LE SCHEDE DEI FILM

Ecco un breve manuale per orientarsi tra i tanti film del XV Festival Internazionale del Cinema Gaylesbico di Milano.

LUNGOMETRAGGI

Apre il Festival mercoledì 30 maggio alle ore 21 Drole de Felix presentato alla Berlinale 2000. Vincitore del premio del pubblico – Teddy Berlinale 2000

Drole de Felix di Jacques Martineau e Olivier Ducastel (Francia,1999, 1.35)

Felix vive in un paesino di nome Dieppe, una serie di circostanze gli permettono di realizzare un progetto che aveva in mente da tanto tempo: andare a Marsiglia per incontrare suo padre che non ha mai conosciuto. Felix, però, è romantico e alla ferrovia preferisce un viaggio fatto di lunghe camminate e autostop. Pian piano il fascino della primavera, i paesaggi meravigliosi che incontra, rallentano il suo viaggio. Partito per ritrovare il suo vero padre stabilisce rapporti familiari durante tutto il suo tragitto: trova la famiglia che non ha mai avuto: un fratellino, una nonna, una cugina e………

The Fluffer di Richard Glatzer e Wash West (USA, 2000)

Sean, un giovane appassionato di cinema, un giorno noleggia la videocassetta sbagliata e si innamora di Johnny Rebel, star del cinema porno gay (pur essendo eterosessuale). Per seguire la sua passione per il cinema (e per Johnny) Sean sbarca a Los Angeles ed inizia a lavorare per la casa di produzione dei film del suo eroe, dove in breve tempo viene impiegato come ‘fluffer’, ovvero colui che ‘riscalda’ gli attori prima delle riprese… Con la partecipazione di Deborah ‘Blondie’ Harry.

Presque Rien di Sébastien Lifshitz (Francia, 2000)

Estate. Due bellissimi ragazzi, il timido Mathieu e lo spavaldo Cédric, si vedono, si studiano, si avvicinano finché Cédric seduce Mathieu. La loro passione riempie Ie giornate che trascorrono tra nuotate e giochi tra le dune di sabbia; il tempo è come se si fosse fermato nonostante gli ostacoli siano noti: dai problemi causati dalla madre di uno dei due all’accusa di tentato omicidio. Gli amori estivi spesso però dovrebbero rimanere tali perché volerli portare avanti dopo la fine della bella stagione può dimostrarsi impossibile…Primo lungometraggio del regista di Les Corps Ouverts, presentato al Gay Film Festival di Milano nel 1998.

(giovedì 31 seconda serata)

Lost at the Pershing Point Hotel di Julia Pierrepont III (USA, 2000) – Anteprima europea

Ambientato nella scena glam-rock di Atlanta della metà degli anni ’70, immaginate un film a metà tra Drugstore Cowboy e Il Vizietto, un’esilarante black comedy condita con tutte le droghe possibili. La storia segue uno scrittore gay del Sud che in tutta la sua matura ingenuità – ha 50 anni ma affronta la vita con l’animo di un ragazzino-, va in cerca di sé stesso ed incappa in una bella e misteriosa fuggiasca che gli insegna come ‘comportarsi male divertendosi’. Innamoratosi di un supersexy prostituto eroinomane che seduttivamente lo trascina ai confini del mondo, il nostro protagonista si ritrova in Purgatorio a difendersi davanti a Dio….

Chutney Popcorn di Nisha Ganatra (USA, 1999) Opera prima

Presentato alla Berlinale dello scorso anno, vincitore del San Francisco Film Festival e del Los Angeles Outfest Film Festival, la pellicola racconta la storia di Reena, combattuta tra le tradizioni indiane della sua famiglia (salvaguardate da una mamma un po’ svanita) e la sua vita di lesbica, di fotografa, di newyorkese. Decisa ad accorrere in aiuto della sorella sterile, Reena, grazie ad una seduta di inseminazione casalinga, accetta di portare in grembo un bambino concepito col seme del cognato. L’avventura la porterà a trovarsi di nuovo in bilico tra mondi diversi, quello lesbomilitante delle sue migliore amiche che la guardano con diffidenza e quello della famiglia nucleare eterosessuale. Con la tradizione indiana da una parte e i valori della città di New York degli anni Novanta dall’altra, Chutney Popcorn è una commedia provocatrice che mostra come è possibile trovare una famiglia tra questi due mondi. Fresco, divertente, commovente, lesbico.

