IL NAUFRAGIO DI MADONNA

Flop su tutti i fronti. Il ritorno della star sugli schermi funestato da contestazioni e critiche. Un fiasco il film ‘Swept away’, polemiche sul video ‘Die another day’.

Fine anno intenso ma travagliato per la superstar Madonna. Abituata sin dalla scelta del nome a controversie e polemiche eccola nei cinema americani protagonista di “Swept Away”, remake americano della commedia “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’Agosto”, diretta da Lina Wertmuller nel 1974. La milanese snob Raffaella – interpretata da Mariangela Melato nell’originale – e’ sostituita dalla Amber di Madonna, quarantenne ricca, arrogante e capricciosa. Giancarlo Giannini, che vestiva i panni del rude siciliano Gennarino, passa la palla al figlio Adriano al quale spetta il compito di snobbare la ricca crocerista senza cedere (almeno per un po’) alle sue pressanti attenzioni.

La situazione cambia drasticamente quando i due naufragano sulla classica isola deserta… Il film e’ diretto dal marito della cantante, Guy Ritchie, i cui film precedenti (“Lock & Stock Pazzi scatenati” e “Snatch”, con Brad Pitt) erano stati ben accolti dalla critica. Stavolta invece un coro quasi unanime di irridenti stroncature: “Il nuovo film di Madonna non e’ brutto quanto le voci di corridoio dicevano che fosse. E’ peggio.” (New York Post). “Il tipo di brutto film che solo persone di talento possono fare” (Chicago Tribune). “La musa dell’istrionismo ancora sfugge a Madonna che, interpretando una strega senza fascino, e’ solo una strega senza fascino” (Film Journal International). “E’ una commedia ? Un dramma ? Un film sentimentale ? Un cartone animato ?” (The Hollywood Reporter). “Nessuno dovrebbe mai scambiare questo per un vero film. E’ solo un esteso video balneare che non travolgerà nessuno” (Washington Post). “Questo remake della commedia erotica di Lina Wertmuller potrebbe essere il peggior disastro moglie-e-marito da quando John e Bo Derek fecero il ridicolo “Bolero”.” (Reel.Com). Questo più o meno il tono generale dei commenti dei critici cinematografici d’oltreoceano. Si dissociano in positivo il settimanale Enterteinment Weekly, che loda l’interpretazione di Madonna, il Detroit Free Press, che definisce il film divertente, ed il Detroit News che teorizza che col passare del tempo potrebbe anche diventare un classico del cinema ‘camp’. Intanto però i risultati al Box Office sono stati estremamente deludenti, complice un’uscita limitatissima che ha coinvolto solo 196 sale, segno evidente che anche da parte della distribuzione c’era poco entusiasmo.

Del resto e’ vero che il film e’ costato poco, meno di 10 milioni di dollari, per cui certamente alla fine del suo sfruttamento commerciale anche all’estero le spese saranno recuperate. Magari un po’ di pubblicità deriverà anche dai Premi Razzies, gli anti-Oscar assegnati ogni anno ai peggioripubblicitàr i quali “Swept Away” si candida come titolo di punta della prossima edizione. Nel frattempo il produttore Vincent D’Onofrio – da non confondere con l’attore con lo stesso nome – e’ andato per vie legali sostenendo che l’idea di fare questo remake l’aveva data lui a Madonna nell’Aprile del 1997. Vedremo come finirà.

Lei comunque già pensa ad altro: ha appena girato uno spot pubblicitario per il mercato statunitense (il primo in tredici anni) a sostegno della TV via cavo Oxygen, un canale che si rivolge al pubblico femminile, e si gode i risultati di un’indagine del Sunday Times che la incorona ancora una volta al vertice della classifica delle popstar più pagate del Regno Unito, sorpassando miti della musica britannica come Paul McCartney e Elton John.

Intanto e’ uscito con successo il suo nuovo singolo “Die another day”, tema del nuovo film della serie James Bond 007. Il pezzo e’ già nella Top 20 americana e suonatissimo dalle radio di tutto il mondo ma anche qui ecco l’immancabile polemica, a sfondo religioso. Stavolta tocca agli ebrei più devoti essere scontenti. Il motivo e’ che nel video in questione la cantante e’ coperta di tatuaggi e lettere ebraiche ed ha la tipica fascia indossata durante la preghiera. Inoltre ad un certo punto del video alcune immagini sacre prendono fuoco. L’accostamento e l’uso di simboli della cabala ha irritato gli studenti di ebraismo americani e il direttore della Lega Antidiffamazione Ken Jacobson, che ha bollato il filmato come antisemita. Anche Fiona Macauley, portavoce ebrea, avverte: “L’uso di simboli intrinsechi al Giudaismo offenderà parte della comunità ebraica”. Il che e’ puntualmente avvenuto. Non e’ certo la prima volta che la poliedrica artista e’ al centro di attacchi di associazioni e gruppi religiosi. Anni fa si lagnarono a gran voce i cattolici più ferventi per il video di “Like a prayer”, ritenuto blasfemo. Non che la carriera della Material Girl ne abbia sofferto più di tanto.

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