LE NOVITÀ DAL CINEMA QUEER

di

Un road movie trans, Steve Carell e Spencer Tracy gay, Albanese e Rubini addirittura sposi mentre Everett si strugge nel ruolo di single. E in dvd esce una...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
2298 0

UN ROAD MOVIE TRANS DA TORINO AL MAROCCO

È in fase di montaggio un’interessante coproduzione italospagnola diretta dal fossanese David Sordella (Fratelli di Sangue) dal titolo provvisorio di KMZero (essendo quasi identico a quello di un film di Yolanda Garcia Serrano e Luis Iborra verrà probabilmente cambiato). Si tratta di un road movie girato tra Torino, la Spagna e il Marocco su un travestito marocchino trentacinquenne, Shakira, che fa il sarto di abiti matrimoniali per la comunità araba torinese. Mentre prende le misure di una promessa sposa venticinquenne, la ragazza scoppia inaspettatamente in un pianto a dirotto e gli confessa di non essere più vergine pur dovendosi sposare entro una settimana con un musulmano che non tollererebbe la non illibatezza della donna. I due intraprendono così un viaggio a bordo di una Duetto Cabrio d’epoca verso Casablanca dove il travestito conosce un chirurgo specializzato nella ricostruzione dell’imene.
«Non vediamo molti travestiti arabi» spiega il regista. «Shakira rappresenta la complessità di un mondo che tendiamo a stigmatizzare. La freschezza e il tema della libertà di questa storia vera mi hanno coinvolto. Ritornando al suo paese d’origine lei riscopre se stessa ma anche un paese molto diverso. Ho utilizzato attori non professionisti e il protagonista della vicenda reale ha fatto se stesso nel film. Abbiamo cercato di mantenere un tono da commedia anche se succedono fatti drammatici, questa scelta si è rivelata la soluzione migliore». Girato in digitale a partire da settembre 2005, verrà distribuito in Italia (ci sono trattative in corso con Bim e Medusa) e dovrebbe uscire anche in Spagna sotto l’ala protettiva della casa El Deseo di Almodóvar.
STEVE CARELL, ZIO GAY ‘PROUSTIANO’

È la commedia del weekend, acida e spassosa, Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris, apprezzata coppia di registi (marito e moglie nella vita) esordienti al cinema ma specializzati in videoclip e spot pubblicitari. La miss del titolo richiama il concorso di bellezza a cui vuole assolutamente partecipare la piccola di sette anni Olive Hoover che trascina la sua famiglia di sciroccati in un rocambolesco viaggio su uno scalcagnato pulmino giallo Volkswagen attraverso il sud degli States, da Albuquerque, in Nuovo Messico, a Redondo, California. Il macho Steve Carell (40 anni vergine) interpreta il ruolo dello zio gay Frank, massimo studioso americano di Proust, reduce da un tentativo di suicidio perché abbandonato dallo studente di cui è follemente innamorato. Gli altri componenti della famiglia non sono meno eccentrici: c’è papà Richard, ossessionato dal successo ma collezionatore di fallimenti a catena; nonno Edwin, pornofilo ed eroinomane, cacciato dall’ospizio perché sorpreso a farsi di droga; il figlio nichilista Dwayne che comunica solo attraverso un bloc notes e ha una passione smodata per Nietsche. Si salva solo mamma Sheryl, al suo secondo matrimonio, impegnata con tutte le sue forze a mettere un po’ d’ordine nel caotico trambusto famigliare.
Grande successo di critica e pubblico: uscito negli Usa in 7 sale poi diventate 1.500, è costato solo otto milioni di dollari ma ne ha incassati più di 46 (è ancora ottavo nella top ten) e sta andando alla grande anche in Francia e in Gran Bretagna. Vincitore del Sydney Film Festival e del Gran Premio a Deauville.
IL TONFO DELLA TORRE IN ‘MARE NERO’

È uno dei film più brutti della stagione, Mare nero di Roberta Torre, uno pseudothriller patinato e inconsistente ambientato nel mondo degli scambisti in cui indaga un ispettore di polizia (Luigi Lo Cascio) fidanzato con un’immobiliarista francese (Anna Mouglalis), ovviamente coinvolti più del dovuto in strani giochi di seduzione sessuale.
Tensione pressoché nulla (la Torre si dà la zappa sui piedi risolvendo scioccamente la trama gialla a due terzi del film) e un’atmosfera fintamente trasgressiva tra un algido Adrian Lyne e un pecoreccio Tinto Brass. I club privé sembrano lupanari degli anni ’60 con luci e moquettes rosse e i protagonisti, nonostante l’impegno, sono vistosamente fuori corda. Mare nero vanta anche una scena gay assolutamente ridicola: durante un interrogatorio al distretto di polizia (che sembra, non si sa perché, una stilizzata astronave kubrickiana) un ispettore si mette a leccare furiosamente la guancia di un sospettato. Abissale.
SPENCER TRACY GAY?

