Mix di premi al Mix: Je suis à toi, Regarding Susan Sontag e X or Y

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Festival Mix, vince l’originale e personalissimo film belga Je suis à toi di David Lambert

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Bella scelta, premiare l’originalità anticonvenzionale del belga Je suis à toi (Sono tuo) di David Lambert, un film personalissimo in grado di evitare molti stereotipi del cinema queer – nessuna bellezza ammiccante, nessun maledettismo di maniera – nel raccontare un imprevedibile triangolo fra un panettiere obeso, un minuto escort argentino (la rivelazione Jean-Michel Balthazar) e una timida vedova (l’emergente attrice canadese di origini tunisine Monia Chokri). La giuria del 29° Festival Mix composta da Massimiliano Chiavarone, Riccardo Conti, Julian Hargreaves, Alberto Milazzo e Luca Pacilio ha così motivato il premio come miglior lungometraggio: “la capacità narrativa di David Lambert, l’abilità di cogliere le sfumature nelle relazioni tra i personaggi, l’originalità del soggetto, trovano un felice riscontro nella bravura degli attori, in particolare di Jean-Michel Balthazar, per dare vita a un film che combina tematiche di stretta attualità in cui l’umanità, anche se ritratta nella sua dimensione di sofferenza e di disagio sociale, trova la sua strada”. Ben due le menzioni speciali, al filippino Anita’s Last Cha Cha Cha di Sigrid Andrea Bernardo “per la levità, la sua capacità di trattare temi complessi attraverso un punto di vista infantile e autentico, offrendo una lettura inedita di un mondo spesso consacrato allo stereotipo”, nonché alla coproduzione tedesco-brasiliana Praia do futuro di Karim Aïnouz “per la forza della messa in scena e per la densità dell’atmosfera”.

Le giurate del concorso documentari – Elena Biagini, Chiara Brambilla, Milena Cannavacciuolo, Anastasia Piazzotta ed Erica Re – hanno segnalato opere che contribuiscono a creare un significativo who’s who della comunità lgbt mettendo in evidenza personalità che “hanno arricchito il mondo”, per dirla alla Thomas Cowan: il miglior doc è l’americano Regarding Susan Sontag di Nancy Kates “sia per la figura stessa della protagonista, che è stata ed è ancora oggi fonte di ispirazione per il mondo lglb e non solo, sia per il documentario in sé, capace di far emergere la complessità del personaggio anche in relazione alle diverse fasi storiche attraversate, mischiando materiali filmici e testimonianze in modo fluido”. Il pregevole Una nobile rivoluzione di Simone Cangelosi si aggiudica una menzione speciale “per l’affettuoso omaggio che il regista fa a Marcella Di Folco, importante figura del movimento lgbt italiano e della storia del nostro Paese, forse ancora troppo poco conosciuta rispetto a quanto invece meriterebbe. La giuria ha poi apprezzato lo sguardo del cineasta che si pone in una posizione di complicità con la protagonista attraverso uno sguardo che è al contempo dentro e fuori la storia narrata. Si segnala infine l’uso accurato dei materiali d’archivio in un mosaico di pubblico e privato”.

Tra i cortometraggi ha prevalso il francese X or Y di Storm Sigal Battesti e Leo Grélet, distribuito da Open Reel, definito dalla giuria, composta da un gruppo di giovani coordinati dal tavolo formazione del Milano Film Network, “un cortometraggio che trafigge il pregiudizio e l’ignoranza, un piccolo capolavoro, per contenuto e per aspetti tecnici: il film, in bianco e nero e privo di dialoghi, può sembrare ingabbiato in un’idea di cinema di altri tempi. Ma non è affatto così, anzi: la potenza travolgente con cui è impostata la sceneggiatura acquisisce energia e valore proprio da queste scelte artistiche accurate”.Un premio speciale – una coppa con targa – è stato infine assegnato dagli organizzatori del Festival Mix al gruppo milanese dei Sentinelli che ha collaborato al crowdfunding: “Il senso di fare rete lo sintentizzano meglio di noi, sono un fenomeno di movimento e libertà straordinari” ha detto sul palco il direttore Giampaolo Marzi. I Sentinelli intendono inoltre organizzare a Milano per ottobre “la più grande manifestazione sulla laicità mai organizzata in questo Paese, dai diritti civili al testamento biologico fino alla difesa della legge 194. I Sentinelli nascono per battersi su temi che hanno a cuore la laicità”.

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