L’UNIONE DEI SUPER-DIVERSI

di

Tornano al cinema i mutanti X-Men, in lotta contro i pregiudizi. E il secondo film supera i risultati del precedente. Cast eccellente che comprende Hugh Jackman, bellissimo, nella...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1015 0

Clicca qui per la galleria di foto di Hugh Jackman

Ed ora i diversi dovranno unirsi. No, non e’ una frase di lancio coniata per la nuova campagna di tesseramento dell’ArciGay, bensì quella che campeggia sui poster di X2, (ovvero ^SX-Men 2^s), seconda fantavventura cinematografica dei supereroi dei fumetti Marvel famosi in tutto il mondo.

Avevano debuttato sul grande schermo tre anni fa in quella che era e rimane una delle migliori transizioni da striscia disegnata a celluloide, nella tradizione dei primi due Superman e dei primi due Batman.

La vicenda dei nuovi mutanti prosegue oggi con l’introduzione di nuovi personaggi, sia amichevoli che temibili. A questa seconda categoria appartiene certamente William Stryker (l’ottimo Brian Cox, visto recentemente in The Ring e La 25ma ora), consigliere del Presidente USA e capo della sicurezza nazionale, politicamente ultraconservatore e naturalmente convinto che questa mutazione di una parte della popolazione vada affrontata con le maniere forti (esercito e tutto l’armamentario bellico al gran completo, s’intende).

Un attacco opportunamente orchestrato alla vita del Presidente da parte di un nuovo mutante gli rende le cose più facili. La scuola per giovani mutanti voluta dal telepatico Professor Xavier (Patrick Stewart, Jeffrey, Star Trek La Nemesi) viene attaccata in forze e a poco servono i tentativi di difesa da parte del coraggioso Wolverine (l’australiano e bellissimo Hugh Jackman, Codice: Swordfish).

Intanto rinchiuso nella sua prigione interamente di plastica Magneto (Ian McKellen, il Gandalf della trilogia de Il Signore degli Anelli) sta studiando un piano per evadere, inconsapevole ancora di doversi stavolta alleare con gli altri mutanti per combattere uno spietato nemico umano senza scrupoli…

Se i mutanti protagonisti della serie sono il prossimo stadio evolutivo della razza umana la serie stessa degli X-Men rappresenta l’evoluzione del fumetto dei supereroi. Siamo a ben altro livello rispetto alle colorate e sciocchine avventure dei vari Spiderman e Daredevil, confezionate ad hoc per un pubblico di adolescenti senza troppe pretese;

il ritorno alla regia del giovane e bravo Bryan Singer (I soliti sospetti) garantisce la continuità del progetto e gli permette di affrontare e approfondire questo universo immaginario nel quale e’ facile identificarsi per chiunque appartenga ad una minoranza discriminata. Tant’e’ che alla prima inglese del film Ian McKellen ha detto a chiare lettere: «E’, di base, sull’essere gay, o parte di una minoranza che la società trascura». Pregiudizi e ottusità vengono ben rappresentati sia a livello politico (come nel primo film), sia a livello familiare (“non puoi semplicemente essere normale?” gli chiede la madre del giovane Iceman – Shawn Ashmore -, che non sapeva della diversità del figlio).

“Messaggio” a parte il film comunque funzione magnificamente anche come puro e semplice prodotto d’azione. La sceneggiatura di Michael Dougherthy e Dan Harris e’ ben strutturata e gestisce abilmente il non facile compito di utilizzare il numeroso cast messo in campo nella squadra dei supereroi mutanti. Le loro identità e caratteristiche ben si integrano con quello che devono affrontare e col modo in cui reagiscono individualmente alle traversie. Il tutto condito con tanta azione ed effetti speciali di ottimo livello. E’ dunque un film che funziona a vari livelli e può accontentare varie fasce di pubblico.

Singer dal canto suo conferisce unitarietà e continuità alla serie e può ben contare su un cast di prim’ordine. Oltre agli attori già citati ci sono anche Halle Berry (007 La morte può attendere), Famke Janssen (007 Goldeneye), James Marsden (Ally McBeal in TV), Rebecca Romjin-Stamos (Femme fatale di Brian De Palma) e Anna Paquin (Lezioni di piano). Montaggio nonché musiche a cura del talentusoso John Ottman, collaboratore quasi fisso di Bryan Singer ed autore in proprio del godibile thriller Urban Legend 2-the final cut, uno di quei rari casi in cui il seguito di un film risulta migliore dell’originale. Il che vale anche per questo X-Men 2, sperando che la serie abbia vita lunga mantenendo la qualità di queste prime due puntate.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...