È la sorprendente ipotesi di una biografia in uscita negli States
Continua in seconda pagina^d
SPENCER TRACY GAY?

È la sorprendente ipotesi di una biografia in uscita negli States, Kate: The Woman That Was Hepburn di William Mann, in cui si sostiene che il matrimonio tra Katherine Hepburn e Spencer Tracy era stato costruito ad arte per celare le vere tendenze sessuali dei due divi americani. Lei avrebbe avuto avventure saffiche con Phyllis Wilbourn, Susan Steel, Patricia Jarrett e Laura Harding mentre lui, che comunque non accettava la propria omosessualità e aveva problemi con l’alcool, si sarebbe innamorato di un ex Marine dell’Illinois, tale Scotty, conosciuto in una stazione di servizio Richfield tra Hollywood Boulevard e Van Ness, nota come luogo di battuage. I due si sarebbero frequentati per anni riuscendo a tenere sempre nascosta la loro relazione ai media: Mann sostiene che «la loro love story fu inventata ad hoc da pr, giornalisti e dalla stessa Hepburn».
Nella scottante biografia, anticipata da Vanity Fair, Scotty avrebbe rivelato a Elliott Morgan, ex capo del dipartimento ricerche della Metro Goldwyn Mayer: «Dopo la prima volta, andò avanti per anni. Andavo a casa sua e lui beveva sempre quando arrivavo. Sedeva a tavola col bicchiere in mano dalle cinque di pomeriggio in avanti. Poi cadeva a letto e mi chiedeva di raggiungerlo. La mattina dopo era come se niente fosse. Si limitava a ringraziarmi per essermi fermato».
L’ARCIVESCOVO TUONA CONTRO IL MANUALE D’AMORE (GAY)

L’arcivescovo di Lecce monsignor Cosmo Francesco Ruppi si è irritato non poco per le riprese del film Manuale d’amore – capitoli successivi di Giovanni Veronesi invitando la troupe a liberare Piazza Duomo dalle attrezzature tecniche. Già aveva malvisto Palazzo Carafa come set per la scena del matrimonio gay tra Filippo (Antonio Albanese), nel film un tecnico grafico emigrato al Sud, e Fosco (Sergio Rubini), bancario con matrimonio etero alle spalle.
«Rubini l’ho scelto per punire il suo ruolo da seduttore a tempo pieno e spero che, essendo così bravo a fare l’omo, le donne lo crederanno vero» spiega il regista. «Antonio l’ho voluto dopo averlo visto magico in scena in un ruolo fiabesco di grazia e sensibilità, di innocenza e sacrilegio. Se loro sono gay finti, nel cast c’è un trans colombiano vero che abita al piano di sopra. Nell’episodio omosessuale ho riassunto molti racconti di amici, con ironia e divertimento e col lieto fine che spero di avvererà anche da noi: che cioè non ci sia più bisogno di andare in Spagna per regolarizzare le coppie di fatto». Il film uscirà a gennaio per Filmauro.
RUPERT EVERETT CERCA UN FIDANZATO

Archiviata la storia d’amore con un nobile romano, Rupert Everett cerca un fidanzato ma si sente troppo vecchio: «Chi vuole un gay di 50 anni? Nessuno, fatemelo dire» sostiene l’attore inglese quarantasettenne. «Sono single ma troppo esausto. Essere gay è una partita per ventenni. Essere un gay o essere donna hanno una grande cosa in comune: diventare invisibili dopo i 42 anni. Potrei darmi fuoco in un bar omo e la gente verrebbe da me soltanto per accendersi una sigaretta».
DVD GAY DA ACQUISTARE
Molte le uscite di dvd gay da avere assolutamente: imperdibile per Le Nuvole di Feltrinelli l’edizione di I segreti di Brokeback Mountain (20,90 euro) con libro e due dischi, uno solo di extra con racconti tratti da Ragazzi che amano ragazzi di Piergiorgio Paterlini e un’intervista esclusiva all’autore. Nel testo allegato un’introduzione al film di Dario Zonta, il racconto Viaggio di Pier Vittorio Tondelli e una rassegna stampa sul film. Per la Sony una vera chicca è il dvd del divertente The Producers – una gaia commedia neonazista di Susan Stroman con ben otto scene eliminate, un quarto d’ora di gag sul set e tutte le prove della realizzazione del numero I Wanna Be a Producer. Tra le altre uscite Capote, Transamerica (due edizioni da 16 e 19 euro) e un classico francese, Lui portava i tacchi a spillo di Bertrand Blier, purtroppo senza extra.
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Cinema.

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...