NEMICO CLONE

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Nei cinema “Star Trek – La Nemesi”, 10° film della serie. Enterprise e equipaggio in lotta contro un doppione del Capitano Picard. Un duellone spaziale retto dagli spettacolari...

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Quella di Star Trek e’ la seconda saga cinematografica più lunga della storia: solo Godzilla e 007, con venti film a testa, hanno fatto meglio e si spartiscono ex aequo il primato. Nata come serie televisiva nel 1966 la serie e’ poi approdata sul grande schermo alla fine degli anni ’70 e da allora ha dato vita a 6 film con l’equipaggio della serie TV originale (il Capitano Kirk e il Signor Spock) e 4 film con l’equipaggio del Capitano Picard e l’androide Data, nati come personaggi televisivi in Star Trek – The Next Generation. La serie e’ sempre stata molto seguita dai gay, forse per l’approccio sempre molto aperto ai temi della diversità intesa come valore, caratteristica presente sin dalla concezione della serie da parte di Gene Roddenberry.

Mentre su La7 stanno per tornare gli episodi di Star Trek – Deep Space Nine e, da luglio, la nuovissima Enterprise, arriva nelle sale “Star Trek – La Nemesi”, il titolo col quale la serie festeggia la decina di lungometraggi cinematografici.

A seguito di un attentato al Senato Romulano, compiuto con una micidiale arma biogenica e qualche tradimento, si insedia al potere il lugubre Shinzon (Tom Hardy), tormentato clone in cerca di vendetta cresciuto nelle buie profondità del pianeta gemello Remus. Il Capitano Jean Luc Picard (Patrick Stewart, sugli schermi anche in X-Men 2) viene inviato dalla Federazione Unita dei Pianeti in missione diplomatica, ma durante il tragitto i sensori dell’Enterprise-E captano una rara radiazione positronica che porta alla scoperta di un androide in tutto e per tutto simile a Data (Brent Spiner, Independence Day), ma molto più rudimentale: per studiarlo viene portato a bordo.

L’incontro col nuovo reggente romulano e col suo Viceroy (Ron Perlman, Alien – La Clonazione) non è particolarmente allegro e ben presto, nonostante le dichiarazioni apparentemente pacifiche di Shinzon, la missione diplomatica si rivela una trappola…

Per questo “viaggio finale di una generazione” la Paramount ha dato l’incarico di scrivere la sceneggiatura a John Logan, vincitore del Premio Oscar quella de Il Gladiatore: Logan abbonda qua e là in qualche dialogo pseudofilosofico di troppo e la natura della cattiveria malata di Shinzon rimane piuttosto buttata lì.

Il risultato e’ poco convincente e si sono visti episodi di The Next Generation molto meglio scritti e riusciti. Il problema magari e’ anche a livello di utilizzo del mezzo: per il cinema si tende a puntare sempre di più sul lato spettacolare della fantascienza, quello delle battaglie spaziali, penalizzando lo sviluppo narrativo dei personaggi. Questa va a scapito soprattutto della sottotrama relativa alla scoperta dell’androide B4 e del suo rapporto con Data: il loro faccia a faccia, grazie anche alla bravura di Spiner, e’ uno dei momenti più emozionanti del film ed e’ un peccato che sia di così breve durata. Il regista Stuart Baird (Decisione critica) dal canto suo si adegua prontamente e gestisce il tutto puntando sull’azione, compresa una fuga in auto sul pianeta deserto che sembra uscita da un film di James Bond.

Se un tempo però Star Trek puntava sull’aspetto dell’esplorazione dello spazio (la nuova ultima frontiera) oggi sembra sempre di più puntare sul confronto, sulla guerra. Tanto più in un film come questo, che prende finalmente quota solo quando inizia il lungo duello spaziale tra l’Enterprise e la mostruosa nave di Shinzon. Caldamente raccomandata da questo punto di vista la visione del film al cinema, sul grande schermo si potranno gustare appieno le spettacolari scene di battaglia spaziale tra le due navi, vero fiore all’occhiello di un film altrimenti niente affatto eclatante. Onore quindi ai tecnici degli effetti speciali della Digital Domain (Titanic, Apollo 13) e della Eden FX (la serie TV Enterprise) per la qualità del lavoro svolto.

Star Trek – La Nemesi ha un po’ il fiato colto e come finale avventura dell’equipaggio di Picard & Company si poteva forse aspirare a qualcosa di meglio. Tuttavia, proprio in quanto ultima opportunità di vederli insieme, merita un’occhiata: del resto l’intera saga spaziale ci guadagna ad una visione globale, d’insieme, piuttosto che al dibattito e analisi delle singole storie. Da segnalare l’apparizione di Whoopi Goldberg nei panni di Guinan e il cameo del regista di X-Men Bryan Singer come ufficiale di bordo sul ponte di comando. Ai fans non sfuggirà neanche il collegamento via sub-spaziale con la Katherine Janeway (l’ottima Kate Mulgrew), reduce dalle avventure televisive di Star Trek – Voyager.

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