GLI SPLENDIDI LUNEDÌ AL SOLE

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Appena uscito nelle sale il film che ha superato "Parla con lei" nella corsa all'Oscar. Con un bravissimo Javier Bardem. Nella pellicola è imbruttito, ma noi ve lo...

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Javier Bardem è attualmente il migliore attore spagnolo. Ed è più bravo di Antonio Banderas: coppa Volpi e nomination agli Oscar come miglior protagonista per ‘Prima che sia notte‘, il Free Spirit Award, diversi premi Goya.

Ed è stato scoperto anche lui da Almodovar, che l’ha voluto per interpretare il massiccio ma sensibile David di Carne Tremula.
Conoscerlo alla prima dell’importante ‘I lunedì al sole‘ di Fernando Léon de Aranoa è emozionante: è un po’ come entrare nel mondo delle opere di Reinaldo Arenas in ‘Prima che sia notte‘ o ammirare l’affascinante Diego taurino di ‘Segunda Piel‘. Adesso Bardem ha un look un po’ diverso con capello lungo e liscio e viso più rubicondo. Ed è meno alto di come sembra al cinema ma non meno attraente.
Riguardo a questo suo ultimo film afferma: «Non so che dire de ‘I lunedì al sole‘. Credo che sia una pellicola universale, che parla di temi che interessano tutti». Ed è gentile e disponibile quando viene a sapere di quanto la comunità omosessuale l’abbia scoperto e amato dopo aver interpretato due ruoli-chiave gay per la sua carriera.

In questo ultimo film Javier interpreta Santa, un disoccupato di un’anonima città portuale a nord della Spagna che è frustrato dalla mancanza di un lavoro dopo il licenziamento, avvenuto per avere rotto un lampione di sole 8000 pesetas, e si trascina tra un bar e un molo assolato in compagnia di un gruppo di diseredati chi più e chi meno in crisi economica e sentimentale.
«Sono stato diversi mesi con gli operai in sciopero a Guyon, il film è un’indagine su quello che succede in quell’ambiente due anni dopo. Un gruppo di uomini che percorre ogni giorno strade in salita, alla ricerca di uscite di sicurezza. Paura a lungo termine, funamboli di fine mese e anche di inizio mese. Funamboli senza rete e senza pubblico» ha dichiarato il regista. ‘I lunedì al sole‘ sono poco redditizi per i disoccupati spagnoli ma il film è molto molto bello e non a caso ha battuto ‘Parla con lei‘ di Almodòvar nella selezione da parte della Spagna per l’Oscar e ha vinto ben 5 Premi Goya (i David di Donatello spagnoli) e il Festival di San Sebastian.

Desolato ma umanissimo, tra Guédiguian e Ken Loach, con una ironia sardonica che fa scappare anche molte risate (Santa è un vero meneghello del trovar lavoro e si ingegna nei modi più bizzarri, finendo a fare il babysitter senza che i genitori del pupo lo sappiano), ‘I lunedì al sole‘ sono i giorni più intensi, più colorati, più indimenticabili delle vite incasinate ma dignitosissime dei proletari spagnoli (un problema, dalla Galizia fino a noi, realmente agghiacciante, troppo sottovalutato dal cinema italiano) che ha già causato molte vittime e distrutto tante coppie. Due scene indimenticabili e potentissime: Santa che scopre da un rubinetto la tremenda indigenza dell’amico; l’amico più anziano a cui cola la tinta per capelli prima di un colloquio di lavoro. Un film grande, necessario, per riflettere su come stanno le classi più basse, le più umane, le più vere. Da Oscar l’interpretazione di Bardem imbruttito, panzuto, barbuto e senza capelli: è lui la luce di questo splendido ‘I lunedì al sole‘ che esce in 15 copie (non perdetevelo) distribuito dall’oculata Lucky Red del bravo Andrea Occhipinti in tutta Italia in questo primo giorno di primavera.
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