#CinemaSTop: Mister Chocolat, l’amore celato per il clown di colore

Escono pure Una notte con la regina, Grimsby – Attenti a quell’altro e Veloce come il vento

  Mister Chocolat, il primo clown di colore amato segretamente dal collega bianco

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Storia vera del primo artista nero francese, Raphaël Padilla, noto col nome d’arte di clown Chocolat che fece furore durante la Belle Époque insieme al collega George Foottit (ma il film non approfondisce l’attrazione amorosa che quest’ultimo, omosessuale non dichiarato, provava per il collega). Proveniente da una famiglia africana ridotta in schiavitù e deportata prima a Cuba e poi in Spagna, Chocolat fu scoperto a Bilbao dal clown inglese Tony Grice e raggiunse il successo a Parigi nello show di Joseph Oller.
Chocolat è interpretato da Omar Sy (Quasi amici) mentre il vero circense James Thierrée, nipote di Charlie Chaplin, incarna Footit: “Si potrebbe pensare che la scelta migliore fosse quella di optare per un altro attore noto al pubblico – spiega il regista – ma per questo ruolo avevamo bisogno di un esperto e James non è solo un attore, lui stesso crea i propri spettacoli. L’entusiasmo è stato unanime: Omar Sy e James Thierrée, un’accoppiata perfetta e unica nel suo genere già per le loro qualità intrinseche. Sapevo che avrebbero dato vita a qualcosa di esplosivo e non sono rimasto deluso”.

Rupert Everett ansioso Re Giorgio VI nella commedia romanticheggiante Una notte con la regina

 

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Da Julian Jarrold, regista del fashion-drag Kinky Boots, una commedia avventurosamente romanticheggiante ispirata a una stoira vera (nel doppio senso di vera e aristocratica): l’8 maggio 1945, giorno della vittoria degli alleati sull’esercito nazista, la Principessa Elizabeth e sua sorella Margaret, all’epoca 19 e 14 anni, ebbero il permesso di andare a ballare all’Hotel Ritz per rientrare a Buckingham Palace subito dopo mezzanotte scortate da due guardie. Nel film si ipotizza che Margaret riesca a sgattaiolare dall’hotel e la sorella la insegua per mezza Londra, le cui strade erano invase da gente scatenata nei festeggiamenti. Elizabeth incontrerà un fascinoso aviere, Jack (il belloccio attore di origine irlandese Jack Reynor, visto in Transfomers 4), col quale vivrà un inaspettato flirt.
Ritroviamo il ‘nostro’ Rupert Everett, sempre perfetto in ruoli incoronati, nei panni dell’ansioso Re Giorgio VI: “È un film che parla della famiglia – afferma l’attore inglese – e di un padre
preoccupato sia per la figlia che per il discorso che dovrà pronunciare. Tutti sappiamo che era balbuziente.”
La Regina Madre è interpretata dalla grande Emily Watson mentre Elisabetta II è l’emergente Sarah Gadon.

Commedia demenziale in salsa spy-action, ecco Grimsby – attenti a quell’altro con Sacha Baron Cohen

 

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Commedia semidemenziale su uno dei personaggi topici della comicità stralunata di Sacha Baron Coen (Brüno), ossia l’idiota combinaguai, questa volta alle prese col fratello spia Sebastian (Mark Strong) che non vede da 28 anni.
“Volevamo creare un vero action-movie con situazioni pericolose, grandi esplosioni,
inseguimenti, sparatorie
– spiega Sasha Baron Cohene poi mettere un personaggio idiota in mezzo a tutto questo per vedere come cambia il corso del film”.
Nel cast c’è anche un’inedita Penelope Cruz che interpreta il ruolo del capo di un’organizzazione sanitaria.
In una curiosa scena queer, Sebastian implora il fratello che gli succhi via il veleno iniettatogli con un dardo direttamente nel pene, attraverso i pantaloni, ma lui rifiuta decisamente.
Trashy-spy per intenditori.

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Stefano Accorsi pilota tossicodipendente nell’adrenalinico Veloce come il vento

 

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Chi cerca un cinema italiano svincolato dall’idea televisiva della commediola due camere e cucina, può scegliere questo adrenalinico film di genere diretto da Matteo Rovere, accolto piuttosto bene dalla critica.
Il mondo raccontato è quello delle corse automobilistiche, in cui la famiglia romagnola De Martino ha una tradizione transgenerazionale: la diciassettenne Giulia (l’esordiente Matilde De Angelis), sotto la guida del padre Mario, partecipa al Campionato GT e si rivela un autentico talento alla guida. Ma improvvisamente si trova sola col fratellino minore Nico e in preda allo sconforto. Quando ritorna a casa il fratello maggiore tossicodipendente Loris (Stefano Accorsi, undici chili persi per il ruolo), ex pilota, dovrà aiutarlo per riportarlo in pista insieme a lei.
La storia è ispirata a quella vera del campione di rally Carlo Capone e si apre con le parole del pilota Mario Andretti: “Se hai tutto sotto controllo, significa che non sei abbastanza veloce”.

 

Roberto Schinardi