Il vietnamita “Lost in Paradise” apre il Florence Queer Festival

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Si inaugura stasera all'Odeon di Firenze l'XI edizione della cinekermesse lgbt in programma fino al 12 novembre. Film concerto, doc sull'Aids e i concorsi "Videoqueer" e "Se hai...

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Sappiamo ben poco del cinema vietnamita, e se non fosse per i lirici lavori di Tran Anh Hung premiati in Occidente quali Cyclo e Il profumo della papaya verde o il Three Seasons di Tony Bui che qualche cinefilo ricorderà soprattutto per l’interpretazione di Harvey Keitel, resterebbe un universo filmico a noi praticamente sconosciuto. A maggior ragione quello a tematica lgbt, oscurato da cinematografie asiatiche più prolifiche a livello queer come quella giapponese, hongkonghese o taiwanese: a colmare il vuoto ci pensa saggiamente il Florence Queer Festival, la cui undicesima edizione (6-12 novembre) organizzata dall’associazione Ireos e diretta da Roberta Vannucci e Bruno Casini si apre stasera al Cinema Odeon. Per l’inaugurazione, dopo una performance di burlesque e dark cabaret di Sylvie Bovary, è stato infatti scelto in anteprima italiana Lost in Paradise di Vu Ngoc Dang, primo film vietnamita a rappresentare l’amore omosessuale sotto una luce positiva. Ambientato nella città di Ho Chi Minh, racconta le vicende intrecciate di vari personaggi tra cui una coppia gay, Dong e Lam, un ventenne appena giunto in città, Khoi, e un uomo disturbato mentalmente e abbandonato dalla sua famiglia, Cuoi.

Per scoprire meglio la quotidianità lgbt vietnamita si può inoltre visitare la mostra The Pink Choice della fotografa Maika Elan, pseudonimo di Nguyen Thanh Hai, vincitrice del premio World Press Photo 2013, esposta fino al 23 novembre presso l’Istituto Europeo di Design di Firenze. Si tratta di una serie composta da 32 foto che ritraggono coppie vietnamite omosessuali nella loro semplice ordinarietà quotidiana, mentre mangiano, ascoltano musica, si lavano, studiano insieme.

Molti gli eventi in cartellone del Florence Queer Festival. Segnaliamo innanzitutto due film/concerto particolarmente interessanti: iniziamo con Turning di Charles Atlas (del video artista danese si potrà vedere anche il doc The Legend of Leigh Bowery) sulla tournée del 2011, fra Europa e America, di Antony & The Johnsons, arricchito da interviste inedite al celebre leader dalla voce d’incanto Antony Hegarty. Il secondo è Peaches Does Herself, curiosa rock opera ultragender rappresentata in un teatro berlinese dalla punk diva Peaches, musicista canadese electroclash (il suo vero nome è Merrill Beth Nisker).

Nella lista dei film da vedere non possono mancare il premiato thriller agreste di Xavier Dolan Tom à la ferme; la doppia immersione nel mondo sadomaso, quello contemporaneo (Kink di Christina Voros) e gli anni ’70 del cult Cruising (Interior. Leather Bar di Mathews Travis e James Franco); il road movie queer Bruno & Earlene Go To Vegas di Simon Savory; l’indiano Dunno Y di Sanjay Sharma, in anteprima italiana, sulle traversie discriminatorie ai danni di una coppia gay; il cult storico Partners di Ottavio Mai e Giovanni Minerba, alla presenza di quest’ultimo.

Al tema dell’HIV, per una volta non colpevolmente trascurato, sono dedicati due documentari, lo svizzero Rot und Grün (“Rosso e verde”) di Pascal Wasinger e l’americano Deepsouth di Lisa Biagiotti sulla piaga dell’Aids nell’America rurale.

Tornano anche i concorsi “Videoqueer” e “Se hai la testa fai il test”, i cui vincitori saranno premiati durante il festival.

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