Lucia Ocone: “Con l’ironia possiamo cambiare il mondo!”

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"D’estate esco, vivo e faccio tutto quello che non riesco a fare d’inverno, ma non appena arriva l’autunno entro in letargo."

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Non ama uscire, detesta la confusione e non riuscirebbe ad immaginare un solo giorno della sua vita senza animali. Quale sarebbe stata la sua strada, Lucia Ocone, l’ha sempre saputo, ma quello che molto probabilmente non avrebbe mai immaginato è che un giorno sarebbe diventata una paladina del mondo gay.

La sua pagina su Facebook è aggiornata ai primi giorni di gennaio. Le fanno proprio schifo i social network?

Schifo no, fatica sì. Non voglio che i social diventino un lavoro e che il cellulare mi succhi la vita.  Tra i tanti ne ho scelto uno, Instagram, dove pubblico quando mi va, senza stare a pensare a quello che sarebbe più giusto. 

Lei è un’attrice atipica: abita in periferia, non ama i social network, detesta la movida e prende la metro.

(ride, ndr) Vengo da Albano Laziale, un piccolo paese alle porte di Roma, e l’idea di buttarmi nel caos infernale del centro non mi ha mai affascinato. Al Quadraro, dove oramai vivo da più di venticinque anni, ho trovato la mia dimensione: mi piace la gente, ho tutto sottomano, posso raggiungere ‘velocemente’ i miei e poi c’è la metro. Lei non sa che comodità. Le produzioni impazziscono quando gli dico: “Per me niente macchina, grazie. Arrivo in metro!”.

A proposito di produzioni, in autunno la ritroveremo al cinema con ‘Uno di famiglia’.

Eh già. Sarà una gangster comedy molto divertente, dove oltre a me ci saranno Pietro Sermonti, Nino Frassica e Sarah Felberbaum. Io, nel film di Alessio Maria Federici, sarò Zia Angela, una boss della malavita calabrese, capace di prendersi tutto ciò che vuole, persone incluse. 

Sbaglio o per la prima volta vestirà i panni di una donna che non le somiglia neanche un po’?

Non sbaglia! Finalmente anche io posso dire di aver interpretato una stronza. E che stronza. 

Photo: Erica Fava

Pensa che la tv l’abbia più aiutata o più danneggiata nella sua carriera d’attrice?

Direi aiutata. È proprio grazie alla tv che ho scoperto di avere questa dote comica. E se non fossi stata un’attrice ‘comica’, molto probabilmente sarei ancora in fila a fare i provini.

Rinnega il suo passato a ‘Non è la Rai’?

Manco morta! Io a Gianni Boncompagni e a quella trasmissione devo tutto.

E si è mai chiesta perché molte sue colleghe siano così reticenti a parlare di quell’esperienza lì?

Sì, ma onestamente non ho mai trovato una risposta. Anche io quando mi rivedo provo un certo imbarazzo, ma ci sta: eravamo delle ragazzine. 

Giuliana De Sio ha detto che al cinema lavorano sempre gli stessi. Lo pensa anche lei?

Non del tutto. Mi piacerebbe che certi registi iniziassero a rischiare un po’ di più, quello sì. Ci sono attori meno famosi in giro che sono davvero bravi e che meriterebbero sicuramente qualche scena in più.

Photo: Erica Fava

È stata la protagonista di due film di successo di Fausto Brizzi. Dopo tutto quel caos mediatico l’ha più sentito?

Certo che sì. Fausto è un mio grande amico, ma non voglio parlare di quel caos mediatico che si è generato intorno a lui e alla sua vita. 

Di lei, invece, non si sa molto. Perché è così restia a raccontarsi e a farsi vedere in giro?

Perché sono una pigrona. D’estate esco, vivo e faccio tutto quello che non riesco a fare d’inverno, ma non appena arriva l’autunno entro in letargo. Alle 23 crollo e alle 6 già sto in piedi. Insomma: una vecchia!

Perfetto, ma perché non ama raccontarsi?

Perché la vivo come una violenza. Vorrei che il mio privato restasse tale, anche se poi mi rendo conto che non è sempre così facile. 

Eppure, nonostante certe assenze mediatiche, ha il mondo gay dalla sua parte. Si è mai chiesta il perché?

Perché sono una frociarola doc! Non so se è merito dei cinquanta personaggi che ho interpretato o del mio periodo televisivo nel programma di Boncompagni, ma è innegabile che tra me e il mondo gay ci sia da sempre un feeling speciale. Non a caso giovedì 2 agosto sarò al Gay Village di Roma per un’intervista speciale, tête-a-tête, con l’adorabile Pino Strabioli.

La spaventa l’omofobia?

Molto, specialmente quella che sta dilagando tra le nuove generazioni. Gli adulti né li capisco, né li giustifico, ma posso provare in qualche modo ad interpretare la loro ‘vecchia’ mentalità, mentre con i giovani non ho pietà. Loro non hanno scuse.

La sento agguerrita..

È che il mondo gay e le sue battaglie io le conosco bene. Ho partecipato ad un sacco di pride e non riuscirò mai ad accettare quest’intolleranza nei loro confronti. Sembrano cliché ma io ho sempre avuto tanti amici gay. Anche da bambina portavo coppie di amici gay a casa dei miei genitori.

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