DEPRESSIONE, SUBDOLA AMICA

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Lo sfogo di un ragazzo, il silenzio in famiglia, il bisogno di un amico. La spalla su cui piangere è quella della Jena, che dice: muovi il culo,...

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Ciao Fabio sono Riccardo di Terni… ti avevo scritto un po’ di tempo… senza risposta… non è un rimprovero era una lettera un po’ lunga e forse un po’ triste.. forse un po’ troppo.. ti ho raccontato un po’ tutto.. sfogandomi con te… con un perfetto sconosciuto con il quale mi sono aperto.. è piu’ facile aprirsi con chi non si conosce… e prima di tutto non lo vedi… non vedi i suoi occhi scrutatori appena sentono una cosa strana… ti ho detto tutto della mia infanzia turbata e condizionata da una tentata violenza.. dei miei problemi con la mia sessualità… i miei genitori che fin da piccolo mi hanno detto di essere nato non desiderato, del mio ragazzo che amo ma che non riesce a capirmi e soprattutto della mia paura di dire a chi mi circonda della mia omosessualità per paura di un confronto forse o di un giudizio che sento di non sopportare… ti riscrivo perché mi va di farlo e perché mi fa bene… tu hai questo spazio di sfoghi e di consigli e sei rimasto solo tu che mi da questa opportunità di aprirmi… oggi è veramente un brutto giorno non sento di reggere questa vita con questi ritmi e mi sto richiudendo in me stesso.. ho quella insopportabile sensazione.. voler piangere ma non riesco a farlo.. forse mi farebbe bene…. ma credimi…non ci riesco… tutto mi pesa.. il lavoro il rapporto di coppia la mia omosessualità.. i miei genitori che litigano in continuazione… un padre che non ti apprezza… sento che si sta spezzando quel filo che mi salva… da una malattia che ormai conosco… la depressione quella amica subdola e stronza… che ora come ora ho voglia di ascoltare voglio appoggiarmi sulla sua spalla dura e silenziosa…un pò di silenzio è quello che chiedo troppe voci confondono la mia mente… scusa.. sono una palla di persona…. ciao

Caro Riccardo, no, non sei una palla di persona. Mi dispiace di non averti risposto prima, ma devi capire che mi arrivano veramente tante lettere e non ho tutto ‘sto tempo a disposizione comunque eccoci qua.

Dunque, prima di tutto, vorrei dire che ho riletto la prima lettera che mi avevi scritto (lunghissima, impubblicabile Riccardo!) e quindi userò questa che, comunque, spiega bene il tuo stato d’animo, che mi sembra di capire è poco cambiato. Nell’altra lettera facevi riferimento ad un momento bello che hai vissuto con il tuo ragazzo, ovvero una sorta di “coming out a metà” che hai fatto l’estate scorsa a Torre del Lago durante il Friendly Versilia (a proposito, grazie per i complimenti!). Durante quei giorni, complice il luogo e la situazione, non avevi paura a passeggiare mano nella mano con il tuo lui, baciarlo, ridere abbracciati ecc ecc. Molto romantico Riccardo, ma guarda che quella è una situazione atipica. Non ti credere che molti altri abbiano la possibilità, il coraggio di fare altrettanto in giro per le loro città, i loro paesi. Un giorno, spero, tutto questo sarà normale per tutti ma per il momento, non ti sentire assolutamente il solo ad essere frustrato!

Detto questo sinceramente non capisco perché tu abbia così paura di parlare con il tuo ragazzo di tutti, dico tutti, i tuoi problemi. Me ne parli bene, mi dici che è una storia seria, allora credo che tu debba coinvolgerlo nella tua vita. Ne sarebbe sicuramente contento! E poi se ancora non credi sia il momento di fare coming out con i tuoi amici, almeno con lui ti devi sfogare di quello che ti accade. Non dico che lui debba diventare la spugna di Riccardo, ma un sano e sereno confronto aiuta a vivere meglio e a vedere le cose da un altro punto di vista. Magari (spesso è così) le cose sono meno peggio di quello che noi crediamo se viste insieme a qualcuno che ci vuole bene. Sono anche consapevole del fatto che se uno ha “un giorno no”, quel giorno resta “no” chiunque ci parli.

Se è vero che mi segui da tanto come mi scrivevi, saprai anche che io esorto sempre e comunque a non piangersi addosso, qualunque sia la causa e di qualunque entità sia, con tutto il rispetto dovuto ad ogni singola situazione, credo che i primi ad aiutarci si debba essere proprio noi stessi! Fai benissimo a farti aiutare da uno specialista (credo molto nell’analisi) Se veramente soffri di depressione è un ottimo modo per uscirne. E non importa, se non ti va, che lo racconti ai tuoi. Ed a proposito dei tuoi…permettimi di dire che se tutto quello che mi hai raccontato nelle due lettere è vero, e non avrei motivo di dubitare, hanno la sensibilità di un elefante in una cristalleria… per non dire di peggio! Non ti volevano? complimenti per il tatto e la sensibilità dimostrata! bravi sette più! ma grazie a Dio ci sei! Adesso non devi dimostragli più niente (mi dicevi del fatto di voler essere sempre il primo della classe, ecc) Loro adesso devono dimostrare a te che ti amano comunque tu sia! Sta a loro, cazzo! Non vogliono che tu vada a vivere da solo? Riccardo, muovi il culo! hai un lavoro, un fidanzato che ti vuole bene e quindi se vuoi, se veramente vuoi, puoi andare a vivere per i fatti tuoi senza portarti durante il trasloco una valigia di sensi di colpa. Non è assolutamente necessario, anzi è da sciocchi chiudersi in se stessi nella tua situazione. Hai visto che tua sorella, l’unica con la quale ti sei confidato, ha capito benissimo e addirittura avete migliorato il vostro rapporto. Perché hai paura di perdere la tua migliore amica in caso di un tuo coming out con lei? Riccardo se non ti accetta (anche questo lo ripeto da anni!) non ti merita e quindi meglio perderla prima che dopo. Spero che il silenzio, di cui dici di sentire bisogno in questo momento, ti faccia “sentire” il rumore assordante, energetico, forte, caloroso delle persone che ti circondano, che esistono, che sono reali e che ti vogliono bene!

Buona vita!

Fabio

di Fabio Canino

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