Omovies, non solo giovani nella tre giorni di cinema queer a Napoli

Dedicata alla maturità la sesta edizione della rassegna partenopea organizzata da iKen Onlus. Al Gran Galà di chiusura sarà presentato il corto ‘Luigi e Vincenzo’ di Giuseppe Bucci. Madrina Luxuria.

Torna Omovies, cinerassegna queer partenopea giunta alla sesta edizione che apre i battenti oggi pomeriggio presso il Palazzo Grenoble. Ideato da Carlo Cremona e Marco Taglialatela per l’associazione di promozione sociale iKen Onlus, si presenta come «evento di promozione territoriale che rafforza la “cultura dell’amore” come strategia e antidoto alla subcultura dell’odio e della discriminazione. Vogliamo mostrare l’amore e le sue differenze, creare aggregazione sociale partendo da quello giovanile in un luogo di riflessione, condivisione e sviluppo, che diviene opportunità di contaminazione tra giovani e meno giovani, omosessuali, transessuali ed eterosessuali, tra uomini e donne che condividono i valori costituzionali e della pace. ‘Omovies’ è lo spazio ideale dove prendere parte attivamente al contrasto delle discriminazioni attraverso un percorso di formazione ed informazione fatto di immagini, suoni, parole ed emozioni; l’Arte del Cinema intesa come elemento di coesione sociale interculturale».

Sarà una “silver edition”, perché dedicata «alla maturità, alla terza età e agli amori tra le persone dai capelli d’argento», riscoperti e valorizzati recentemente dal cinema queer grazie anche ai riusciti 80 giorni e Cloudburst’o, in chiave di analisi del rapporto intergenerazionale, del recente Gerontophilia di Bruce Labruce. Sicuramente, in questo revival di un’età tornata sotto ai riflettori anche nel cinema mainstream etero (si pensi a Quartet o Last Vegas), ha influito il fatto che l’età media dei frequentatori delle sale si è notevolmente alzata.

Al Gran Galà di chiusura, venerdì sera, presentato da Miss Priscilla e alla presenza della madrina Vladimir Luxuria, si potrà assistere alla proiezione del malinconico corto Luigi e Vincenzo di Giuseppe Bucci in cui Francesco Paolantoni e Patrizio Rispo interpretano una coppia matura che, nel giorno del Gay Pride, cerca di conquistare una maggiore consapevolezza di sé che li emancipi dalla ghettizzazione sociale comune a molti omosessuali della loro generazione. Con uno stile asciutto ed efficace, Bucci riflette anche sulla mancanza di diritti alle coppie gay che non possono assistersi in ospedale se uno dei due viene ricoverato.

Ti suggeriamo anche  Vincenzo Ruggiero, trovati altri resti dell'attivista gay ucciso a Caserta

«Paolantoni e Rispo hanno dimostrato grande sensibilità – ci racconta l’autore quarantenne napoletano – e si sono messi completamente a disposizione, arrivando alla mia idea dei personaggi così delicati e sottotono. Sono stati deliziosi e carinissimi. Ritengo che le cose si possano cambiare anche senza urlare nei Gay Pride. La gente si riesce a convincere parlandole sottotono, mostrando in maniera discreta dolore, amore e rimpianto».

«Ora sto lavorando a due lungometraggi – continua Bucci – il primo dei quali è il trattamento di Luigi e Vincenzo che vorrei sviluppare soprattutto riguardo al percorso della malattia e della negazione dei diritti, mostrando la Napoli omosessuale dei femminielli negli anni Settanta e Ottantae. Vorrei poi fare un secondo film sempre a tematica gay in piccola parte autobiografico sull’accettazione di sé ma trovare i produttori non è facile. Mi considero un regista militante».

I pomeriggi di oggi e domani sono dedicati ai documentari: segnatevi Un intellettuale a Monteverde di Enzo De Camillis sullo stretto rapporto tra Pier Paolo Pasolini e le borgate romane, con Leo Gullotta che legge la celebre lettera intitolata Io so ma non ho le prove pubblicata nel 1974 sul Corriere della Sera. Nell’americano Positive Youth di Charlie David si affronta invece senza allarmismi la condizione di quattro giovani sieropositivi in altrettante città nordamericane.

Sarà inoltre possibile scoprire i lavori di alcuni cortisti emergenti quali la francese Anaïs Sartini, il greco Mario Garefo e l’italiano Alessandro Diaco. Per chi se lo fosse perso, venerdì si può recuperare l’ammaliante thriller naturista Lo sconosciuto del lago di Alain Guiraudie che i Cahiers du Cinéma hanno messo in testa alla classifica dei migliori film dell’anno.

Ti suggeriamo anche  120 Battiti al Minuto, è flop. Teodora attacca: "Vi meritate Adinolfi"

Durante Omovies si svolgerà presso la sede della Scuola di Cinema di Napoli un workshop sul linguaggio audiovisivo per gli studenti delle università napoletane, finalizzato alla realizzazione di un cortometraggio promozionale del festival su tematiche lgbt.