COME ERAVAMO GAY!

Pride Film Festival. Da Venezia a Mestre e Marghera: tra proiezioni, ospiti illustri e feste in discoteca, ecco le rievocazione degli anni ’80 di "Cocktail d’Amore". In video indediti.

Si è conclusa ieri, con la proiezione del documentario "Il Diavolo nell’Acqua Santa" di Joe Balass, presente in sala, la prima fase del Pride Film Festival di Venezia. Le proiezioni si spostano ora all’auditorium Monteverdi di Marghera sino a domenica 12.

Stasera presso la discoteca GOSSIP – disco and fashion di Padova, si svolgerà la festa ufficiale del festival: in uno dei privè verrà allestita una piccola saletta cinematografica dove verranno presentati brani inediti (e non) della fortunata trasmissione televisiva "Cocktail d’Amore".

Boy George ingioiellato e truccato che canta "Victims". Raffaella Carrà con un paio di hot pants inguinali intona "Tabù – ancora un po’ di tempo e non ne avremo più", o rifà in tedesco "A far l’amore comincia tu" con una tuta argentata che lascia intravedere il sedere. Renato Zero che urla "Mi vendo" vestito a losanghe bianche e nere. Patty Pravo in un montaggio inedito e imperdibile che sussurra "Pensiero stupendo" in tutte le mise più improbabili ed inimmaginabili sempre più androgina e somigliante a David Bowie.

«Fra la metà degli anni ’70 e i primi ’80 la tv italiana ha di fatto rivoluzionato il costume sessuale e non ce ne eravamo accorti – dichiara Guercio – La Rai era transgender e non lo sapevamo. Ma chi ha seguito "Cocktail d’amore" con Amanda Lear su Raidue ha fatto un ripasso di che cosa non è riuscita a contrabbandare in quegli anni la nostra tv all’insegna dell’ambiguità e del "dico – non dico"». Salvo Guercio, autore del programma insieme a Marco Giusti, sarà presente in discoteca, e domenica alle 21:00 alla Monteverdi proporrà una videolettura che racconterà la genesi della trasmissione con l’ausilio di fuori onda e backstage.

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Da lunedì 13 a giovedì 16 infine le proiezioni si sposteranno al cinema Dante di Mestre, tra i film in programma "Gocce d’acqua su pietre roventi", diretto da François Ozon tratto da una pièce teatrale di Fassbinder; "Un affare di gusto", del francese Bernard Rapp; "Giorni", per la regia di Laura Moscardin su una sceneggiatura che vinse il Premio Solinas nel 1997, storia di un trentacinquenne sieropositivo la cui vita è sconvolta dall’incontro con un giovane col quale anni prima aveva avuto una relazione; "Hedwig – La diva con qualcosa in più", di John Cameron Mitchell, un film già diventato di culto; "I Love You Baby", degli spagnoli Alfonso Albacete e David Menkes, i vincitori del Festival Gay di Torino del 2000 con Sobreviviré, con la presenza di Boy George; e "Il club dei cuori infranti", di Greg Berlanti, denominato "il grande freddo gay".

Ogni lungometraggio sarà preceduto da alcuni storici Caroselli, tra questi: Raffaella Carrà che si scatena in celebri canzoni, "Il telefono", "A far l’amore comincia tu" (canzone contenuta anche in "Gocce d’acqua su pietre roventi" nella versione tedesca "Tanze Samba mit Mir"), ed in balletti con Enzo Paolo Turchi, My Fair Lady, Ol’ Man River, Hello, Dolly!. Commovente lo "Spettacolo di Capodanno" con cui la Carrà dà l’addio a Carosello il 1° gennaio 1977; Sylva Koscina testimonial della Grappa Julia concede un’intervista in cui parla della superiorità della donna, e nell’ordine la vediamo cimentarsi, in modo improbabile, in lavori da uomo: l’archeologo, lo strillone, il meteorologo, l’allenatore di una squadra di calcio e il tenente di polizia; ed infine Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello che ripercorrono celebri cavalli di battaglia: Vianello nei panni del giornalista che intervista il gregario triestino al giro d’Italia, Tognazzi-Vianello travestiti da vedove baresi o in cucina alle prese con le ricette della nonna.