IL TRIONFO DI OZPETEK

“La finestra di fronte” sbanca ai David di Donatello: cinque premi, tra cui miglior film e migliori protagonisti. Premiato anche “L’imbalsamatore”. A secco Muccino. Esilarante show della Littizzetto.

Trionfo di Ozpetek, tonfo di Muccino. Campionato nazionale italiano David di Donatello, stadio Auditorium di Roma, sala Sinopoli: ‘La finestra di fronte‘ batte ‘Ricordati di me‘ 5 a 0.

E per una volta lasciateci fare i campanilisti, i fan sfegatati, i tifosi da curva. Dopotutto non lo fanno anche gli etero tutte le domeniche? Burle a parte, la sfida tra questi due film premiatissimi innanzitutto dal pubblico (‘La finestra di fronte‘ sta tallonando ‘Ricordati di me‘ verso i 10 milioni di euro ma il primo è ancora nella top ten ed è uscito dopo) era anche una sfida tra due modi di fare cinema: uno interessato alla forza della storia, al potere evocativo della memoria, di cuore; un altro interessato all’abilità tecnica, gelido e superficiale, di testa.

Uno palpitante di sentimento, appassionato e tutta sostanza; l’altro tutta immagine glamour, cinismo e fumo negli occhi. Ai tempi si sarebbe potuto dire: Paolo Rossi contro Karl Heinz Rummenigge. Ma che non si fraintenda, parlando di ‘monopolio culturale’ come ha sostenuto qualcuno, in ‘gay contro etero’.

La finestra di Ozpetek ha quindi centrato cinque volte la porta: miglior film, migliori attori (Giovanna Mezzogiorno e Massimo Girotti, premio postumo), migliore colonna sonora di Andrea Guerra, premio David Scuola. Commossa e commovente Giovanna Mezzogiorno che, sfolgorante ed elegantissima nello smoking di papà e con capello liscio, ha ringraziato con voce tremante Ferzan esclamando: “Da lassù Vittorio e Massimo ci stanno guardando”. Stupito Ozpetek soprattutto del premio David Scuola: “i miei amici dicevano che era un film per trentenni e oltre”.

Muccino, nonostante le dieci nominations, resta al palo sconsolato. Buon piazzamento anche per ‘L’imbalsamatore‘ di Matteo Garrone (foto) che segna con la migliore sceneggiatura (Garrone, Gaudioso, Chiti) e il miglior attore non protagonista Ernesto Mahieux (uno dei premi di più alto profilo). L’attore napoletano di formazione teatrale ha dichiarato emozionato: “Ci ho messo 50 anni per averlo!”. Miglior regista, a sorpresa, il bravo Pupi Avati per ‘Il cuore altrove‘. Miglior attrice non protagonista, e qui non c’era guerra, per l’ineguagliabile Piera Degli Esposti ne ‘L’ora di religione‘ di Marco Bellocchio.

Tre premi tecnici per ‘El Alamein – la linea di fuoco‘: montaggio, fotografia e suono in presa diretta. Due David postumi, scenografia e costumi, al compianto Danilo Donati per ‘Pinocchio‘. Miglior produttore il lungimirante Domenico Procacci (foto) per uno dei film più sfortunati al botteghino, ‘Respiro‘ di Emanuele Crialese che è uscito due volte nel nostro paese senza incassare alcunché mentre all’estero fa incetta di pubblico e premi (ha vinto persino La Settimana della Critica a Cannes). Che lo stile neo-neorealista non sia più profeta in Italia? Miglior film straniero ‘Il pianista‘ di Polanski, che, con capello arruffatissimo, ha lanciato l’appello più radicale: “Dedico il premio alle vittime di guerra ma anche agli eroi che hanno portato la libertà”. Riconoscimenti nel complesso condivisibili.

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Il match finale però è stato ridicolo: una cerimonia imbarazzata e imbarazzante, spostata da Raiuno a Raidue per lasciare spazio alle news sulla presa di Baghdad.

La Cuccarini è entrata in campo qualche giorno fa a sostituire Milly Carlucci e, vociante e sguaiata, ha gridato nelle orecchie di tutti assordando Daniel Auteuil e Sophie Marceau ignorati dalla doppiatrice. Dilettantesca e inadeguata l’ala destra Massimo Ghini che non ha azzeccato un tempo, parlava sulla splendida musica di Nicola Piovani e non si ricordava un premio (Ghini è in assoluto uno degli attori italiani meno premiati della storia e sperava gli cadesse almeno un David della scenografia sulla testa). A conferma dell’atmosfera da sagra paesana della ribollita, basta dire che pioveva sul palco. Unico momento divertente l’intervento di una intonata Luciana Littizzetto in completo merdicolore (si è presentata con le stampelle per non cadere dai tacchi). Guardando le coppe ascellari della Cuccarini ha commentato: “Che cosa sono? Tette o tonsille?”. Alla consegna del pesante premio ‘Piemonte-Torino Olimpica’ organizzato dalla Turin Film Commission e assegnato a ‘L’ora di religione’ ha detto a Castellitto: “Dove te lo metto? Su un ditone? E dopo Coppi e Padre Pio che cosa ci farai, Varenne?” Impagabile la sublime Isabelle Huppert, una delle massime attrici mondiali, che ha illuminato la serata ricevendo un David speciale e ringraziando l’amatissimo Gian Luigi Rondi.

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Per ‘La finestra di fronte‘, dopo lo scudetto ‘de Noiantri’, non resta che una delle sfide più impegnative e più importanti, insomma, una specie di Campionato del Mondo, e non sappiamo ancora con certezza se è stato qualificato: Cannes.