The Iron Ladies – Le Signore di Ferro (Satree Lek) di Yongyooth Thongkonthun (Tailandia, 2000)

Mon e Jung sono appassionati di pallavolo ma non trovano facilmente una squadra in cui giocare. Emarginati dai ragazzi del team locale perché gay, trovano una possibilità quando la situazione viene rivoluzionata dall’arrivo di Bee, allenatrice dal piglio deciso ma calmo. Sotto la guida della coach butch la squadra si trasforma accogliendo al suo interno Mon, Jung e i loro vecchi compagni di pallavolo: Nong, sergente dalle unghie smaltate, Pia, cantante transessuale e Wit, strappato ad un matrimonio combinato. L’unico ragazzo eterosessuale della squadra faticherà ad adattarsi, ma la vittoria del campionato è a portata di mano…Colpi di scena e risate a volontà: una buona sceneggiatura? No, una storia vera che ha scosso una nazione! Premio del Pubblico della rivista gay berlinese Siegessäeule alla Berlinale 2001. Miglior film al Box office 2000 in Tailandia. Vincitore premio miglior lungo Festival a tematiche omosessuali di Torino 2001.

(giovedì 31 maggio ore 21)

La Maschera di Scimmia – The Monkey’s Mask di Samantha Lang (Australia, 2000)

Anteprima in collaborazione con Fandango Film

Nel 1994 fu pubblicata un’opera atipica ed originale: un thriller in poesia da leggere tutto d’un fiato. Da quel libro della scrittrice australiana Dorothy Porter – un caso letterario anche in Italia, edito da Fandango Libri -, ecco l’omonimo lungometraggio diretto da Samantha Lang, giovane regista anch’essa australiana, già fattasi conoscere ed apprezzare con ‘Il Pozzo’. La storia: Jill Fitzpatrick è una detective privata semplice e istintiva, forse poco sofisticata ma seria e pragmatica, ingaggiata dai genitori di una ragazza scomparsa. Le indagini la portano a conoscere un ambiente a lei estraneo, quello dell’accademia e dei reading di poesia dove spicca la figura della matura ed affascinante Diana interpretata da Kelly McGillis, icona lesbica d’annata. La passione tra le due donne scoppia immediata rischiando di far perdere a Jill la sua lucidità…

The Girl di Sande Zeig (USA, 2000)

La Pittrice entra in un nightclub di Parigi dove la Ragazza canta jazz. L’attrazione è fortissima, la relazione che nasce è pericolosa. Entrambe hanno altre persone nella loro vita: la Pittrice l’amica-amante-confidente Bu Savé, la Ragazza un gangster che la controlla e la minaccia. Nessuna sicurezza, nessuna spiegazione, lunghe attese passate sotto la finestra della Ragazza o passeggiando sotto i ponti lungo la Senna: la Pittrice non può allontanarsi dalla Ragazza, neanche quando il rischio diventa troppo alto…Prodotto da Dolly Hall (High Art, All Over Me), The Girl è tratto da un racconto di Monique Wittig (autrice del saggio letterario Il Corpo Lesbico), presente in questo film dilatato e stilisticamente raffinato anche come co-sceneggiatrice e consulente artistica. Berlinale 2001.

Eban and Charley di James Bolton (USA 2000, Umatic, 86′)

Quali sono i criteri per giudicare una relazione inappropriata? Può il discrimine essere costituito esclusivamente dalla maggiore età delle persone coinvolte? Eban, 29 anni, torna a vivere dai genitori in una sonnolenta cittadina in riva all’oceano dove conosce Charley, quindicenne malinconico ed orfano di madre con cui stringe amicizia. Le affinità, le passeggiate in bicicletta, le canzoni strimpellate con la chitarra favoriscono la nascita di un sentimento che viene fatalmente ostacolato sia dal padre di Eban (già al corrente di un episodio analogo), che dal padre di Charley. Dopo tentativi falliti di distacco, la decisione…

Emporte-moi di Léa Pool (CanadaSvizzeraFrancia 1999, 35mm, 94′)

