MAIGAY, LA DIVERSITÀ A NAPOLI DIVENTA CINEMA

Dal 28 giugno al 9 luglio nella multisala ‘Modernissimo’ dodici giorni di ‘Maigay’, una corposa rassegna cinematografica sull’amore e le sue differenze. Dai classici queer ai video più sperimentali.

Da non confondere col quasi omonimo Migay, sintetico soprannome del collaudato festival queer milanese, arriva la seconda edizione di Maigay, corposa rassegna cinematografica sull’amore e le sue differenze che si terrà a Napoli dal 28 giugno al 9 luglio presso la centrale multisala ‘Modernissimo’. Come spiegano gli organizzatori, «la manifestazione vuole invitare ad interpretare la varietà di comportamento, di scelta sessuale, di appartenenza, di etnia, non come strumento di distinzione tra una categoria e l’altra ma piuttosto come universo composto da singole e originali individualità, in cui le forme e le connotazione diverse possono essere colte con gentilezza anche quando le storie non ci appartengono».

La scelta proposta è quanto mai varia e trasversale, da storici capisaldi del cinema gay – ma non solo – quali l’oscarizzato otto volte Cabaret e il letterario L’isola di Arturo, ai più recenti La mala educación, My summer of love ed Edmond. Non mancheranno film significativi in cui il concetto di diversità viene trattato in maniera più sotterranea e implicita, quali il malinconico Cuori e il rigoroso In memoria di me. Particolare attenzione è rivolta al genere della commedia, grazie anche a un baldanzoso terzetto di titoli anni ’90 che si (ri)vedono sempre volentieri: Il banchetto di nozze, Amori e altre catastrofi e Gonne al bivio.

Il percorso della rassegna si dividerà in due sezioni: in sala due ci saranno altrettanti spettacoli serali a partire dalle 20.30 – si inaugura però alle 20.00 del 28 giugno con la riuscita docufiction Ma la Spagna non era cattolica? di Peter Marcias – mentre il materiale audiovisivo verrà proiettato già dal pomeriggio nell’adiacente sala Videodrome. Spicca un best of della Factory warholiana con una manciata di cult anarco-sperimentali (Lonesome Cowboys, My Hustler, I’m a man), la leggendaria trilogia di Morrissey (Flash, Trash e Heat) e una chicca d’autore, l’ironico e femminista Women in revolt doppiato dall’onorevole Luxuria. Molti gli autori italiani tra cui Muscardin, Golinelli e Natella.

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Fa davvero piacere che una città del sud ospiti una manifestazione queer così articolata e bisogna riconoscere che ultimamente Napoli sta dando importanti segnali di una vivacità culturale per nulla allineata (si pensi alla ricca mostra su Piero Manzoni al Museo Madre o al respiro internazionale del Napoli Film Festival conclusosi oggi al cinema Filangieri dopo aver ospitato personalità del calibro dei Coen, Abel Ferrara e Ferzan Ozpetek a cui ha dedicato una retrospettiva completa).

«La comunità del ‘Modernissimo’ esprime da anni la sua tradizionale e naturale disposizione fuori dagli schemi» continuano gli organizzatori del Maigay. «Nel centro storico di Napoli esiste un popolo di studenti, intellettuali, artigiani, commercianti, musicisti, lavoratori, diversi per età, etnie,  comportamenti e appartenenze, che ogni giorno si incontrano e scelgono di guardare le storie che nel buio delle nostre sale ogni giorno si raccontano. Questa rassegna interpreta lo spirito di apertura della comunità all’indagine sulle differenze. Il tema di quest’anno è infatti ‘la diversità è un dono’».

Il Maigay nasce da un’idea di Assia Calabrese e Gerardo De Vivo, è organizzato dall’associazione Onlus i-Ken insieme al Multicinema Modernissimo tramite i promotori Carlo Cremona e Luciano Stella col patrocinio degli Assessorati del Turismo e delle Politiche Sociali.