Fish&Chips, il quarto festival cinerotico torinese apre giovedì con l’Orso d’Oro Touch Me Not

Al via giovedì sera al Cinema Massimo di Torino. Molte opere queer tra cui Scotch Egg, il nuovo lavoro di Bruce LaBruce.

È uno dei più originali e frizzanti cinefestival italiani: si chiama Fish&Chips International Erotic Film Festival, è diretto dall’ottima Chiara Pellegrini ed è arrivato alla quarta edizione che si aprirà col botto giovedì prossimo al cinema Massimo di Torino. Sì, perché per la cerimonia inaugurale è prevista la proiezione dello sperimentale Touch Me Not di Adina Pintilie, l’Orso d’Oro più divisivo degli ultimi vent’anni, esaltato e stroncato alla stessa stregua. Un insolito ibrido fra documentario e finzione su una donna che soffre di afefobia, cioè non sopporta di essere toccata, e viene presa in cura da un terapista transessuale. Uscirà per I Wonder Pictures il 14 febbraio.

Come di consueto, molti sono gli ingredienti queer dei cinquanta film proposti da Fish&Chips: tra i quattordici lungometraggi non perdetevi la commedia surreale brasiliana Superpina di Jean Santos, presentato come “un inno psichedelico e queer all’edonismo e alla pansessualità in cui tutto è concesso a chi vuole osare”: in un supermercato di Recife, sulla costa atlantica, è in vendita un misterioso prodotto, Amore Primitivo, i cui clienti sono particolarmente soddisfatti… Nel frattempo il cielo assume una strana tonalità multicolore!

Segnatevi anche il polacco bisex Nina di Olga Chajdas in cui la coppia composta da Nina e Wojtek, logorata da vent’anni di matrimonio e dal desiderio insoddisfatto di avere un figlio, riesce a trovare una ragazza, Magda, disposta a divenire la madre surrogata del bambino che stanno cercando. Ma il progetto si complica quando Nina si invaghisce di Magda.

Tra i documentari spicca l’anteprima nazionale di Love Express. The Disappearance of Walerian Borowczyk di Kuba Mikurda sul grande regista polacco autore di capolavori erotici quali I racconti immorali e Interno di un convento con testimonianze del calibro di Terry Gilliam, Neil Jordan e Andrzej Wajda. In Samantha Hudson, una storia di sesso, fede ed elettroqueer di Joan Porcel scopriamo quest’artista sui generis diventata una star su Instagram.

Un altro personaggio da antologia è Miss Rosewood nell’omonimo doc di Helle Jensen, performer di burlesque estremo nota per aver rovesciato un preservativo colmo addosso a Leo Di Caprio. Questa ‘terrorista transgender’ di giorno è un quieto restauratore di mobili antichi e si chiama Jon Cory.

Non perdetevi inoltre il nuovo lavoro del sempre più anarchico Bruce Labruce, Scotch Egg, un cortometraggio hard in cui si realizza la fantasia di una donna desiderosa di partecipare a un film porno leather gay. Si preannunciano “muscoli, tatuaggio, cuoio, borchie e fist fucking per raggiungere il giusto gradiente di fetish”.

In Sixty Nine Club di Rob Eagle scopriamo infine l’associazione gay che dà il titolo al film, riservata a tutti gli amanti della pelle, del Denim e delle divise. Che fine hanno fatto i membri di questo club così particolare?

Molti gli eventi collaterali del festival che potete trovare all’indirizzo www.fish&chipsfilmfestival.com.

In giuria il critico cinematografico Sandro Avanzo, il regista Davide Ferrario e la filmmaker Titta Cosetta Raccagni.