Omovies 2017, tutti i premi del decimo cinefestival napoletano

Vincono il mediometraggio spagnolo El Mundo Entero di Julian Quintanilla e il corto belga Tristan di Sonam Larcim e Gaspard Granier.

Si è conclusa sabato scorso con successo di pubblico la decima edizione di Omovies, festival internazionale napoletano di cinema omosessuale, transgender e questioning.

Al gran galà presso l’Istituto Francese di Napoli era presente il direttore dell’Istituto e già Console di Francia Jean-Paul Seytre che ha dichiarato “a Nome dell’Istituto di essere molto felice ed orgoglioso di ospitare per il sesto anno il Gran Galà di Omovies, un evento che si annovera nelle tradizioni collaborazioni dell’Istituto Francese di Napoli con l’associazione i Ken”.

La giuria Academy ha scelto come miglior mediometraggio lo spagnolo El Mundo Entero di Julian Quintanilla con la seguente motivazione: “Dirlo al mondo intero è il primo pensiero che spesso facciamo quando pensiamo di comunicare una bella notizia. Questo film ha saputo raccontare in modo ironico e allo stesso tempo incisivo quanto sia importante il sostegno delle famiglie e degli amici per una persona LGBT quando si trova ad affrontare ‘il mondo intero’. Una sceneggiatura articolata combinata con una fotografia semplice ed efficace che hanno saputo comunicare in modo attento il messaggio culturale e sociale. Il mondo intero è un film che ha avuto la capacità di trattare più argomenti insieme riuscendo perfettamente nella sintesi”.

Tra i cortometraggi ha vinto il belga Tristan di Sonam Larcim e Gaspard Granier che, grazie a “una buona fotografia ed una regia sapiente, hanno saputo focalizzare ed affrontare con delicatezza il tema della genitorialità nelle famiglie omogenitorialitàenitori maschi fanno emergere la delicatezza e la comprensione della paternità nelle tante sfumature di genere e quindi della sua complementarità alla maternità. Quest’opera offre un punto di vista ‘diverso’ ponendoci criticamente verso la nostra società che ancora non è pronta alla ricchezza delle differenze e cerca sempre ruoli di genere anche nelle famiglie omoaffettive. Ha il pregio, quindi, di mostrarci la qualità della vita della comunità LGBT residente in Paesi della UE in cui i diritti di cittadinanza siano maggiormente ugualitari, indicandoci un percorso di lotta verso l’uguaglianza e la felicità”.

Il Premio Vincenzo Ruggiero è andato al lungometraggio Aeffetto Domino di Fabio Massa: “Il Questioning è una parte essenziale del festival, rappresenta l’apertura alle opere cinematografiche realizzate da persone visibili della comunità LGBT o in cui vi sia una scrittura del personaggio – anche non principale – ed una descrizione della personalità di quest’ultimo che sia fuori dagli stereotipi negativi. L’aspetto dell’umanesimo vince in questo film, e la centralità della solidarietà che anima il personaggio principale e che illumina aspetti della sua vita e della sua fine in cui l’orientamento sessuale della persona diviene accessorio, secondario, naturale. I temi della migrazione, della cooperazione, dell’accoglienza e della multiculturalità rendono questo film non solo bello, ma anche utile alla costruzione di una società più solidale, integrata e gentile”.

Nella categoria dei cortometraggi è stato scelto Lettere a mia figlia di Giuseppe Alessio Nuzzo con la seguente motivazione: “Il tema della salute è trasversale ed indipendentemente dalle condizioni personali di chiunque, può colpire chiunque in qualsiasi momento. La narrazione magistrale di Leo Gullotta, unitamente alla sapiente regia, ci accompagna nella terza età accendendo un faro di consapevolezza verso le persone che oggi vivono le malattie invalidanti, ed il peso della cura delle proprie famiglie. Questo ci fa anche riflettere e pensare alle tante persone LGBT che vivono sole, perché senza figli premurosi, la propria condizione, in quanto vittime dell’omofobia sociale e politica che in Italia che ha reso sterili e sole intere generazioni. Premiamo questo cortometraggio perché illumina i tanti figli, etero e gay, che con amore si dedicano alla cura dei propri genitori, corpi riconosciuti, di persone via via rese irriconoscibili dalla malattia e verso cui l’amore resta immutato”.

Durante il Gran Galà finale sono state infine assegnate quattro menzioni speciali: a Xavier di Giovanni Coda, al già premiato Tristan, a Stand By di Teresa Glass e ad Amore Prossimo di Andrea Alessandro La Bozzetta.