessuale come mezzo di riconoscimento all’interno della società e un delicatissimo racconto dagli echi truffautiani, ‘Tomboy’ è il film queer dell’anno, ideale per grandi e piccini.

"Melancholia" di Lars Von Trier dall’11 novembre Il più divertente personaggio gay della stagione è l’irritabile organizzatore di matrimoni interpretato da un eccellente Udo Kier in questo fanta-psico delirio nichilista diretto da Lars Von Trier, cacciato da Cannes come ‘persona non gradita’ per le sue battutacce filonaziste e contro Israele.
Esattamente come la Carrà, il personaggio di Udo Kier mette su un giochino d’intrattenimento in cui bisogna indovinare il numero di fagioli in un contenitore e s’inviperisce quando la sposa Justine – interpretata mirabilmente da Kirsten Dunst, Palma d’Oro per questo ruolo – gli rovina sistematicamente la cerimonia, da lui definita ‘il mio matrimonio’. Lei è inquieta e depressa ma saprà affrontare nientemeno che la fine del mondo dovuta alla collisione col pianeta ‘Melancholia’ molto meglio della sorella iperrazionale Claire (Charlotte Gainsbourg).
Un affascinante dramma apocalittico inondato da musica wagneriana con uno stupendo attacco visionario in cui il maestro danese interpreta un suo personale ‘cupio dissolvi’.

"Un giorno questo dolore ti sarà utile" di Roberto Faenza dal 18 novembre Dall’omonimo romanzo di Peter Cameron ("Quella sera dorata"), una complessa coproduzione italo-statunitense diretta dal regista di "Sostiene Pereira" e dal cast sberluccicante: Ellen Burstyn, Toby Regbo, Marcia Gay-Harden e Peter Gallagher.
James è un adolescente gay che si rifugia dall’adorata nonna Nanette per proteggersi dalle intemperanze della sua famiglia disfunzionale: mamma Marjorie, proprietaria di una galleria d’arte, passa da un uomo all’altro mentre papà Paul adora le ninfette che potrebbero essere sue figlie. La sorella Gillian, invece, ha una predilezione per i maschi frollati e ha una relazione col suo docente di semiotica. James cercherà un po’ di tranquillità in una casa nel Midwest e in una chat online, sotto falso nome, proporrà al gestore della galleria un appuntamento al buio.

"La pelle che abito" di Pedro Almodóvar dal 23 novembre L’atteso thriller gender dalle sfumature horror del grande Pedrito, alle prese con un mefistofelico chirurgo plastico, il celebre e facoltoso Robert Ledgard (Antonio Banderas, che torna a lavorare con Almodóvar vent’anni dopo "Légami!"). Sconvolto dalla morte della moglie carbonizzata dopo un’incidente d’auto, sequestra il ragazzo responsabile di un tentativo di stupro ai danni della figlia utilizzandolo come cavia per realizzare una nuova pelle umana più resistente.
Rielaborando il mito di Frankenstein per attualizzare un tema che gli è molto caro, l’identità individuale come affermazione di sé a partire da quella sessuale, Almodóvar “porta qualcosa di ipnotico nell’estetica della porno-chirurgia, descrivendola come un teatro della crudeltà” come sostiene Peter Bradshaw del Guardian.

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d'amore Viennese.

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