Corea del Sud, boom di firme contro ‘l’abominevole’ Seoul Queer Culture Festival

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Il presidente Moon Jae-in ha affermato di essere contrario ai matrimoni omosessuali e ha definito le persone LGBT 'non convenzionali'.

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In Corea del Sud l’omosessualità non è illegale, ma è ancora punibile con un anno di carcere dalle forze armate

Più di 210.000 persone hanno firmato una petizione per cancellare un “abominevole” Pride Festival in Corea del Sud. Tre giorni di musica e cinema LGBT che prenderanno vita il 14 giugno. Il Seoul Queer Culture Festival, arrivato alla sua 19esima edizione, rischia ora la cancellazione.

“Non stiamo discriminando le minoranze sessuali, ma Seoul Plaza appartiene a tutti i cittadini. Non vogliamo vedere i loro abominevoli eventi in una piazza dove dovremmo essere in grado di riposarci e rilassarci. Ogni anno, eventi a tematica omosessuale come spettacoli di strada e bevute di gruppo vengono chiamati “festival culturali”, ma sono solo occasioni piene di atti illegali e di ipocrisia. Gli omosessuali e le persone normali non dovrebbero impegnarsi in eventi così perversi e osceni in una piazza che deve essere uno spazio per tutti i cittadini”.

Questo il testo della petizione, che è esplosa on line. Sebbene l’omosessualità sia legale, in Corea del Sud i matrimoni tra persone dello stesso sesso non sono riconosciuti e la società tradizionale disapprova le manifestazioni aperte dell’omosessualità. Il presidente, Moon Jae-in, ha affermato di essere contrario ai matrimoni omosessuali e ha definito le persone LGBT ‘non convenzionali’. Ora potrebbe decidere di cancellare il Seoul Queer Culture Festival proprio a causa di questa petizione.

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