Luigi e Vincenzo: intervista al regista Giuseppe Bucci, un anno dopo

Il regista racconta il bellissimo cortometraggio del 2014, vincitore di molti premi

“Luigi e Vincenzo” , il cortometraggio sull’amore tra due uomini napoletani maturi al tempo del Gay Pride, è una vera e propria poesia: non a caso è stato premiato in moltissimi concorsi italiani ed internazionali e su Youtube conta numerose visualizzazioni. In occasione dell’uscita del backstage del cortometraggio, abbiamo intervistato Giuseppe Bucci che ne è stato l’ideatore ed il regista.

Come vi è venuta l’idea di realizzare questo corto?

Vinto il Festival Omovies con “Una notte ancora” avrei dovuto girare, per l’associazione organizzatrice I-Ken, lo spot del Napoli Pride 2013. Dopo quelli per il Napoli Pride 2011e l’Europride Contest non ne avevo troppa voglia. Allora ho chiesto se potevo piuttosto girare un piccolo corto che avevo in mente da un po’ che, invece di toni allegri e colorati, utilizzasse toni malinconici e protagonisti non più giovani nella appena inaugurata stazione Toledo della metro. Hanno acconsentito con entusiasmo così la parte centrale (che esprime un messaggio più positivo e di speranza) è stata utilizzata per il Pride mentre l’intero cortometraggio (nel quale la sequenza centrale assume un significato più denso e triste) da due anni che raccoglie consensi, amore e premi che onestamente nemmeno io mi aspettavo.

Come siete riusciti a coinvolgere, immagino gratuitamente, i due attori

Colgo subito l’occasione per ringraziare davvero tutti perchè lavorare a titolo gratuito oggi è davvero un grande sacrificio da chiedere. Patrizio Rispo lo conoscevo dai tempi di aiuto regista a “Un posto al sole” ed ha acconsentito con entusiasmo immediato suggerendomi poi Francesco Paolantoni che non conoscevo personalmente. Non posso pensare a incontro più felice. Hanno aderito immediatamente nonostante la mancanza di compenso, splendidi sul set, intensi e professionali (certo, le esilaranti gag del backstage potrebbero far pensare il contrario) e successivamente hanno sostenuto il corto accompagnandolo nei Festival e rilasciando interviste totalmente a favore dei matrimoni omosessuali, adozioni, famiglia. Ci hanno messo la faccia, senza se e senza ma. Insomma molto più avanti loro di tanti politici e qualche esponente della comunità lgbt …

Raccontaci l’atmosfera del video che viene fuori anche dal backstage… i sentimenti ma anche le idealità che vi hanno spinto a realizzarlo

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Ci tenevo molto a raccontare questa piccola storia di emozioni, vite sprecate, diritti negati e tenevo molto a lavorare bene con due attori di così grande esperienza e così popolari quindi ero molto teso e emozionato. Tuttavia sul set divento un garbatissimo ma incontentabile dispotico così quando Patrizio e Francesco hanno capito che facevo sul serio con grande entusiasmo e professionalità si sono lasciati guidare nelle più piccole sfumature tirando fuori, dal loro talento e dalla loro esperienza, in solo 4 minuti, tanto della vita dei due personaggi. Ma, come si evince dal backstage, che regala solo una parte della esperienza, l’atmosfera sul set era davvero luminosa e abbiamo anche riso tantissimo. Poter contribuire con un messaggio forte a questa difficile battaglia per i diritti, ci motivava tutti profondamente.

Ecco il video del backstage (l’intervista prosegue dopo):

La tematica dei gay maturi è realmente poco affrontata…. c’è stata una precisa scelta immaginiamo a non coinvolgere due attori belli e giovani?

