Ivory presenta “Quella sera dorata” in anteprima a Firenze

Questa sera al cinema Portico di Firenze il regista californiano presenta il suo ultimo film tratto dal romanzo di Peter Cameron con Anthony Hopkins gay e fidanzato da 25 anni con un giapponese.

"Qui mi sento a casa" dice James Ivory quando torna nella Firenze che ama così tanto. In particolare al Loggiato dei Serviti, l’albergo nella piazza della Santissima Annunziata dove nell’85 girò il film che gli diede notorietà internazionale, "Camera con vista". Il regista californiano del supercult gay "Maurice" è in città insieme alla coreografa Karole Armitage per l’ambizioso "Progetto Vasari", una composita serie di eventi multidisciplinari (cinema, musica, danza, moda, ecc.) che nel 2011 commemorerà in grande stile i 500 anni dalla nascita del grande artista aretino. E stasera presenterà in anteprima al cinema Portico, alle 21, la sua ultima fatica, l’esotico "Quella sera dorata" tratto dall’omonimo romanzo di Peter Cameron pubblicato in Italia da Adelphi nella collana "Fabula", in uscita nelle sale l’8 ottobre grazie a Teodora Film.

"Da tempo cercavo un film da girare in terra latina” ha dichiarato Ivory a la Repubblica. “Ho amato il libro per i continui faccia a faccia tra i protagonisti, per i dialoghi raffinatissimi e brillanti, ma anche per l’ambientazione. Abbiamo realizzato "Quella sera dorata" a sud di Buenos Aires, nella pampa, la cui magia ha contribuito all’atmosfera sospesa e rarefatta. Nella lettura ognuno cerca se stesso, rimane colpito da libri che sente vicini: attraverso Forster o Ishiguro ho raccontato qualcosa di me. Più guardo certi film del passato, più me ne rendo conto. Trarre film da romanzi richiede un mix di fedeltà assoluta e di inevitabili tradimenti: è impossibile trasporre su grande schermo la profondità di certi passaggi narrativi. L’importante è non esagerare”. 

La trasposizione cinematografica di Ivory rispecchia sostanzialmente la trama del romanzo: in una elegante tenuta uruguayana giunge un timido dottorando iraniano, Omar Razaghi (Omar Metwally), per raccogliere informazioni su uno scrittore di origine ebrea, Jules Gund, autore di un unico best-seller, "La gondola", morto in circostanze poco chiare, e ottenere l’autorizzazione dai parenti per poterne pubblicare una biografia. Omar si scontrerà con la riluttanza della piccola comunità famigliare, logorata da vari dissidi interni: la malinconica vedova Caroline (Laura Linney), la giovane amante del defunto (Charlotte Gainsbourg), la figlia di quest’ultima, il fratello gay Adam (Anthony Hopkins, che ha dichiarato pubblicamente di non essere stato pagato) e il suo compagno da venticinque anni, il giapponese Pete (Hiroyuki Sanada).

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Ivory ci spiegò nell’aprile scorso, al festival torinese "Da Sodoma a Hollywood" dove "Quella sera dorata" fu presentato in anteprima nazionale, che non ci sono riferimenti autobiografici nella storia sentimentale tra Adam e Pete, ma è inevitabile pensare, ammirando la dolcezza passionale dei due compagni di vita, al suo grande amore indiano Ismail Merchant, mancato cinque anni fa, che era anche il suo produttore (questo è il primo film di Ivory realizzato senza di lui e con notevoli difficoltà nel trovare i finanziamenti).  Chi ama il cinema raffinato di matrice letteraria, piuttosto illustrativo, dal décor impeccabile, arricchito in quest’occasione da un cast davvero di prim’ordine, non se lo perda.