CinemaSTop, il pulp clownesco delle streghe ghignanti di De La Iglesia

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Ma si può scegliere il frollato Ritorno al Marigold Hotel o due thriller ad alta tensione.

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Le streghe sono tornate e sono pronte a trasformare in gay gli etero più convinti
Il pulp clownesco virato in action ghignante dell’anarchico regista spagnolo Alex De La Iglesia (Ballata dell’odio e dell’amore) ci proietta nel sabba postmoderno di Le streghe son tornate, rutilante commedia nera e punk vincitrice di ben otto premi Goya. Una banda di balordi dal travestimento improbabile – un Cristo color argento, un militare verde, Minnie, etc. – assalta un Compro Oro nella centralissima piazza madrilena di Puerto del Sol e fugge rocambolescamente con un bottino di venticinquemila preziose fedi. Nel tentativo di raggiungere la Francia, i maldestri manigoldi fanno sosta in un paesino della Navarra, Zugarramurdi, al confine francoiberico settentrionale. Qui faranno conoscenza di un’agguerrita comunità di streghe intenzionate a esercitare i propri poteri malefici sui nuovi arrivati per dare corpo a un’apocalittica vendetta nei confronti del sesso maschile.
Nel cast di questo scatenata follia gotica visionaria spiccano gli almodovariani Carmen Maura e Hugo Silva. Al banchetto delle combattive fattucchiere spunta pure un omone en travesti e un imprevedibile bacio omosessuale è pronto a dimostrare la tesi che non bisogna mai sottovalutare il potere delle streghe: potrebbero anche trasformare in gay gli etero più convinti…

Ritorno al Marigold Hotel, tra i vegliardi vacanzieri in India spunta Richard Gere
Vi ricordate di Marigold Hotel? È una fiacca commediola di tre anni fa diretta da John Madden su un gruppo di frollati turisti inglesi in un lussuoso resort indiano (potete recuperare la nostra recensione qui). Questa settimana è uscito il seguito, Ritorno al Marigold Hotel, in cui però non ritroviamo il distinto giudice cardiopatico dell’Alta Corte alla ricerca dell’amore gay di gioventù (lo interpretava Tom Wilkinson). In compenso, ecco una silver new entry ancora fascinosa, il canutissimo Richard Gere, nei panni di uno scrittore in crisi d’ispirazione che troverà una nuova musa e forse l’amore nella mamma del gestore indiano, nuovamente interpretato da Dev Patel. Ricompare anche la veterana Maggie Smith che affianca il giovane per aprire un nuovo hotel.
Rivolto espressamente a ciò che resta dell’audience cinematografica ai nostri giorni, ossia un pubblico decisamente agé.

Nel thriller politico Child 44 – Il bambino numero 44 il bel Tom Hardy è un agente segreto nella Russia stalinista del 1953
Forse non tutti sanno che l’avvenente e richiestissimo Tom Hardy (lo vedremo a Cannes nell’action apocalittico Mad Max: Fury Road), ritenuto bisex per un’intervista concessa cinque anni fa al Daily Mail in cui avrebbe sostenuto di “essersi fidanzato con uomini” abbia in realtà smentito piuttosto brutalmente, affermando testualmente: “Non ho mai messo il mio pene dentro a un uomo. Non ho mai avuto un c**** nel mio sedere e non ho alcun desiderio di farlo. Se è quello che ti piace, ok ben per te. Ma non è una cosa che fa per me”. Possiamo vederlo nel thriller a sfondo politico Child 44 – Il bambino numero 44 del regista svedese di origine cilena Daniel Espinosa tratto dal bestseller di Tom Rob Smith e prodotto da Ridley Scott.
Ispirato a una storia vera, quella del serial killer Andrei Chikatilo noto come il ‘macellaio di Rostov’ che uccise 52 persone tra donne e bambini tra il 1978 e il 1990, Child 44 è però ambientato nella Russia stalinista del 1953 dove un agente segreto della polizia sovietica, Leo Demidov (Tom Hardy) perde potere, prestigio e persino la propria casa quando si rifiuta di denunciare sua moglie, Raisa (Noomi Rapace), colpevole di essere una traditrice del regime. Costretti a trasferirsi in un lugubre avamposto provinciale dopo l’esilio da Mosca, Leo e Raisa si alleano col Generale Mikhail Nesterov (Gary Oldman) per risolvere il caso di un efferato killer, predatore seriale di ragazzini.

Run all night – Una notte per sopravvivere, florilegio di attori per l’action notturno di Jaume Collet-Serra
Grande cast per l’action notturno Run all night – Una notte per sopravvivere di Jaume Collet-Serra: il dolente Liam Neeson, lo scavato Ed Harris, l’immortale Nick Nolte e un ritrovato Vincent D’Onofrio. Rancore e desiderio di vendetta torturano il gangster e cecchino Jimmy Conlon (Liam Neeson), noto nel malaffare di Brooklyn come Il Becchino ma ormai in disarmo e consumato dall’alcool. Quando il figlio Mike (Joel Kinnaman), col quale non ha più contatti da anni, diventa il bersaglio della criminalità organizzata, Jimmy è costretto a scegliere tra la famiglia ‘adottiva’ di malviventi professionisti e il suo vero nucleo di affetti. Avrà solo una notte per decidere da che parte stare.
“È una delle migliori sceneggiature che abbia mai letto – sostiene il regista -. La storia sui peccati del padre che tornano perseguitando i loro figli era molto evocativa e i personaggi pieni di pathos. Non ho dovuto neanche pensare alla scelta di Neeson. Non solo Liam riesce a interpretare qualsiasi ruolo, ma ha anche dei figli e sapevo che si sarebbe relazionato alla storia su un altro livello”.

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