Hanna è la figlia tredicenne di un poeta ebreo apolide e di una donna cattolica giovane e fragile (interpretata da Pascale Bussières, When Night is Falling). Siamo a Montréal nel 1963 e per Hanna si prospettano grandi cambiamenti influenzati dal forte rapporto che la lega alla madre, al fratello e alla sua unica amica, Laura, così diversa e sensuale. La visione del film di Jean-Luc Godard Vivre la Vie le fa conoscere il personaggio di Nana, affascinante e così simile ad una delle sue insegnanti. A poco a poco il messaggio di Nana si fa chiaro aiutandola a districarsi tra i rovi dell’adolescenza: ognuno è libero di vivere come desidera, ma questa libertà comporta la responsabilità di vivere la vita al meglio. Miglior Lungometraggio al Giffoni Film Festival 1999.

in seconda pagina documentari e cortometraggiDOCUMENTARI

Une Suisse Rebelle Annemarie Schwarzenbach 1908-1942 di Carole Bonstein (SvizzeraFrancia, 2000)

Nata in una delle più ricche famiglie svizzere, Annemarie Schwarzenbach scrisse il suo primo libro nel 1931 entrando nel giro di amicizie dei figli dello scrittore Thomas Mann, Klaus ed Erika, della quale era innamorata non ricambiata. Giovane donna androgina e bellissima, anticonformista ed irrequieta, viaggiò in Medio Oriente in compagnia della fotografa Marianne Breslauer, scrivendo diari di viaggio divenuti libri. In conflitto con la sua famiglia, Annemarie varcò l’Atlantico insieme alla fotografa Barbara Hamilton-Wright per un reportage sugli Stati Uniti… Amori infelici, droghe, posizioni politiche radicali, tendenze suicide: un’esistenza intensa e maledetta conclusasi prematuramente nella natia Engadina. Su di lei il Centro Culturale Svizzero di Milano ha presentato nel 1998 una bellissima mostra in seguito a cui si è sviluppato un interesse editoriale che ha portato in poco tempo alla pubblicazione di due suoi romanzi e della biografia La Vita in Pezzi.

Trembling before G-d di Sandi Simcha DuBowski (USA, 2000)

Essere profondamente religiosi ed essere omosessuali richiede spesso un lavoro notevole per conciliare due aspetti molto forti della propria identità. Quando poi la religione in questione è quella ebrea ortodossa si tratta di un tabù impossibile anche solo da nominare. Questo documentario girato tra gli USA e Israele racconta le storie di uomini e donne che percorrono la difficile via verso l’accettazione da parte della propria comunità ma anche da parte di sé. Vincitore miglior documentario Teddy Berlinale 2001 e al Festival a tematiche omosessuali di Torino 2001.

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Forbidden Fruit di Sue Maluwa Bruce (Zimbabwe, 2000)

Mediometraggio ambientato in Zimbabwe, narra la storia dell’amore tra due donne di cui una sposata. La mancata disponibilità delle attrici ad interpretare le protagoniste del film – a causa della tematica ‘pericolosa’ in un paese dal presidente ferocemente omofobo-, ha trasformato questo film narrativo in documentario, e la autrice-regista in attrice e narratrice, come nella migliore tradizione orale africana. Vincitore premio Teddy Berlinale 2001 menzione speciale.

Loving Greta Garbo di Lena Einhorn (Svezia, 2000)

Il 15 aprile 2000, esattamente dieci anni dopo la morte di Greta Garbo, al Museo Rosenbach di Filadelfia venne aperta una scatola contenente oltre cinquanta lettere indirizzate a Mercedes de Acosta. Sceneggiatrice e scrittrice, Mercedes de Acosta deve la sua fama anche alle sue storie d’amore con Marlene Dietrich e Isadora Duncan. Greta Garbo, la ‘sfinge svedese’, si ritirò bruscamente dalle scene all’età di 36 anni. L’intimità condivisa con Mercedes dura per trent’anni, fino al 1960. Lettere, foto, testimonianze e biografie fanno luce su questa relazione così come su tutta la vita della Garbo, dall’infanzia in povertà a Stoccolma alla gloria di Hollywood, fino all’esilio newyorkese. Presentato al Festival di Cinema delle Donne di Creteil

CORTOMETRAGGI

Lenceria de Ocasion di Teresa Marcos (Spagna, 1999)

‘Da che mi ricordo mi sono sempre piaciute le tette grandi…’ dice Luisa all’inizio di questo delizioso corto, ricordando la meraviglia di quando a sette anni vide l’enorme reggiseno di Marcela…Gli anni sono passati ma inaspettatamente il ricordo di quella donna ritorna prepotente nelle vesti di una florida e seducente commessa di un negozio di biancheria intima. Riuscirà Luisa a vivere finalmente la sua passione?

