Lavoro e maternità per la parker: “Ma come fa a far tutto?”

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Tratta dal bestseller di Pearson Allison, una commedia brillante su una mammostra ingolfata tra maternità e carriera. Lei è Sarah Jessica Parker, quasi un'evoluzione narrativa della cultissima Carrie.

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«L’inno nazionale delle madri lavoratrici». Così Oprah Winfrey ha definito il best-seller della giornalista gallese Pearson Allison Ma come fa a far tutto?, uscito da noi per Mondadori, travolgente diario sul dilemma supremo della donna contemporanea, come conciliare maternità e carriera, bomba editoriale da cinque milioni di copie e 23 settimane consecutive nella classifica top del New York Times.

Da domani nelle sale potremo vederne la versione cinematografica, una commedia brillante diretta da Douglas McGrath, regista del buon biopic Infamous su Truman Capote, e sceneggiata dalla penna smaltata di Aline Brosh McKenna, autrice dello script cult de Il diavolo veste Prada, che ha spostato l’azione da Londra a New York.

Chi poteva prestarsi meglio a trasformarsi nella funambolica Kate Reddy, lavoratrice infaticabile e "mammostra" da manuale, dalla vita organizzata alla perfezione ma a rischio di collasso esistenziale quando le viene proposto un importante avanzamento di carriera? Sarah Jessica Parker, of course. Quasi un’evoluzione narrativa della sua ineffabile Carrie di Sex and the City, che questa volta ha una perfetta famigliola da spot: l’amorevole marito architetto Richard, Bigger than Big (Greg Kinnear, candidato all’Oscar per il ruolo del pittore gay in Qualcosa è cambiato) e gli adorati figlioletti, un maschietto e una femminuccia rispettosi ed educati. Ma il meccanismo quasi perfetto di una quotidianità ad orologeria si inceppa quando il suo lavoro di analista finanziaria prende il sopravvento e l’avvenente collega Jack (un Pierce Brosnan frollatello ma sempre fascinoso) le fa comprendere che c’è tutto un mondo intorno, e in realtà la sua vita è colma di magagne e frustrazioni, causa diretta di ansie e nevrosi. In alcuni inserti "mockumentaristici", cioè come in un finto documentario alla Modern Family, i protagonisti raccontano direttamente in camera i loro pensieri a ipotetici intervistatori, come se fosse uno sfogo di coscienza o un tentativo di fare un bilancio della propria esistenza. Grandi lodi si sono spese per l’interpretazione esilarante di Olivia Munn nei panni di Momo, assistente tuttofare di Kate/Sarah.

Non potrebbe essere più attuale, Ma come fa a far tutto?: la frenesia tutta contemporanea di una vita lavorativa altamente prestazionale, l’iniquità di trattamento che penalizza sempre la donna, le difficoltà nel gestire figli già competitivi non appena mettono piede a scuola, il bisogno di ritagliarsi uno spazio solo per sé e coltivare i propri sogni al di là dei valori dominanti.

Ma il principale motivo d’interesse resta lei: sulla cover del numero agostano di Vogue, Sarah Jessica Parker è radiosa in bianco panna, con spalline e cintura nera, quasi in divisa fashion, magnifica. Splendida quarantaseienne, tre figli e un marito ex-star, Matthew Broderick, che l’ha tradita tre anni fa con una venticinquenne, poi riconquistato, massima icona dell’eleganza "in carriera", dopo dieci anni di Sex and the City e un personaggio-chiave entrato nell’immaginario collettivo (sempre lei, Carrie) ma con cui non ama essere identificata – «la vita di Carrie Bradshaw non è niente, niente in confronto alla mia» – sta cercando un suo percorso cinematografico all’interno del genere chick-flick, commedie destinate prevalentemente a un pubblico femminile ma anche gay, senza rinunciare alla sua vita privata. «Alla fine ho scelto di smettere di fare la serie televisiva – ha dichiarato a ‘Vogue’ – perché sentivo che fosse necessario, perché meritavo un sacco di tempo in cui essere veramente genitore».

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