DIETRO LA FICTION

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Scopriamo i retroscena della fiction più vista del momento: "Il Bello delle Donne". Gay.it intervista i due attori interpreti dei personaggi gay, Massimo Bellinzoni e Urbano Barberini.

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"Il bello delle donne" è la fiction del momento. Vuoi per il cast strepitoso, vuoi per la sceneggiatura che affronta temi un po’ diversi dalla solita soporifera, filoamericana, melassa televisiva. Nella puntata di giovedì accadrà, però, qualcosa di sconvolgente nella storia di due personaggi.

Senza svelare troppo ai lettori, diremo che Andrè e Luca decidono di vivere liberamente il loro amore, ma un evento tragico li separerà per sempre, lasciando Luca privato di ogni diritto. Il solito problema, insomma, della regolamentazione delle convivenze di fatto. Lo straordinario è che, in questo caso, un amore gay, con annessi e connessi, va in onda in prima serata ed all’interno di uno dei programmi più seguiti dalle famiglie italiane.

Gay.it ha intervistato i due protagonisti Massimo Bellinzoni (che intrepreta Luca, foto in alto) ed Urbano Barberini (che è Andrè, foto sotto).

Che idea si è fatta sulla legalizzazione delle coppie di fatto?

Bellinzoni "In Europa tutti i paesi civili si stanno muovendo o si sono mossi già da tempo. In Italia, ovviamente arriveremo per ultimi, grazie al retaggio cattolico che ci portiamo addosso. Ma la famiglia di fatto andrebbe riconosciuta per dovere di civiltà, non so se con una legge o con una clausola. E’ impensabile che una persona dedichi tutta la vita ad un’altra e non le venga riconosciuto nulla".

Barberini "In un paese che si dice laico e civile discriminare le persone per il loro tipo di convivenza o scelta sessuale è aberrante. In Francia esiste una legalizzazione tramite scrittura privata, in Olanda c’è una legge intera sulle unioni civili di coppie gay. In Italia siamo indietro anni luce e questo a me, che sono un democratico per natura, dispiace molto. Credo che questa sia pressochè la prima volta che una fiction popolare affronta questi temi cin l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica".

Nella prossima puntata ci sarà un bacio fra Andrè e Luca. Nessuna censura, al contrario di Raidue?

Barberini "La televisione non mi sembra scevra di volgarità. Censurare un bacio fra due uomini sarebbe il colmo dell’ipocrisia. Sono forme di oscurantismo che accadono in paesi non ancora pienamente liberi, o troppo cattolici. La censura di qualsiasi forma di spettacolo, satira compresa è stupida e noiosa".

Bellinzoni "Be’ un bacio fra maschi c’era già stato nella terza puntata e non si sono aperte le cateratte del cielo. Questa volta è un bacio fra persone che condividono un grande amore, non c’è nulla di lascivo. E sarebbe stata più forte una scena in cui non si vedeva molto, ma si immaginavano situazioni scabrose. Comunque il bacio sarà verso le 22, non era necessaria alcuna censura"

Dopo il gay pride si parla di omosessualità ovunque, credete che troppa esposizione possa danneggiare la causa?

Bellinzoni "Non so. Negli ultimi anni sia negli USA che in Italia hanno governato amministrazioni di sinistra, più aperte verso il mondo gay. Forse non esiste tutta questa necessità di innalzare bandiere. Forse le rivendicazioni continue non risolvono il problema. Comunque sia, per ora è un bene che se ne parli.

Barberini "Io trovo estremamente triste affibbiare delle etichette. Specialmente in tema di animo umano e di sessualità. Sono riduttive. Detto questo è giusto che una minoranza, discriminata per anni, si rivolti. Come hanno fatto gli operai sfruttati, del resto. Trovo sacrosanto il diritto del popolo gay a farsi, finalmente, vedere e sentire".

Come ti sei calato e cosa ti appartiene del tuo personaggio?

Barberini "Io accetto i ruoli ben scritti. Questo personaggio, una "spostata", per paura di essere se stesso, rinuncia alla felicità. Rischia di annullarsi, ma lo capisce in tempo e si libera dai condizionamenti. Vince una battaglia contro le proprie insicurezze. E’ molto lontano come sono io, che cerco sempre di non "tradirmi" al di là di ciò che il mondo può pensare".

Bellinzoni "Ho voluto interpretare Luca perché non è lo stereotipo della checca. Non è un personaggio da "Vizietto". E’ una persona normale che non si esibisce, vive la propria sessualità normalmente, con le difficoltà e le gioie di qualsiasi altro essere umano. Mi somiglia nel rifiuto degli eccessi"

Nel mondo dello spettacolo esiste una forte lobby gay, cosa ti infastidisce di questo?

Bellinzoni "Una cosa sola. Ma come fanno a essere così uniti e così vipere allo stesso tempo? Poi una certa tendenza alla bugia. Forse perché chi si è nascosto per anni tende a nascondere la verità. In generale però non mi infastidisce nulla. A parte, come ho detto, gli eccessi. Tipo Platinette. Ma quando sono dettati da esigenze di spettacolo, allora va bene",

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