Il complicato colpo di fulmine di Luca, diverso…da chi?

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La commedia brillante di Umberto Carteni con i bravi Luca Argentero, Filippo Nigro e Claudia Gerini gioca con i sentimenti verso uomini e donne, ma è tutt'altro che...

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Niente paura, ragazzi. Non siamo davanti a un ‘Povia bis’, nonostante qualche accenno della trama dell’attesa commedia italiana ‘Diverso da chi?’ di Umberto Carteni, in uscita il 20 marzo, possa far indurre a curiose analogie. Anche qui c’è un gay, Piero Bonutti, interpretato da Luca Argentero, un politico eclettico – è anche presidente dell’Arcigay e professore universitario – candidato alla carica di sindaco in un paesino del Nord-Est, fidanzato da quattordici anni con Remo (Filippo Nigro) ma travolto da una ‘sbandata’ per la collega tradizionalista Adele (Claudia Gerini). Non vi sveliamo cos’altro succede, ma stiamo decisamente tranquilli perché il film ha avuto la ‘supervisione’ di Franco Grillini, scelto come consulente dalla produzione che lo ringrazia sui titoli di coda: “Gradevole e divertente” lo definisce l’ex Onorevole. Una garanzia.

Abbiamo contattato Filippo Nigro sul set del film tv per Raiuno “Tutta la verità” dove viene nuovamente tradito, ma questa volta dalla moglie, interpretata dall’avvenente Vittoria Puccini, che perde la testa per un celebre e brillante chirurgo ma viene coinvolta in un omicidio di cui non ha nessuna colpa. Mettiamoci comunque l’anima in pace: il fascinoso attore romano è etero, sposato e con bimbetto di quattro anni anche se si trova sicuramente a suo agio nel ruolo dell’omosessuale, visto che è la terza volta che interpreta un gay: pochi lo ricorderanno nel suo esordio firmato Tonino Pulci, la commedia ‘Donne in bianco’ dove interpretava il confidente omo delle tre protagoniste, Susana Werner, Barbara Enrichi e Claire Keim, che decidono di sposarsi contemporaneamente. 

Sicuramente è rimasto più impresso nel pubblico il suo Riccardo gay nell’ozpetekiano “Le fate ignoranti” anche se, come ci dice lui, “facevo parte di una coppietta felice ma c’eravamo molto poco, nel film”. Il personaggio di Remo in “Diverso da chi?” è invece a tutto tondo, e Filippo ce lo descrive così: “Un uomo geloso ma non morboso, molto innamorato, dal carattere forte. Scrive recensioni culinarie, è molto sensibile ed elegante nei modi. Insieme al costumista (Roberto Chiocchi, n.d.r.) abbiamo costruito un personaggio attento allo stile, assai garbato. Devo dire che Remo mi piace!”. La domanda, a questo punto, è inevitabile: “Com’è stato baciare Luca Argentero?”. “Tranquillo, non abbiamo avuto nessun problema. Si imbarazzavano di più quelli che stavano intorno. Pensa che c’era anche un mio bacio ne “Le fate ignoranti” ma è stato tagliato: ormai sono allenato! Ferzan mi aveva raccomandato: temeva che ne facessi una macchietta. 

Con Luca ci siamo trovati subito bene, c’era lo stesso feeling che si può percepire tra un uomo e una donna. Reciterò con Argentero anche nel film a episodi “Oggi sposi” di Luca Lucini dove sarò un magistrato moralista e bacchettone. “Diverso da chi?” lancia invece il messaggio della famiglia allargata, è una cosa bellissima. Io sono assolutamente favorevole all’adozione da parte delle coppie gay”.

Riguardo alla canzone di Povia non ha mezzi termini: “È bruttissima. Non mi è piaciuta soprattutto per i concetti espressi”.

Anche il regista Umberto Carteni tiene a precisare come viene affrontata la questione queer nella sua commedia.

“L’omosessualità qui non è più percepita come universo estraneo e sospetto – dice Carteni -, ma come aspetto assolutamente connaturato alla società e, anzi, arricchente. Il protagonista ci offre l’occasione di percorrere il travaglio dell’accettazione della propria identità sessuale, che muta, una prima volta, con la scoperta della propria omosessualità e, poi, una seconda, quando si trova a vivere le pulsioni dell’attrazione per una donna”.  “Naturalmente so che questa storia nata da una giocosa irriverenza – precisa lo sceneggiatore Fabio Bonifacci – esce in un mondo in cui i diritti dei gay sono oggetto di battaglia. Ho quindi cercato di scrivere un film che non potesse essere strumentalizzato in questo senso. Spero di esserci riuscito”.

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