Odio i Saluti di Julia Petrangeli (Italia)

La vita di Piera Zanotti (1934-1999) è stata una lotta continua: da operaia metalmeccanica a partire dagli anni ’60, come sindacalista all’interno della Fiom, al movimento femminista e a quello omosessuale e lesbico. Questa donna, la sua forza, la sua energia spesa continuamente nell’impegno politico e sociale non rappresenta solo un’epoca importantissima in cui è esplosa la voglia e la passione per la libertà e che ha avuto la forza dirompente di scardinare un intero assetto sociale, rappresenta anche uno squarcio di sole in quest’epoca di torpore e narcosi in cui apparentemente tutto sembra più facile, più possibile rispetto agli anni passati ma che in realtà è dominata da un disagio e da un’inquietudine… La sua storia è la nostra storia. E’ il nostro passato, dunque il nostro futuro.

Cadeaux di Jean-Pascal Hattu (Francia, 1999)

È la notte di Natale e Antoine si trova a consumare il cenone con tutta la famiglia. Antoine telefona di nascosto. Antoine non vede l’ora di andarsene. Combattuto tra i doveri familiari e il desiderio di vedere chi ama e dargli l’unico regalo che ha pensato di fare, il protagonista di questo piccolo capolavoro fugge frettolosamente per riuscire a consegnare in tempo il suo dono…

Something Died with Johnny di Ian Jarvis (Canada, 1998)

Una riflessione franca ed appassionata sulla liberazione sessuale gay degli anni ’70, un’epoca in cui la paura era quella di invecchiare e quindi di non potere più godere del sesso, non quella di morire a causa dell’amore per il sesso. Raccontato su filmati porno d’epoca, Something Died with Johnny è toccante pur nella (piacevole?) crudezza delle immagini.

Her Urge di Barry Gilbert (USA, 2000)

Cosa succede quando un’intellettuale che emula Einstein e che si nutre di cibi ricchi di fosforo e potassio per far aumentare la sua massa cerebrale, si innamora a prima vista di una semi-punkettona sciupafemmine che per di più sputa per terra? Tenta l’approccio diretto? La pedina? Cerca di dimenticarla? Fa un patto con il diavolo? Sì, tutto questo e molto di più fino a scoprire che per amore si possono perdere dei talenti, ma se ne possono guadagnare altri che ti rendono molto più felice…

Likegyldighet (Accidia) di Frank Mosvold (Norvegia, 2000)

Parte di un progetto sui sette peccati capitali che vede all’opera i migliori giovani registi norvegesi, questo breve film racconta la storia del giovane Ole Pette che cerca conforto nel suo padre spirituale ricevendo in cambio la solita condanna dei suoi desideri. Dallo stesso regista di A Kiss in the Snow e Bølgene (Waves) già presentati al Festival e vincitore di numerosi premi in giro per il mondo.

Hjem til Jul (A casa per Natale) di Frank Mosvold (Danimarca, 2000)

Dello stesso prolifico regista di Likegyldighet e basato su un’idea della scrittrice norvegese Gerd Brantenberg – autrice de Le figlie di Egalia di cui lo stesso Mosvold realizzerà un lungometraggio -, questo breve film ripercorre il vecchio adagio del coming out in famiglia in un frangente egualmente caro all’immaginario omosessuale: il ritorno a casa per le feste natalizie. Stavolta a sognare il lieto fine è la giovane Annie…

Tom Clay Jesus di Hoang A. Duong (USA, 2000)

Satira tagliente, tenera e triste sugli incontri occasionali tra uomini, dove quello che per Tom è un cliché per piacere e compiacere, per Clay è qualcosa di tanto profondo da diventare un’ossessione. Passa il tempo ma non cambiano le abitudini: ancora una volta la lavanderia automatica sarà la scena dell’incontro di Tom con un bel tenebroso di nome Jesus…

Love, Ltd. di JenniferThuy Lan Phang (USA, 1999)

Sei nervosa perché la tua ragazza ti ha dato l’ultimatum? Devi dire ai tuoi la verità. Quale occasione migliore di una cena in famiglia in occasione dell’arrivo dello zio in viaggio d’affari? Ti sei preparata a lungo, ce la devi fare… ma sembra che quasi tutti gli altri commensali ti rubino la scena per fare le stesse rivelazioni. Tra dramma e commedia, Love,Ltd. è un delizioso mini-film che accontenta tutti… tranne la mamma!

