MADONNA TRAVOLTA DAL DESTINO

Arriva al cinema il remake madonnaro da Lina Wertmuller. La pop star naufraga su un’isola deserta in piacevole compagnia di Adriano Giannini, da ammirare nella galleria di foto.

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Crociera nel Mediterraneo per un manipolo di riccastri annoiati tra i quali spicca la bionda e perennemente insoddisfatta Amber (Madonna). Le sue relazioni sono difficoltose e tempestose sia con i propri compagni di viaggio, compreso il marito (Bruce Greenwood, The Core), sia con l’equipaggio, in particolare con Giuseppe, detto Peppe (Adriano Giannini, Alla rivoluzione sulla due cavalli), pescatore che mal digerisce le umiliazioni e prepotenze a cui lo sottopone la donna.

La quale non perde occasione per lamentarsi di tutto, dagli attrezzi da palestra al cibo, prendendosela in particolare proprio con Peppe il quale già dopo un giorno sogna di rovesciarle in testa le pietanze di pesce e poi di buttarla fuori bordo. Il paziente capitano dell’imbarcazione (il bravo Yorgo Voyagis, Frantic) deve spesso intervenire per tenere sotto controllo la situazione. Destino vuole però che durante un’uscita solitaria in gommone il motore vada in panne: Amber e Peppe si trovano da soli alla deriva nell’oceano e approdano infine su un’isola deserta sulla quale i ruoli si invertono drasticamente. Beppe si rifà dei soprusi subiti e sottopone la turista a umiliazioni varie e variegate, trasformandola in una sorta di serva. Col passare dei giorni però tra i due si sviluppa un’attrazione tanto fatale quanto imprevista…

Travolti dal destino” (Swept Away) arriva nelle sale sulla scia del sonoro flop ottenuto all’estero. La Medusa Distribuzione, contando sul proprio cospicuo numero di sale, lo fa uscire comunque al cinema, seppur a fine stagione. La scelta e’ comprensibile: la popolarità di Madonna e’ sempre enorme ed un album appena uscito aiuta indirettamente la campagna pubblicitaria. Inoltre il film e’ stato girato quasi tutto in Sardegna (tranne il segmento iniziale, realizzato a Malta) ed e’ il rifacimento di un film italiano trash-cult del 1974, “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto“, tutto giocato sullo scontro di personalità e ideologico tra la ricca snob Raffaella (Mariangela Melato) ed il rude proletario Gennarino (Giancarlo Giannini).

Il problema e’ che anche storicamente per noi italiani lo scontro tra i due aveva radici nella contrapposizione fascismo – comunismo. Nel riscrivere il plot per il mercato anglosassone il regista Guy Ritchie (Snatch – lo strappo) li ha sostituiti col capitalismo sfrenato contrapposto alla difesa delle risorse ma, diciamocelo, il parallelo non ha la stessa forza e non produce lo stesso effetto. Senza contare che tutti gli schiaffoni che l’uomo dava alla donna rientravano nella tradizione della commedia all’italiana (Vitti/Sordi): qui sono ridotti e dal montaggio definitivo molti altri sono stati eliminati perché percepiti dal pubblico troppo negativamente durante le proiezioni test.

I problemi non finiscono qui. Il film e’ diviso in tre sezioni del tutto disgiunte: la prima parte sulla barca con toni da commedia sullo scontro di classe; la seconda sull’isola mescola in modo impacciato il grottesco e il romantico; la terza parte, quella finale, indulge in un romanticismo da fotoromanzo triste e sebbene sia quella tutto sommato meglio realizzata, purtroppo fa a cazzotti con le due parti precedenti, dando vita ad un lungometraggio un po’ schizofrenico, che pare in cerca di un’identità che alla fine non trova. L’evoluzione stessa dei personaggi e del loro modo di relazionarsi l’un l’altro appare irrisolta e ingiustificata. La sensazione finale e’ che il film sia stato un’occasione colta al volo da Ritchie e dalla moglie Madonna per poter lavorare insieme facendosi al tempo stesso una vacanza nel Mediterraneo. Il tutto pare realizzato in modo a dir poco affrettato: la sceneggiatura e’ stata scritta a tempo di record, la cantante era disponibile solo per sei settimane poi avrebbe dovuto occuparsi di altri suoi impegni, le riprese sono cominciate quando ancora il produttore era in giro per l’Italia cercando di risolvere qualche diatriba riguardante chi deteneva i diritti dell’originale.

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Non si può non capire come mai in molti paesi si sia optato direttamente per l’uscita in Home Video: come commedia grottesca “Travolti dal destino” non e’ molto divertente, come analisi di costume imbarca più acqua del gommone sul quale i due protagonisti fanno naufragio e come dramma sentimentale semplicemente non regge. Ai fans di Madonna probabilmente non importerà e si godranno comunque la visione in notturna di un’esibizione sulla spiaggia con tanto di immaginaria orchestrina. Sulle note però – avvertenza d’obbligo – di una canzone non sua, bensì di un classico anni ’50, Come on a my house, nella splendida esecuzione di Della Reese.

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