#CinemaSTop: i film da vedere (o forse no) questo weekend

Da X-Men a Cam Girl. Ecco i nostri consigli queer per una serata al cinema.

HOLLYWOOD BABILONIA SECONDO CRONENBERG

“Non sono niente come lesbica!” esclama sconfortata Havana Segrand (una torturata Julianne Moore, la migliore del bel cast: John Cusack, Mia Wasikowska, Olivia Williams) dopo un fallimentare triangolo erotico con ometto e signora. Siamo nel livido Maps To The Stars di David Cronenberg, algida dissezione dei vizi criminosi di una Hollywood ormai sul viale dell’autocombustione: incesti ereditari, fantasmi da neurodeliri, baby star accidiose e violente, sveltine in limo con chaffeurs compiacenti. Pur essendo più coinvolgente del precedente “Cosmopolis”, non si piazza tra i migliori titoli del grande regista canadese perché la sua visionarietà risulta un po’ sacrificata in nome di verbosi psicodrammi da salotto che sanno di déjà vu. Ma l’apparizione della vera Carrie Fisher nel ruolo di se stessa riaccende l’attenzione dello spettatore: è lei il reale ‘ghost writer’ di quella setta chiusa e autoreferenziale che è la post Hollywood 2.0. Cenere di stelle.

ALICE ROHRWACHER NEL PAESINO DE LE MERAVIGLIE

Arcaico, agreste, fuori dal tempo, il secondo lavoro della talentuosa Alice Rohrwacher, pur essendo meno bello del precedente “Corpo Celeste”, va visto e discusso. La vita rurale di una famiglia di apicultori del centr’Italia è osservata dal punto di vista delle quattro figliolette, in particolare della quattordicenne Gelsomina (lo spunto è autobiografico: il papà della Rohrwacher è apicultore, la mamma è interpretata dalla sorella Alba). L’apparizione di una magica fata bianca nelle virginali vesti della presentatrice di un contest televisivo, Milly Catena (Monica Bellucci, pura luce) farà scoprire alle ragazzine un inedito mondo di sogni.

Alla regista interessa comunicare allo spettatore il senso del candore perduto della vita di campagna, cercando la meraviglia in una semplicità estetica post-neorealista poeticamente pascoliana. Più che una critica all’invadenza del mezzo televisivo lo è al cosiddetto ‘bene inutile’ (simboleggiato dal cammello che acquista il padre burbero). Ideale per disintossicarsi dal caos urbano.

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Meraviglioso non è, ma chi ama un certo cinema di ricerca lo apprezzerà.

GLI X-MEN CONTRO LE SENTINELLE (NON CATTOLICHE)

Da Le Meraviglie alla Marvel il tratto è breve. Settimo capitolo dell’heroes fantasy tratto dai fumetti di Christian Claremont e John

Byrne, vede questa volta i mutanti ghettizzati dalle minacciose Sentinelle (non i veglianti cattolici, però). Solo tornando indietro nel tempo, ai gloriosi anni ’70, si troverà il modo di prevenire l’avvento delle Sentinelle. Da sempre un inno alla forza e al rispetto della diversità, X-Men rinnova la presenza della camaleontica Mystica (Lady Inciampata Jennifer Lawrence), dei gay Patrick Stewart e Ian McKellen nei rispettivi ruoli di Professor X e Magneto, interpretato da giovane dall’ineffabile Michael Fassbender.

Effetti speciali top.

CAM SEPARATE

Potrebbe intrigare le ragazze questo piccolo net-drama italiano Cam Girl diretto da Mirca Viola, soprattutto per il florilegio di belle signore nel cast: Antonia Liskova, Alessia Piovan, Sveva Alviti e Ilaria Capponi. A causa di ristrettezze economiche dovute ai morsi della crisi, tre ragazze s’inventano strip online come cam girl a pagamento e allestiscono un’agenzia tutta loro. Tra i personaggi secondari compare un funzionario tv omosessuale con inseparabile chihuahua. Girato a Torino, è prodotto dall’ex marito della Viola, Enzo Gallo. Piccole partecipazioni di Maria Grazia Cucinotta e Enrico Silvestrin. Voyeur, voyeur?