Golden Globes, Almodóvar battuto da Eastwood

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‘Volver’ si vede soffiare il Golden Globe come miglior film straniero da ‘Letters From Iwo Jima’ di Clint Eastwood. Trionfano ‘Babel’ e ‘Dreamgirls’, migliori attori Whitaker, Murphy, Mirren...

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Continua la maledizione dei premi per l’intenso ‘Volver’ di Almodóvar: dopo aver sfiorato la Palma d’Oro e l’European Film Award, l’apprezzato film spagnolo si vede sottrarre il Globo d’Oro come miglior film straniero dall’americanissimo Clint Eastwood, il cui ‘Letters From Iwo Jima’, essendo una coproduzione statunitense e giapponese, ha potuto concorrere nella categoria riservata ai lungometraggi provenienti dall’estero: «Ecco, ora sono un regista straniero» ha commentato ironicamente Eastwood. Previsioni rispettate, invece, per quel che riguarda gli altri premi: miglior film drammatico il multilingue ‘Babel’ di Alejandro Gonzalez Iñarritu, miglior commedia o musical l’ultima fatica del regista gay Bill Condon ‘Dreamgirls’ che si aggiudica anche i Globi agli attori non protagonisti, il redivivo Eddie Murphy e l’esordiente Jennifer Hudson che ha curiosamente commentato: «Non ci posso credere, non pensavo neanche di essere un’attrice, ora questo premio mi dà la fiducia necessaria per continuare». Tra i protagonisti, Forest Whitaker per ‘L’ultimo re di Scozia’ batte la doppia nomination a Leonardo Di Caprio – ‘The Departed’ si consola con la miglior regia a Scorsese – mentre la rivelazione Sacha Baron Cohen sbaraglia gli avversari per l’interpretazione del giornalista kazako nello scorretto ‘Borat’.
Le veterane Meryl Streep per ‘Il diavolo veste Prada’ e Helen Mirren per ‘The Queen’ conquistano il Globo d’Oro come migliori attrici (addirittura la Mirren ne vince due, uno per l’interpretazione della regina Elisabetta I nell’omonima serie televisiva e uno per aver impersonato Elisabetta II nel film di Frears: «preferisco Elisabetta I – ha spiegato – è stato un ruolo più intenso e difficile»).
Tra le serie televisive, le ‘casalinghe disperate’ cedono il passo ad America Ferrera e alla sua ‘Ugly Betty’, divertente sitcom ispirata a una popolare telenovela colombiana in cui una ragazza latinoamericana poco attraente diventa l’assistente personale del direttore di una prestigiosa rivista di moda.
(RS)

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