Il cinefestival costazzurrino In&Out omaggia il regista Rémi Lange

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Dal 30 aprile al 9 maggio la 7a edizione della kermesse cinematografica a Nizza e Cannes.

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Per la prima volta nella sua storia, il festival nizzardo-cannense In&Out, giunto alla sua settima edizione (30 aprile – 9 maggio), diventa competitivo e assegna i premi Esperluettes – significa ‘&’, le cosiddette ‘e commerciali’ – nelle categorie lungometraggi, documentari e cortometraggi. Verranno anche attribuiti il ‘premio della giuria’ e quello del pubblico. A giudicare le cineopere queer proiettate al cinema Mercury saranno il giornalista Xavier Héraud, la regista e fotografa Emilie Jouvet, il critico e saggista Didier Roth-Bettoni e Dana Osi, vicepresidente del centro lgbt della Costa Azzurra.

Lo slogan di quest’anno, ‘In & Out fait son Coming Out’ (‘In&Out fa il suo coming out’), mette in luce una problematica chiave della condizione lgbt: “La scelta di questa tematica è una buona occasione per affrontare questioni che ci stanno a cuore – spiega il direttore artistico Benoît Arnulf -. Come affronta, il cinema, questo momento cruciale in cui si assume pubblicamente la propria omosessualità? Ma è possibile allargare il punto di vista. Come può un festival di film gaylesbici trattare una tematica così particolare restando aperto al grande pubblico? O meglio, come può l’idea di ‘Culture Gay e Lesbiche’ rivendicarsi senza temere di chiudere agli artisti e alle opere che la compongono l’accesso all’universalità?”.

“Da sette anni, ogni primavera, rinasce il festival In&Out – dichiara Christian Estrosi, sindaco di Nizza -. Già sette anni! Ecco senza dubbio il segno della felicità e, in ogni caso, la garanzia del successo. Questi incontri cinematografici consentono di ammirare opere dai criteri artistici esigenti, con storie tese da potenti vibrazioni psicologiche. Nizza è la città delle libertà e del vivere insieme nel necessario rispetto di ciascuno. Ecco già una eccellente ragione perché il festival si svolga qui. Ma ci vedo una seconda buona ragione: la capitale della Costa Azzurra è già da tempo la città del cinema. Auguro un completo successo a questa manifestazione disposta sotto il segno della tolleranza e dell’umanesimo”.

“Cannes è fiera di accogliere la settima edizione degli Incontri Cinematografici In&Out – gli fa eco David Lisnard, sindaco di Cannes, dove la manifestazione transiterà dal primo al tre maggio – e di impegnarsi al fianco dell’associazione Les Ouvreurs per la promozione e la diffusione della settima arte gay e lesbica. A prova del suo successo crescente, e del fatto che questo evento meriti un posto di rilievo nel panorama culturale della nostra città, è stato aggiunto quest’anno alla programmazione cannense un terzo giorno di proiezioni. Queste tre date saranno dunque l’occasione per i cannensi di scoprire al cinema Les Arcades alcune produzioni di qualità su un momento importante per l’identità dell’individuo e la sua costruzione personale: il coming out”.

“Non c’è che una specie d’amore – continua Lisnard – ma ce ne sono mille differenti copie, diceva lo scrittore François de La Rochefoucauld. Sono tutti questi differenti modi d’amare che vengono portati sullo schermo durante il festival In&Out. Una celebrazione delle diversità e delle ricchezze culturali e umane. Un momento unico di scambio e d’incontri come la settima arte e Cannes sanno creare”.

Tra i 33 lungometraggi presentati, spiccano alcuni interessanti inediti: il melò lesbico adolescenziale Zomer (Estate) di Colette Bothof, scelto per l’apertura giovedì 30 aprile alle ore 19 presso l’auditorium del museo d’arte contemporanea Mamac, su una sedicenne che s’innamora di una ragazza intenta ad accudire la madre malata; il nuovo lavoro del belga David Lambert, Je suis à toi (Sono tuo), su un giovane escort argentino di cui s’invaghisce il proprietario di una panetteria; il dramma sentimentale brasiliano che chiuderà il festival sabato 9 maggio, Beira Mar di Filipe Matzembacher e Marcio Reolon, su due ragazzi isolati in una casa di vetro davanti al mare.

È previsto un focus dedicato al regista 46enne francese Rémi Lange, presentato come “cineasta maggiore della storia delle rappresentazioni omosessuali al cinema”, autore di film cult in patria quali il suo diario di vita in due parti, girato in super 8, Omelette e Les yeux brouillés (Gli occhi opachi). Autore personalissimo di un cinema sovversivo e provocante, presenterà in anteprima il suo nuovo lungometraggio Le chanteur (Il cantante) su un cantante gay che dopo la morte della madre cerca fortuna a Parigi dove si lega a Lola, diva di cabaret il cui produttore viene sedotto dallo charme del nuovo arrivato.

In collaborazione col festival lgbt di Montréal, Image+Nation, ci sarà anche un approfondimento sul cinema canadese, con una selezione di cortometraggi realizzati da giovani registi québécois e alcuni classici immortali quali Il canto delle sirene e When night is falling di Patricia Rozema oppure Lilies di John Greyson.

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