Myriam Catania: “Scusatemi, ma le etichette non fanno per me!”

Amo il mondo gay, ma faccio fatica a fare tutte queste differenziazioni. Ho tanti amici uomini e tantissimi sono gay, ma quello che rimane è che sono amici.

Myriam Catania ha l’aria di una che la vita la conosce davvero. I suoi occhi, da vicino, sembrano raccontare molte più cose di quelle che racconterà lei durante una lunga chiacchierata. Il pretesto del nostro incontro è l’uscita di ‘Anche Senza di Te’ il film che da oggi sarà in tutte le sale d’Italia e che la vedrà protagonista, assieme a Nicolas Vaporidis e Matteo Branciamore, di una storia che ruota intorno all’imprevedibilità del destino. Myriam, nella pellicola di Francesco Bonelli, sarà Sara Cordella una giovane insegnante precaria che soffre di autofobia: un disturbo collegato alla preoccupazione di non essere amati e al timore di essere abbandonati.

Quanto c’è di Myriam, in Sara?

Non so dirti quanto ci sia di Sara, in me. Posso solo dirti che lei e la sua storia mi hanno conquistata subito. Per la prima volta ho raccontato il mondo femminile in una maniera diversa. Ho sempre interpretato donne aggressive, forti e superficiali, mentre Sara è una donna autentica: piena di fragilità e difficoltà. Una donna come tante. E forse sono proprio questo tipo di donne quelle che faticano di più.

Trovi?

Beh, non è così semplice essere madri e, allo stesso tempo, donne. Così come non è semplice essere anche donne e madri indipendenti. Sara ha delle ambizioni diverse dalle mie, ma è comunque una donna che ad un certo punto si scrolla di dosso tutte le sue convinzioni per inseguire, in un certo qual senso, la sua felicità. Abbiamo condiviso entrambe gli attacchi di panico e lì mi sono ritrovata tantissimo in lei.

Ti suggeriamo anche  Simona Izzo: “Baye mi ha deluso! Io sto con Aida Nizar!”

Myriam Catania

Eppure, a guardarti, sembreresti una donna molto risolta…

Ora lo sono, ma ne ho sofferto per tantissimo tempo. Il primo attacco di panico lo ebbi a 21 anni. Sono uno dei mali del nostro secolo. 

E se ne esce?

Sì, ma con l’aiuto della terapia. Terapia che tra l’altro non ho ancora mai abbandonato.

E non si rischia di diventarne dipendenti?

Sì, si può correre il rischio, ma tutto dipende da come viene vissuto quel momento. Personalmente è l’unico momento che mi concedo per stare in pace con me stessa. Ogni volta che percorro il corridoio dello studio del mio terapista, per entrare poi in quella stanza asettica, provo una sensazione bellissima. È come se lasciassi alle mie spalle il mondo intero. 

Nel film, dici: “la normalità è una farsa!”. Lo pensi anche tu?

Certo. Oggi tutti abbiamo una maschera, mentre il mio personaggio, nel film, ha preferito mettersi a nudo per far vedere realmente chi è. Questo si chiama coraggio.

Myriam Catania

E tu sei una donna coraggiosa?

Più impulsiva direi…

Hai girato subito dopo il parto. Com’è stato tornare sul set dopo così poco tempo dalla gravidanza?

Si vedeva, vero? Volevo mettermi a dieta stretta prima di iniziare a girare, ma poi ho pensato che il personaggio di Sara andava raccontato con quella morbidezza lì. Nella film sono un’insegnante; una donna che lavora molto e che non ha molto tempo a disposizione da dedicare a se stessa. Non si possono rappresentare sempre donne magre e con fisici statuari. Portiamo anche al cinema un po’ di verità. Sara è una sorta di Bridget Jones Made in Italy. 

Ti suggeriamo anche  Amanda Lear era un uomo? Barbara D'Urso la invita in trasmissione, ma lei rifiuta

E a proposito di verità, nella pellicola c’è un abbraccio molto commovente tra te e un bambino…

È un momento molto forte. L’ho pensato anch’io quando ho rivisto il film. Ero molto agitata prima di iniziare le riprese. Cercavo di capire quale sarebbe stato l’approccio più giusto con un mondo che, vista l’età, non ricordavo proprio più. E invece, grazie a Jacques e al mio istinto materno, ho portato in scena tutta la mia sensibilità. 

Quanto ti ha cambiata la maternità?

Mi ha cambiata totalmente e finché una donna non la vive, non potrai mai capirlo. La gravidanza l’ho vissuta quasi come un viaggio interiore, ma mi rendo conto che poi ogni storia è diversa. Jacques è la cosa più bella che la vita mi ha regalato (Myriam si commuove, ndr).

Che mamma sei?

Sono una mamma che vive d’istinto. Cerco di avere equilibrio in tutte le cose che faccio, anche se ultimamente sto iniziando ad essere un po’ più severa di quello che avrei immaginato, ma niente di maniacale. Mi sono scoperta una brava mamma.

Temevi di non esserlo?

Come tutte le cose che non conosci, ero spaventata. Avevo paura. In fondo non sapevo neanche che carattere avrebbe potuto avere il mio cucciolo.

myriam catania

E oggi che carattere ha il piccolo Jacques?

Ti suggeriamo anche  Simona Izzo: "Io, il GF, i gay nella casa, l'omofobia in Tv e le avance di Brizzi"

Un carattere meraviglioso. È molto docile. Non ha di certo ripreso da me, e neanche dal padre a dire il vero.

Ci pensi mai ad un secondo figlio?

Beh, perché no? Non mi dispiacerebbe allargare la mia famiglia.

E ad un nuovo matrimonio?

Non ancora, ma perché non c’è stato ancora il tempo. Poi, un domani, chissà..

Sara, nel film, scappa ad un passo dal sì. 

Bisogna avere due palle così per dire ad un passo da quel momento: “Scusate, ho sbagliato tutto!”.

myriam catania

Mamma Rossella e Zia Simona ti stanno aiutando in questo momento della tua vita?

Scherzi? Tantissimo! Ho una famiglia meravigliosa che mi è sempre stata vicina anche nei momenti più difficili, figuriamoci in un bel momento come questo. Poi sono stata la seconda in famiglia a diventare mamma, quindi un festone.

Grande famiglia e tanti amici gay…

È vero. C’è una forte empatia tra me e il mondo gay, ma faccio fatica a fare tutte queste differenziazioni. Ho tanti amici uomini e tantissimi sono gay, ma quello che rimane è che sono amici.

Anche con le donne sei così unita come con i gay?

Io tendo a fare squadra con tutti. Non era l’unione a fare forza?