The Confession di Carl Pfirman (USA, 2000)

Joseph e Caesar stanno insieme da 35 anni e Joseph, in punto di morte, chiede di vedere un prete. La richiesta provoca grandi discussioni ma alla fine Ceasar cede all’arrivo del giovane Padre Marcus che, dopo aver ribadito la posizione della chiesa riguardo all’omosessualità, si trova a dover ascoltare la storia della coppia – compresi tutti i dettagli intimi! – fino a soddisfare il desiderio di Joseph con grande rammarico del suo compagno. Un intimo dramma psicologico su tutte le grandi questioni che si affrontano nei momenti estremi.

Erè Mèla Mèla di Daniel Wiroth (BelgioFrancia, 2000)

Vincitore del Teddy Award Berlinale 2001 come Miglior Cortometraggio, Erè Mèla Mèla è il titolo della canzone che fa da tappeto sonoro ad una danza tra due uomini. Ambientato in un interno in cui anche l’arredamento è parte integrante della moderna coreografia, questo film è un concentrato di poesia e humor enfatizzato da una sapiente animazione. Vivamente consigliato.

Night Deposit di Monika Mitchell (USA, 2000)

Una bella ragazza dal talento camaleontico passa le sue notti a conquistare uomini di ogni tipo ed estrazione, uomini che – una volta caduti nel sonno -, vengono immortalati in Polaroid numerate metodicamente ed appese in bagno… Ninfomane? Serial killer? Segue i suoi istinti o prende ordini da qualcuno? Qual è la verità? Forse la nascita di una nuova professione…

L’Embellie di Jean Baptiste Erreca (Francia, 2000)

Saïd e sua sorella Noria sono innamorati della stessa persona: il loro fratello adottivo Karim. Il suo ritorno a casa è motivo di grande gioia ed orgoglio per il successo e la ricchezza che dimostra di aver raggiunto a Parigi, anche se non è molto chiaro quale rapporto lo leghi al suo boss… Gelosia e desiderio, speranza e delusione si susseguono in questo bianco e nero alla Truffaut.

Mr. Christie di Scott Peehl (USA, 2000)

Cosa fareste se un giorno trovaste Gesù Cristo seduto sul vostro divano a guardare la tv? E come lo spieghereste a vostra madre? Rock – scrittore frustrato – e James – il suo ‘favoloso’ ragazzo -, si trovano costretti a convivere con un misterioso straniero incontrato fuori della metropolitana: crisi di mezza età o Messia? Premio del Pubblico al Seattle Lesbian & Gay Film Festival 2000.

Boxspring di Elizabeth Littlejohn (Canada, 2000)

Una donna alla fine di una relazione si chiede se deve sbarazzarsi o no del suo materasso. Tragicommedia in technicolor sulle abitudini lesbiche, Boxspring esplora l’incertezza e la vulnerabilità delle relazioni, l’ansia del tradimento che ti assale al pensiero di tutte le persone che la tua partner potrebbe preferire a te. Girato nel quartiere gay di Toronto.

Bare di Deb Strutt & Liz Baulch (Australia, 2000)

Dee si sveglia con una donna al suo fianco. La passione della notte appena trascorsa si risveglia prepotente, incurante delle tende aperte e inconsapevole degli sguardi dei vicini. Due uomini fanno colazione sul terrazzo e… chi ha detto che il sesso lesbico stuzzica solo la fantasia degli uomini eterosessuali?

Knocked OUT di Sean De Simone (USA, 2000)

Una serata di solitario relax interrotto bruscamente da un incidente domestico provoca in Charles una profonda seppur momentanea crisi d’identità. Il giorno dopo, dimentico della sua vita personale e sentimentale, Charles si trova a dover operare una scelta fondamentale ma l’istinto viene presto sopraffatto dalla memoria ritrovata.