Il lungo bacio gay di Sean Penn al sapore di “Milk”

Schiocco bollente tra Sean Penn nei panni di Harvey Milk e il cantante Sylvester (Mark Martinez) sul set di “Milk”, il nuovo film di Gus Van Sant sull’assassinio dell’omonimo attivista gay americano.

«Sembrava non finisse mai, non volevo crederci». Questo il commento a caldo dell’attore Mark Martinez della scena hot del momento, il lungo bacio che schiocca sulle labbra di Sean Penn, girato qualche giorno fa sul set di Milk, nuovo, attesissimo film di Gus Van Sant le cui riprese si sono appena concluse a San Francisco.

Martinez interpreta il ruolo di Sylvester, celebre cantante superdrag degli anni ’70 autore dell’immortale hit You make me feel (mighty real). «La scena era ambientata in discoteca – spiega Martinez – e a un certo punto sopraggiunge Sean Penn. Mi prende con forza e mi bacia. Sembrava che il tempo non passasse più. Mi chiedevo: quando finirà di baciarmi? Ho dovuto chiudere gli occhi. Non ci potevo credere: un attore premio Oscar che baciava proprio me!». Alla richiesta da parte di Martinez di fare un altro ciak, Gus ha esclamato: «È perfetto, perfetto, perfetto!». «No! Non è perfetto» ha ribattuto Martinez: «Sean stava ridendo di me!».

L’eclettico Sean Penn, che sarà il presidente della giuria del prossimo Festival di Cannes, interpreta il ruolo del protagonista, l’attivista gay Harvey Milk assassinato all’età di quarantotto anni insieme al sindaco di San Francisco George Moscone il 27 novembre 1978 da parte di Dan White, ex funzionario comunale omofobo, interpretato nel film da James Brolin.  Durante il suo mandato come consigliere comunale, Milk fu decisivo nel rigetto della Proposition 6, una legge supportata dal senatore Briggs che avrebbe permesso agli insegnanti dichiaratamente omosessuali di essere licenziati in base alla loro identità sessuale.

Il film dal budget di 27 milioni di dollari dovrebbe essere nelle sale americane proprio il giorno del trentesimo anniversario del duplice omicidio. Del cast di Milk fanno parte anche James Franco nel ruolo di Scott Smith, il fidanzato storico del politico, e il fascinoso Emile Hirsch, protagonista di Into the wild diretto proprio da Penn, in quello dell’attivista gay Cleve Jones.

La ricostruzione della San Francisco dell’epoca, soprattutto del quartiere Castro dove si stanno girando le scene principali, è stata particolarmente accurata: «Per essere sicuri che i negozi mostrati nelle strade fossero aperti nell’anno in cui la scena si svolge, sono state effettuate moltissime ricerche» ha spiegato Dan Jinks, uno dei produttori della pellicola, a Hollywood Reporter. Per rispettare la veridicità storica dell’accaduto, sono stati consultati i Gay and Lesbian Archives di San Francisco ed è stato assunto come consulente Daniel Nicoletta, l’ex commesso nel negozio di fotografia dove lavorò Milk prima di dedicarsi alla politica.

Gus Van Sant ha ripreso la scena dell’omicidio di Moscone proprio nel luogo reale dove avvenne, all’interno del Municipio, grazie all’invito del sindaco in carica Gavin Newsom, mentre è stato ricreato un set che riproduce l’ufficio dove fu assassinato Harvey Milk poiché quello originale non esiste più.

L’ultima scena girata è stata la marcia silenziosa a lume di candela, in commemorazione delle vittime, partita da Market Street e dalla 17esima strada, a cui hanno partecipato centinaia di comparse. Il romanziere Frank Robinson, amico personale di Milk, ricorda così quella vera: «Non c’erano che candele. Lungo la strada la gente metteva le candele persino alle finestre. Non erano solo i gay ma anche un sacco di etero. Era l’intera città».

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