CinemaSTop, l’alieno emarginato Oh cerca casa e gli altri film in sala

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Al cinema anche La famiglia Bélier, L’ultimo lupo e il cinese Lettere da uno sconosciuto.

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“Home, a casa”: che buffo l’alieno emarginato Oh del nuovo cartoon Dreamworks

I Boov sono un popolo nomade di buffi alieni tozzi color lavanda con cornetti serpentini, responsabili dell’invasione della Terra e intenzionati a occupare il pianeta liberandosi bellamente degli umani. L’emarginato e pasticcione Oh, dopo essere stato bandito dai suoi simili, trova una nuova amica in un’intraprendente ragazza mulatta, Tip (nella versione originale ha la voce di Rihanna), sfuggita al concentramento coatto del genere umano in Australia. Insieme a lei cercherà la soluzione per una pacifica convivenza fra le due razze viaggiando su un’avveniristica utilitaria volante. Il nuovo cartoon Dreamworks “Home, a casa” è diretto da Tim Johnson (“Z la formica”) e si preannuncia come una coloratissima apologia della diversità e dell’integrazione razziale. È tratto dal bestseller per ragazzi “Quando gli alieni trovarono casa” di Adam Rex pubblicato in Italia dalle edizioni ‘Il castoro’.

“Quando sei in sala di registrazione con Rihanna – ha dichiarato il regista – devi letteralmente prendere le distanze quando le dici di gridare perché… Potrebbe riempire uno stadio con la sua voce! È potentissima”. Tra le altre voci vip della versione non tradotta anche JLo, Steve Martin e Jim Parsons.

Arriva la famiglia Bélier, agricoltori sordomuti con figlia canterina

Grande successo di pubblico in Francia con più di sette milioni di spettatori a tutt’oggi, “La famiglia Bélier” di Eric Lartigau racconta le vicende di una famiglia di agricoltori sordomuti la cui figlia sedicenne Paula, l’unica della famiglia in grado di parlare e ascoltare, decide di partecipare a un concorso di Radio France incoraggiata da un professore di musica. Ma i suoi parenti temono che questa scelta possa allontanarla definitivamente e pongono non pochi ostacoli al suo desiderio di coltivare il talento per il canto.

Nella realtà l’attrice che interpreta Paula, tale Louane Emera, è arrivata fra i semifinalisti di The Voice France. Riguardo all’insolita libertà di espressione in materia di sesso del personaggio della madre Gigi, interpretata da Karin Viard, lei stessa spiega: “Dipende in parte dalla sessualità piuttosto sbrigliata della famiglia Bélier! Il tono molto libero delle loro conversazioni, che vertano sul sesso o su tutti gli altri temi, deriva anche dalla natura intrinseca della cultura dei non udenti. Ho adorato questo aspetto così diretto nell’espressione dei sordi, che mi assomiglia visto che non sono sempre diplomatica! Con loro, ho avuto la sensazione di essere a casa mia e mi sono sentita molto a mio agio”.

“L’ultimo lupo”, favola animalista kolossal diretta da Jean-Jacques Annaud

Epica favola animalista tratta dal bestseller “Il totem del lupo” di Jiang Rong (ha venduto dal 2004 qualcosa come venti milioni di copie e pare che sia il libro più letto in Cina dopo il Libretto Rosso di Mao), trasforma in suggestive immagini esotiche le vicissitudini di un giovane studente di Pechino (Shaofeng Feng) spedito in Mongolia nel 1967 per partecipare al grande progetto di civilizzazione del popolo nomade voluto dalle autorità cinesi. Quando adotta un cucciolo di lupo, rimane conquistato dall’acuto istinto selvaggio dell’animale, cerca di addomesticarlo e non vuole più separarsene. Ma un ufficiale del potere centrale vuole sterminare tutti i lupi della zona…

Dirige il settantunenne Jean-Jacques Annaud (“Il nome della rosa”, “Sette anni in Tibet”) con un budget kolossal di 40 milioni di dollari che ha consentito un grande spiegamento tecnico – utilizzo di droni sofisticati e quad-bike – richiedendo ben tre anni per l’addestramento dei lupi da parte di Andrew Simson.

L’autore Jiang Rong in realtà non esiste: è lo pseudonimo di Lu Jiamin, professore di scienze politiche all’Università di Pechino, arrestato nel 1989 mentre manifestava in piazza con i suoi studenti e condannato a diciotto anni di carcere.

Dalla Cina con furore (al botteghino), ecco il melò intimista “Lettere da uno sconosciuto” di Zhang Yimou

Gli amanti del cinema orientale non si perdano la ventesima regia dell’acclamato regista cinese Zhang Yimou che ha ingaggiato ancora una volta la sua musa Gong Li per un melò intimista in cui l’ex professore Lu Yanshi, prigioniero politico in un campo di lavoro, riesce a fuggire ma viene denunciato dalla figlia Dandan, il cui ruolo di prima ballerina le viene rifiutato a causa della condanna subita dal padre. Dopo altri tre anni di prigionia, quando la Rivoluzione Culturale è ormai terminata, costui torna a casa per scoprire che la moglie Feng soffre di una grave forma di amnesia e non lo riconosce. Per starle comunque vicino, il marito finge di essere un ospite straniero.

Tratto dal romanzo ‘The Criminal Lu Yanshi’ di Geling Yan, ha trionfato al botteghino cinese con un incasso equivalente a circa 50 milioni di dollari ottenendo anche un buon riscontro critico.

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