I GIOCHI DI CLOONEY A QUATTRO ZAMPE

George Clooney rivela velleità di accoppiamento bestiale con i suoi amici Pitt e Damon insieme ai quali recita in ‘Ocean’s 13’, terzo episodio della saga sui ladri gentiluomini diretta da Soderbergh.

Grandi amici lo sono sicuramente. Ma che tra uno scherzo e l’altro, sul set di Ocean’s 13, ci sia scappato qualche giochetto un po’ cameratesco tra le ineffabili superstar Clooney, Pitt e Damon, è davvero lecito aspettarselo, tanto più che sul set il regista Soderbergh aveva ritagliato uno spazio ricreativo dove rivedere i giornalieri – ma non solo – chiamato Ocean’s Club con tanto di tessera d’ammissione. Non sapremo mai che cosa vi è successo realmente, ma la strepitosa battuta di George Clooney pronunciata davanti al Chinese Theatre di Los Angeles martedì scorso dove i tre divi hanno lasciato le loro impronte nel cemento dell’Hollywood Boulevard davanti a tremila fans ci fa almeno sognare imprevedibili orizzonti queer per un’icona etero come lui: «Se devo mettermi a quattro zampe che sia con questi tre, e lo dico in ogni senso possibile».

Il sublime Brad Pitt, lui no, sarà dura convertirlo alle gioie del ‘nostro’ club, tanto più che vederlo giochicchiare con i figlioletti di Don Cheadle in Salle Lumière al Palais di Cannes durante la prima mondiale del film (ma quanto gli stava male quella riga laterale da bambinetto?) fa pensare a una smaccata indole decisamente paterna piuttosto che libertina. Tanto più che la moglie-virago Angelina, in squillante giallo limone, se lo teneva ben stretto soprattutto durante la Montée des Marches in mezzo al delirio generale (tutti in estasi, maschi e femmine, persino sul terrazzino della sala stampa).

Ti suggeriamo anche  Black Panther, proteste per la cancellazione di un amore LGBT

La combriccola di belloni è arrivata anche sui nostri schermi in questo terzo episodio della saga del mariuolo Danny Ocean, questa volta pronto a vendicare l’acciaccato Reuben (Elliott Gould) spedito in ospedale e senza un dollaro per colpa dell’infame Willie Banks (un redivivo Al Pacino), cinico albergatore senza scrupoli. L’occasione ghiotta si presenta all’inaugurazione del suo nuovo hotel-casinò dal profetico nome di ‘The Bank’ sullo Strip di Las Vegas dove si prepara ad agire la banda prontamente riunita con l’aggiunta dell’ex rivale Terry Benedict (Andy Garcia) la cui piscina sarebbe minacciata dall’ombra dell’albergo appena costruito. Il complesso piano consiste nel truccare slot machines e tavoli verdi con metodi sia artigianali che supertecnologici – persino la simulazione di un terremoto – per far sì che il casinò non vinca il prestigioso ‘Premio dei 5 Diamanti’ consistente in una collana di Tiffany dal valore di 250 milioni di dollari.

«Formiamo un gruppo di persone desiderose di lavorare insieme il più spesso possibile» spiega George Clooney. «Abbiamo la stessa filosofia riguardo al nostro mestiere e saremmo veramente stupidi a non divertirci o non misurarci con i nostri privilegi». «Si potrebbe parlare di ‘scassinamento passionale’» aggiunge Andy Garcia. «Il film mette l’accento sull’amicizia e io penso che questo aspetto attragga immediatamente la simpatia dello spettatore».

Ti suggeriamo anche  Les crevettes pailletées, intervista a Geoffrey Couët: "All We Need is Love!"

Unica presenza femminile, la new entry Ellen Barkin nel ruolo di Abigail Sponder, la rigida assistente di Willie Banks, quasi un gesto dovuto per Soderbergh dopo averla tagliata al montaggio in Ocean’s 12.

Ocean’s 13 ha subito scalzato dalla vetta del box office Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo grazie a un esordio col botto: più di un milione e seicentomila euro nel primo weekend di programmazione.