Michael Moore vs. Matteo Salvini: ‘se non ti piacciono i matrimoni gay rimani etero, ma non impedire agli altri di amarsi’

Ospite della Festa del Cinema di Roma per presentare Fahrenheit 11/9, Michael Moore ha duramente criticato Matteo Salvini.

Nel weekend la 13esima Festa del Cinema di Roma è stata travolta dal ciclone Michael Moore, premio Oscar sbarcato nella Capitale per presentare il suo ultimo documentario, Fahrenheit 11/9, vero e proprio atto d’accusa nei confronti della politica americana e della presidenza Trump.

Moore, Palma d’oro al Festival di Cannes del 2004 con Fahrenheit 9/11, ha incontrato il pubblico dell’Auditorium, lanciando un durissimo attacco ai populisti italiani al Governo, capitanati dal leghista Matteo Salvini. E’ un “razzista” e un “bigotto”, ha tuonato il regista di Bowling a Columbine, prima di difendere quel matrimonio egualitario in Italia ancora mai arrivato.

«Se non ti piacciono i matrimoni gay, non sposare un uomo. Rimani etero, ma non impedire agli altri di amarsi».

Parole semplici e inattaccabili, quelle di Moore, ovviamente applauditissimo dai presenti in sala e prodigo di consigli nei confronti di quella sinistra che parrebbe scomparsa.

«La sinistra deve ritrovare una propria identità, deve convincere la gente a tornare a protestare per strada. I leader di sinistra devono lottare contro la destra. So che qui c’è un forte sentimento, ma manca la leadership per dirigerlo, se non si guida la protesta loro vinceranno».

Con Fahrenheit 11/9 il regista ha dato vita ad un affresco liberale e anticonservatore che non prende di mira solo l’amministrazione degli Stati Uniti, ma anche le politiche dei Democratici e dei Repubblicani che hanno portato all’attuale situazione politica.

2 commenti su “Michael Moore vs. Matteo Salvini: ‘se non ti piacciono i matrimoni gay rimani etero, ma non impedire agli altri di amarsi’

  1. Nessuno può dare ciò che non ha e se lo facesse sarebbe un truffatore, il guaio è che in questa Italia si osannano coloro che si sono arricchiti fraudolentemente. “Sono stati bravi, ce l’hanno fatta!” dicono.

  2. Sembrava che negli Usa ci fosse solo Steve Bannon che conoscesse la politica di casa nostra ma non è così: questo regista ci ricorda che è una pia illusione voler chiudere la globalizzazione fuori dalla porta e che guardiamo sempre troppo distrattamente la politica estera quando le elezioni di midterm e la brexit si stanno avvicinando velocemente con sviluppi tutt’altro che scontati, siamo pronti a sostenerli?

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