Gender Bender, stasera a Bologna l’anteprima del festival queer

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Si apre con la mostra della fotografa Alice O'Malley la kermesse che travalica i generi artistici. Molte anteprime cinematografiche, il teatro di Emma Dante e un concerto di...

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Torna Gender Bender, festival immersivo bolognese dedicato all’ibridazione identitaria, la cui undicesima edizione, diretta come sempre dall’ottimo Daniele Del Pozzo, prende il via sabato prossimo in ben 22 diverse location. La caratteristica principale di questa manifestazione, che la rende tra le più interessanti del panorama nazionale, non è tanto l’esplorazione del fluttuante concetto di genere, ormai comune agli altri festival lgbt, quanto l’intrinseco ‘genderismo’ disciplinare: cinema, teatro, danza, letteratura e via dicendo.

Stasera si terrà l’anteprima Aspettando Gender Bender presso la Ono Gallery Contemporanea con la mostra fotografica Community of Elsewheres dell’americana Alice O’Malley, quasi una Diane Arbus di fine millennio, acuta ritrattista di drag e transgender, “orchidee rare” come le definisce lei stessa, della scena underground newyorchese negli anni ’90, tra cui un allora emergente Antony Hegarty.

Da non perdere sabato 26 ottobre al Cinema Lumière la prima nazionale dell’interessante minimal-intimista Hawaii dell’argentino Marco Berger che sarà presente in sala. Martedì 29 è la volta dell’acclamato thriller agreste Tom à la ferme del baby genietto canadese Xavier Dolan, vincitore del premio Fipresci della critica internazionale alla Mostra di Venezia. Occhio anche alla prima di Voyage dell’hongkonghese Scud (lunedì 28) in cui uno psichiatra depresso intraprende un viaggio solitario in barca. Ma la cineofferta è molto varia: tra gli altri il tedesco Free Fall di Stephan Lacant e il corto My Neighbors del maestro Rosa Von Praunheim. Tra i doc segnaliamo il premiato Bambi del talentuoso Sebastien Lifshitz che interverrà sabato 2 novembre alle 18.30 sempre al cinema Lumière.

L’asso di cuori verrà calato martedì 29 con la presentazione della graphic novel Il blu è un colore caldo di Julie Maroh, edito in Italia da Rizzoli nella collana Lizard, da cui è tratto il capolavoro di Kechiche La vita di Adele. Con l’autrice francese chiacchiererà Susanna Scrivo. Lo stesso giorno si potrà assistere allo spettacolo teatrale fiabesco per bimbi e adulti di Emma Dante La bella Rosaspina addormentata che ha già sollevato l’ira dei bigotti perché si parla di matrimoni gay e la principessa protagonista si scopre lesbica. Torna anche il progetto speciale Performing Gender sostenuto dall’Unione Europea in cui diciassette artisti da Italia, Paesi Bassi, Spagna e Croazia, intraprendono un percorso comune sui ruoli di genere nella danza contemporanea. Non mancano presentazioni di libri, reading poetici, concerti (Scott Matthew su tutti). Si riderà persino grazie alla mostra evento Ghost Stories con venti quadri commentati col consueto sarcasmo camp da Alessandro Fullin visto che “i generi in pittura non contano più”.

Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, come suggerito dall’immagine del manifesto e dall’editoriale, l’unico difetto ci sembra, paradossalmente, proprio il fatto che non ce ne siano, a parte i peli degli irsuti orsoni di Big Gay Love e le ciglia finte di Bambi: questa edizione ci sembra perfetta.

www.genderbender.it

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