I Golden Globes si tingono di rainbow: candidato molto cinema queer

Annunciate le nominations dei premi tradizionalmente “anticipatori” degli Oscar. Candidati vari film a tematica lgbt, da “Philomena” a “Dietro i candelabri”. I vincitori si sapranno il 12 gennaio.

Si dice sempre che i Golden Globes siano la tradizionale anticamera dell’Oscar. Vero. In parte, almeno. Bisogna fare una precisazione: le nominations vengono assegnate anche ai prodotti televisivi e da un numero molto ristretto di votanti – solo una novantina – ossia i membri della HFPA, la Hollywood Foreign Press Association, associazione di giornalisti stranieri residenti a Hollywood. Tra essi ci sono ben sei italiani: Silvia Bizio, Luca Celada, Armando Gallo, Elisa Leonelli, Lorenzo Soria e Alessandra Venezia. Visto che i membri dell’Academy sono invece circa 6000, possiamo ipotizzare che i premi scelti dai suddetti esperti del settore abbiano effettivamente una certa influenza sui gusti dei votanti agli Oscar anche se con uno spirito meno ‘americano-centrico’. Per la 71esima edizione, le candidature annunciate ieri da Zoe Saldana, Olivia Wilde e Aziz Ansari, hanno di fatto rispettato i titoli più attesi, con la sola esclusione dell’apprezzato The Butler del regista gay Lee Daniels e della poca considerazione nei riguardi del nuovo film di Scorsese, The Wolf of Wall Street, di cui si dice un gran bene ma che ha avuto due sole nominations, come miglior commedia e per l’interpretazione del superdivo Leonardo DiCaprio. In testa ci sono 12 Anni Schiavo di Steve McQueen (Shame) e American Hustle di David O. Russell, entrambi con sette segnalazioni.

Possiamo dire che quest’anno i Golden Globes si tingono d’arcobaleno perché sono molti i titoli a tematica queer candidati: nella cinquina del miglior film drammatico troviamo il commovente Philomena di Stephen Frears in corsa anche per la migliore attrice Judi Dench (sarà una sfida da gigantesse: Cate Blanchett, Sandra Bullock, Emma Thompson e Kate Winslet) e per la migliore sceneggiatura scritta da Jeff Pope e Steve Coogan, già premiata a Venezia. Dallas Buyers Club ha forato la nomination come miglior film ma si accontenta (e non è poco) di quelle ai migliori attori Matthew Conaughey, già favorito, e Jared Leto in credibilissima versione trans.

L’unica nomination italiana è andata, tra i film stranieri, al sontuoso ma non perfetto La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, in rapida ascesa dopo l’ottima accoglienza americana. Dovrà però vedersela col capolavoro lesbico di Kechiche Blue Is The Warmest Color (è il titolo internazionale di La vie d’Adèle) e il bellissimo iraniano Le Passé di Asghar Farhadi, mentre fanno meno paura il danese The Hunt di Vinterbergh e l’ultima fatica del giapponese Miyazaki The Wind Rises.

Nelle categorie televisive s’impone l’eccellente biopic su Liberace Dietro i candelabri diretto da Steven Soderbergh, candidato come miglior film tv e migliori attori (Michael Douglas, Matt Damon e – un po’ a sorpresa – Rob Lowe). Mentre l’ennesima nomination a Modern Family è ormai una routine consolidata, siamo molto felici per la scelta di segnalare la brava e bella Taylor Shilling, impeccabile nella sitcom lesbica rivelazione Orange Is The New Black ambientata in un carcere femminile, che forse vedremo su Rai4 in primavera. Il Cecil B. DeMille Award, tradizionale premio alla carriera, verrà consegnato a Woody Allen durante la cerimonia di gala prevista a Los Angeles il 12 gennaio. La serata sarà presentata dalle comiche Tina Fey e Amy Poehler.