CinemaSTop: la vita è oscena e anche un po’ trans

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Vittoria Schisano escort transgender nel trip visionario di De Maria con Isabella Ferrari.

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La vita oscena, viaggio visionario e psichedelico di De Maria con cameo trans di Vittoria Schisano
Tratto dall’omonimo e autobiografico romanzo di Aldo Nove, La vita oscena è “un viaggio visionario e psichedelico” diretto da Renato De Maria in cui si dissezionano le pulsioni autodistruttrici fra sesso e droga di un ragazzo appassionato di skateboard (Clément Métayer) che ha appena perso, a poca distanza di tempo, il padre dopo un ictus fatale (Roberto De Francesco) e la madre per un cancro (Isabella Ferrari). L’avvenentissima Vittoria Schisano interpreta il ruolo cameo di una escort trans “in grado di mettere in soggezione il protagonista”. “Ho scelto di fare un film tratto dal libro autobiografico di Aldo Nove – spiega il regista – perché, dopo averlo letto, le immagini evocate da questa storia drammatica ma incredibilmente visionaria, mi hanno ossessionato quasi obbligandomi a farlo. Sono stato attratto dalla possibilità di raccontare sul ritmo di una lingua poetica e capace di immagini spiazzanti, una sorta di odissea pop”.

Jurassic World, riecco il parco preistorico voluto da Spielberg. E scopriamo pure una saga letteraria sui dinosauri gay!
Ventidue anni dopo Jurassic Park, il blockbuster cult di Steven Spielberg che lanciò la dinosauro-mania a livello planetario, esce in Italia il quarto capitolo della saga: ecco il travagliato Jurassic World, diretto dallo sconosciuto Colin Trevorrow. Costui è quasi un esordiente: ha diretto infatti solo la commedia Safety Not Guaranteed inedita da noi. Nell’esclusivo parco a tema preistorico viene creato un nuovo, terrificante dinosauro ibrido, l’Indominus Rex, per cercare di attirare nuovo pubblico. Neanche a dirlo, al momento del debutto della geronto-creatura, vari dinosauri riescono a fuggire, pronti a divorare carne umana fresca: i candidati principali sono i nipotini in libera uscita della direttrice del parco, Claire Dearing (Bryce Dallas Howard), mentre il ranger ex militare Owen Grady (Chris Pratt) cerca di risolvere la situazione sfruttando i propri studi per addestrare i famelici Velociraptor. L’evoluzione della computer graphics garantisce effetti speciali pregevoli supervisionati da Phil Tippett. Per la prima volta nella saga giurassica, è stata utilizzata la ‘performance capture’ con tanto di mimi in costume da dinosauri su cui sono stati apposti elaborati tecno-sensori per essere poi ricreati digitalmente. Pensate che esiste persino una saga letteraria in e-book sui dinosauri ma a tema erotico gay, realizzata da uno scrittore del Montana, tale Chuck Tingle, i cui titoli oscillano fra Space Raptor Butt Invasion e My Billionaire Triceratops Craves Gay Ass. Sono in vendita su Amazon e hanno avuto persino l’onore di una bizzarra intervista sull’Observer. Non osiamo immaginare quale sia la teoria di Tingle sull’estinzione dei dinosauri…

The Salvation, grande cast per un western classico che omaggia Ford e Leone
Dal regista danese Kristian Levring, uno dei quattro fondatori del movimento Dogma ’95 capeggiato da Lars Von Trier, un western classico-vecchia-maniera ispirato a John Ford e Sergio Leone, passato fuori concorso a Cannes 2014. Siamo nel 1870, nelle terre americane di frontiera. L’immigrato danese Jon (Mads Mikkelsen) attende da anni di portare finalmente sua moglie e il figlioletto di dieci anni in America, ma quando questi riescono nell’impresa, vengono brutalmente uccisi dal fratello dello spietato colonnello Delarue (Jeffrey Dean Morgan), un bandito tagliagole che terrorizza il villaggio di Black Creek. Jon si vendicherà dell’omicidio scatenando la furia incontrollabile del sanguinario criminale. Occhio al cast sopraffino: oltre al bravo Mikkelsen, ammiriamo la fascinosa Madeleine con bocca deturpata da un taglio trasversale e lingua tagliata dagli indiani, ossia la seducente femme Eva Green. L’indimenticato Jonathan Pryce di Carrington è Keane mentre il fuorilegge Corso viene incarnato dall’ex divo calcistico Eric Cantona. Insomma, tutto nei ranghi codificati del genere: il buono, la bella ed i cattivi.

L’odissea maya della coltivatrice di caffè nell’esotico Vulcano
Chi ama il cinema d’autore esotico, può scegliere quest’opera prima franco-guatemalteca su una
ragazza maya diciassettenne, Maria, costretta a un matrimonio combinato con Ignacio, supervisore della piantagione di caffè dove lavora, alle pendici di un vulcano attivo. L’unica possibilità di fuga è rappresentata da Pepe, un giovane raccoglitore di caffè che vorrebbe emigrare negli Stati Uniti: Maria lo seduce per poter fuggire insieme a lui ma Pepe se ne va da solo e la abbandona incinta. “Ho trascorso la mia infanzia sugli altipiani del Guatemala, la terra dei Maya, circondata di vulcani e permeata di antiche tradizioni indigene – racconta il regista Jayro Bustamante -. Da piccolo, attraversavo le montagne insieme a mia madre, accompagnandola nelle sue campagne sanitarie, che consistevano nel convincere la donne maya a vaccinare i loro bambini. Cercare di instaurare dei rapporti amichevoli tra le comunità maya e ‘mestizo’ (i meticci) era un’impresa davvero ardua. In molti casi, i maya non parlavano spagnolo e le montagne erano una regione pericolosa a causa del conflitto armato che in quel periodo insanguinava il Paese. Anni dopo – continua Bustamante -, mia madre condivise con me la sua indignazione quando scoprì che alcuni funzionari sanitari pubblici erano coinvolti nel sequestro di bambini maya, contribuendo in questo modo a spezzare dei legami che erano stati costruiti con grande difficoltà e a costo di numerosi sforzi e sacrifici nel corso di anni”.

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