Da Sodoma a Hollywood, ecco i dieci titoli imperdibili

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Presentato a Torino il programma del 23° Festival Glbt: dal capolavoro di Jacques Nolot "Avant que j'oublie" al documentario italiano "The Beirut Apartment", ecco i magnifici dieci da...

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Torna puntuale il cineappuntamento lgbt più atteso dell’anno, il festival torinese Da Sodoma a Hollywood arrivato alla 23esima edizione e diretto come sempre da Giovanni Minerba, per il secondo anno consecutivo ai cinema Ideal – apertura e chiusura – e Cinecafè Ambrosio, quasi di fronte alla stazione ferroviaria Porta Nuova. Tra le novità, il premio Nuovi Sguardi, assegnato dagli organizzatori e destinato a un lungometraggio o a un documentario per l’originalità del linguaggio; il programma speciale in video Die Young Stay Pretty sulle inquietudini e l’estetica del mondo giovanile; Compagne di scuole, vivace excursus su amori lesbici nati in classe; la serata di preapertura mercoledì 16 aprile The Angelic Conversation: A Live Performance in Memory of John Balance con proiezione del film di Jarman accompagnato dal vivo da Peter Christopherson e dal Threshold HouseBoys Choir.

Ecco quindi una selezione di dieci titoli assolutamente da non perdere:

Avant que j’oublie (Prima di dimenticare) di Jacques Nolot

Il capolavoro applauditissimo alla Quinzaine di Cannes del regista francese che vinse il Togay nel 2003 con La chatte à deux têtes. Film definitivo, testamentario, straziante nella sua desolata ironia, una sorta di ‘caro diario’ delle ordinarie giornate di Pierre, alter ego del regista: il sesso spiccio con giovani prostituti (se non c’è tempo il lubrificante si può usare come gel per capelli!), le visite dallo psicologo, le battute consolatorie con un amico coetaneo. La voce ferma di un’intera generazione gay quasi ignorata dal cinema queer contemporaneo. Imperdibile.

Après lui (Dopo di lui) di Gaël Morel

Da una scoperta di André Téchiné – era François in Les roseaux sauvages – convertitosi poi alla regia, l’elaborazione del lutto di una mamma, Camille (nientemeno che Catherine Deneuve), dilaniata dalla perdita improvvisa del figlio in un incidente d’auto. Per colmare l’abisso si lega a Franck (Thomas Dumercier), il suo migliore amico, mentre diventa sempre più insofferente nei confronti della figlia Laure (Elodie Bouchez) che ha appena avuto un bambino. Una delle possibili sorprese del festival, supportato da un cast altisonante e la garanzia della firma del valido Christophe Honoré alla sceneggiatura.

Chuecatown di Juan Flahn

Una curiosa black comedy spagnola scelta per aprire le cinedanze. La coppia gay formata dagli orsi Leo e Rey vive nel quartiere gay di Chueca, quattro stradine strette a due passi dalla Gran Via madrilena. Sono indubbiamente omosessuali atipici: adorano il calcio, detestano la moda e non hanno un euro! Nel frattempo, in zona avvengono strani omicidi di donne anziane tra cui proprio la vicina di Leo e Rey… Risate con tocco gore per una via di mezzo tra Almodóvar (c’è Rosa Maria Sardà nel cast) e il grottesco-pulp alla Alex De La Iglesias: sulla carta potrebbe funzionare egregiamente.

La léon di Santiago Otheguy

Premiata alla Berlinale del 2007, il controverso rapporto tra un pescatore gay, Alvaro, e il brusco capitano El Turu che guida un taxi acquatico. Atmosfere esotiche – il delta paludoso del Paranà – per un film d’autore in bianco e nero dallo stile rarefatto e personale.

Les chansons d’amour di Christophe Honoré

Un musical gradevole e giovanilista passato in concorso a Cannes (ma attenzione: se si legge Honoré vuol dire che la tragedia incombe!) con alcuni tra i più carini e lanciati attori delle nuove leve francesi, ossia Louis Garrel, Grégoire Leprince-Ringuet, Ludivine Sagnier, Chiara Mastroianni e Clotilde Hesme. Finale supergay in equilibrio davvero precario.

Kuaile gongchang (La fabbrica del piacere) di Ekachai Uekronghtam

Chi ama il cinema orientale, non si perda il ritorno al cinema dell’autore del premiatissimo Beautiful Boxer già vincitore del Togay nel 2004. Ambientato a Geylang, il quartiere a luci rosse di Singapore, racconta di un giovane militare, un’adolescente, una prostituta e un mendicante sedotti o mortificati dalla ricerca di piacere sessuale. Curiosità: a Cannes venivano regalate ai giornalisti confezioni di giocattoli sessuali contenenti in realtà preservativi e il pressbook del film.

The Walker di Paul Schrader

Dal regista di American Gigolo, un torbido thriller dal cast mozzafiato: Woody Harrelson, Lauren Bacall, Cristin Scott-Thomas, Lily Tomlin e Willem Dafoe. Un escort gay di lusso, specializzato in cariatidi danarose, viene coinvolto in un caso di omicidio. Chiuderà il festival.

Otto; or up with dead people di Bruce LaBruce

Pornohorror all’insegna di un’indipendenza creativa assoluta, è l’ultima fatica dell’inclassificabile Bruce LaBruce. Un giovane zombie, Otto, diventa oggetto d’attenzione da parte di una regista underground, Medea Yarn, che sta tentando di terminare un film epico con morti viventi decisamente hard. Sesso e anarchismo estremi per una delle voci più originali del cinema off canadese. Segnatevelo.

Love and words di Silvie Ballyot

Uno dei documentari più attesi, dal contenuto esplosivo: amore lesbico tra donne arabe in Yemen. Dice la regista: «Vado in Yemen per riprendere una donna yemenita. Le riprese si interrompono pochi giorni dopo perché mettono in pericolo la sua vita. Cosa filmare ora che il mio progetto originario si è rivelato impossibile? Inizio ad incontrare persone e ad interrogarle sull’amore e la vita. Le parole non vengono facilmente. Confrontando i loro discorsi con la mia esperienza, decido di espormi in prima persona, così come fanno loro davanti alla cinepresa».

The Beirut apartment di Daniele Salaris

Tra i pochi film italiani presenti al Togay, un toccante documentario ambientato in un piccolo appartamento della capitale del Libano che diventa una sorta di territorio franco dove esprimere liberamente la propria omosessualità in un Paese dove è illegale persino parlarne. Ma qualcosa si muove, e varcarne la soglia diventa possibile anche grazie alla prima organizzazione araba per i diritti di gay e lesbiche. Dall’autore sabaudo dell’acclamato Fuorifuoco. Un must.

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