MIGAY, UFFICIALMENTE IL PATROCINIO C’È

Il Comune di Milano nega il patrocinio al Festival Gay di Milano. L’assessore: «i gay sono pieni di soldi». Intanto il successo di pubblico continua. Ovazione per Sandra Milo ‘Queen of Comedy 2007’.

MILANO – Si ridimensiona il caso del negato patrocinio del Comune di Milano al Festival Gay (con contributo di circa 15.000 euro). «Ufficialmente non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione a riguardo» ci spiega Tony Aventino, responsabile dell’ufficio stampa del Migay. «Noi procediamo come se il patrocinio ce l’avessimo. Venerdì prossimo si riunirà nuovamente la giunta, attendiamo che prendano le loro decisioni.

Il festival, intanto, procede con successo di pubblico: ieri sera sono rimaste fuori dal film di Eytan Fox The Bubble circa 200 persone e anche sabato sera, alla proiezione dell’islandese Eleven Men Out, nonostante la pioggia battente, molti non sono riusciti a entrare».

Masseroli: i gay non hanno famiglia e possono permettersi un tenore di vita sopra la mediaL’assessore di Forza Italia Carlo Masseroli ieri aveva dichiarato: «Non c´è nessun esperto di economia che possa smentirmi: gli omosessuali non hanno delle famiglie costituite e si possono permettere un tenore di vita sopra la media. Basta chiederlo a qualsiasi pubblicitario. E allora perché dovremmo finanziarli? Se lo facessimo dovremmo dare dei contributi anche alle manifestazioni culturali in difesa della famiglia, magari un bel cineforum».

Nel frattempo, però, fonti vicine all’Assessorato alla Cultura hanno fatto sapere ufficiosamente che la macchina per il patrocinio del contributo si è rimessa in moto: l’assessore Terzi starebbe firmando la sua parte di delibera che finora si era rifiutato di considerare. Questo significherebbe un’intenzione della Moratti di rivedere la posizione negativa per dare finalmente il via libera al contributo che peraltro era già stato promesso.

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Come ci spiega Paolo Hutter, autore di un articolo a riguardo su Repubblica di ieri: «Credo che la Moratti abbia avuto un moto istintivo di stizza e di fobia nel momento in cui s’è trovata di fronte il contributo al cinema omosessuale ma non si è resa conto della portata della vicenda. Sicuramente non è la questione economica, una quantità risibile, più che altro avrà fatto un salto sulla sedia quando ha letto la parola ‘gaylesbico’. Nel momento in cui sta rischiando di diventare un caso di discriminazione palese per fortuna ci dovrebbe ripensare. Il problema principale, come noi gay impegnati abbiamo più volte sottolineato, consiste nel fatto che la campagna contro il riconoscimento delle coppie GLBT sta facendo perdere il senso della misura e porta con sé anche dei passi indietro su posizioni che sembravano già acquisite per tutti».

Al Festival, intanto, l’apparizione di Sandra Milo, premio Queen of Comedy 2007, presentata dal direttore Giampaolo Marzi come simbolo di "sensualità, femminilità e maternità", è stata accolta da un fragoroso applauso del pubblico: «Grazie, siete fantastici. È bellissimo essere qui stasera. Sono felicissima di essere qui. I miei occhi sono due stelle diverse non perché sono stravagante, anche se di solito lo sono, ma perché un gattino mi ha fatto un buco nell’occhio! Questo è il premio più originale che abbia mai ricevuto. Vi ammiro perché mi sento molto simile a voi: non ho paura, amo le sfide e sono orgogliosa di quello che sono. Il vostro affetto è più vero dell’abbraccio di un amante».

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