Mi piaceva promuovere un gay pride senza ricorrere ai giovani o all’allegria che lo contraddistingue, ci tenevo a raccontare una storia di persone per le quali la vita senza diritti è quasi tutta passata (al di là dell’età il problema è che uno dei due sta per morire) sottolineare la necessità di consentire ai gay il matrimonio e tutti i diritti e doveri che ne conseguono. Negare ancora oggi agli omosessuali la parità di condizione significa distruggere le vite sia degli omosessuali che degli eterosessuali Quanti dovranno essere ancora i matrimoni etero di facciata? e quanti i figli di questi matrimoni falsi? questo non rovina i bambini molto più che essere figli di una coppia gay che si ama davvero?

Vorrei che la comunità lgbt e i suoi rappresentanti politici ritrovassero l’unità e la forza di un tempo perchè adesso è il momento di chiedere diritti definitivi e di affrontare radicate chiusure della Chiesa o politiche ed è fondamentale essere uniti e avere forte credibilità politica. L’Europa, gli USA ci trascinano dalla parte giusta ma in Italia siamo indietro anche per la poca forza che riusciamo a esprimere dove conta. Lo sfaldamento e gli interessi personali devono essere messi da parte. Ogni giorno di ritardo in più sarà un giorno in meno di “vita” soprattutto per chi non è più giovane e chi vive la propria vita lontano dai riflettori.

Quali premi avete vinto? Vi aspettavate un successo così vasto?

Ho molto amato questo lavoro ma onestamente non mi aspettavo tanto. In Italia è stato premiato al Maremetraggio, al “Sorridendo” Cinecittà, Corto Imola Festival, Florence Queer Festival (nella Firenze di Renzi), Pompei Cinema Festival, 2° al GenderDocuFestival del Gay Village, selezionato per la nomination ai David di Donatello poiTorino glbt e RIFF. In Francia è amatissimo. Ha vinto, unico italiano, il concorso “10 grands moments de solitude” a Parigi, in virtù del quale è stato al Festival di Cannes (tra le iniziative che promuovono la Queer Plam) ed è uscito da poco in DVD! Sempre a Parigi Cheriè Cheriè e Tres Court, poi Marsiglia, Lione, Tolosa. Ancora all’ Europride di Oslo 2014 ha girato il mondo (unico corto italiano a centrare i tre Festival glbt TOP-USA come il Frameline San Francisco, OutFest Los Angeles e New Fest New York. Poi Toronto, Rio, Tel Aviv, Mumbai, Taiwan…Insomma per una piccola poesia di 4 minuti chi se lo aspettava. La sincerità e l’amore che questo lavoro esprime, sono evidentemente passati. Il 5 Novembre saremo ancora una volta a Roma al prestigioso Arcipelago nella sezione Comizi d’amore 2.0 dedicata a Pasolini.

Progetti nel cassetto?

L’anno scorso ho girato parecchi spot per “il sociale” di cui sono contento ma adesso ho voglia di tornare a raccontare una storia gay. Ho due corti nel cassetto nei quali affronto anche il rapporto della omosessualità con la religione, ma non ho ancora trovato un produttore. Siamo sempre in Italia. Anzi faccio un appello, se qualcuno fosse interessato… Mi piacerebbe realizzare un piccolo esperimento con Vladimir Luxuria (che stimo molto e che ha voluto il mio corto ben due anni consecutivi al Gay Village) E’ una idea che mi è venuta pensando a lei e ne sembra entusiasta. Infine, con molta calma, sto scrivendo due trattamenti per lungometraggio. Uno è proprio la storia di “Luigi e Vincenzo” che sto sviluppando nel corso dei decenni approfondendo le vite dei protagonisti. L’altro è una storia un po’ più personale e più, ardita… e vediamo che succede. Chiudo con un saluto di Francesco Paolantoni e Patrizio Rispo che si sono raccomandati di abbracciare tutti con grande affetto. vogliono sapere anche se vi state divertendo a guardare il backstage e ribadiscono con convinzione che LORO CI HANNO MESSO LA FACCIA perchè in noi ci credono! Quindi, nei nostri diritti, tutti i diritti, tutti noi dobbiamo crederci e lottare.