PASQUETTA AL CINEMA

Nell’uovo pasquale nessun titolo gay e, ovviamente, vari film cristologici. O si recupera ‘Saturno Contro’ o si cercano i migliori: ‘Red Road’, ‘Centochiodi’ e l’oscarizzato ‘Le vite degli altri’.

Nessuna sorpresa gay nell’uovo pasquale cinematografico. Chi non l’ha ancora visto può recuperare il buon Saturno Contro di Ozpetek che resiste impavido all’onda d’urto delle uscite vacanziere (si trova ancora in cinque cinema a Roma e in tre a Milano) o orientarsi verso titoli decisamente etero. Ma i film belli non mancano e, se si vuole evitare il filone inevitabilmente contingente dei titoli cristologici quali 7 km da Gerusalemme (ma la vera perla è il provocatorio Centochiodi, per chi ama l’autorialità alla Olmi), la scelta è quanto mai varia. Ecco i sei titoli che secondo noi sono i più meritevoli, in rigoroso ordine di preferenza:

1)RED ROAD di Andrea Arnold

È il migliore titolo in circolazione e stacca tutti gli altri per originalità (ecco un vero film ‘diverso’) e mistero. Come condensare la ruvidezza ‘sporca’ del Dogma alla Von Trier con una trama hitchcockiana e uno sfondo proletario che si ispira al Ken Loach più sincero. Sorregge il tutto la splendida protagonista, la lacerata Jackie, dimessa esteriormente e rabbiosamente furente nell’animo. Povera Cate Dickie: se non ci fossero state le mujeres di Almodóvar la Palma d’Oro sarebbe stata sua di diritto. Emozioni al calor bianco capaci di sciogliere il gelo antiemotivo del video digitale. E ricordiamo che nell’inquadratura finale potremmo finirci tutti, a Glasgow come a Roma, se lo vuole il Grande Fratello. Non a caso la regista aveva paura di girare nei desolanti Red Road Floats perché aveva saputo di coltelli lanciati dalle finestre ad altre troupes cinematografiche.Come ha scritto il Times: "Un film straordinario".

Ti suggeriamo anche  Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek arriva a teatro

2)CENTOCHIODI di Ermanno Olmi

Eravamo prevenuti: Raz Degan che non racconta ‘i fatti suoi’ ma diventa una sorta di Cristo postmoderno abbandonando l’insegnamento di filosofia all’Università con un atto sacrilego (inchioda nella biblioteca cento libri antichi aperti a metà) e si mette a vivere in una baracca abbandonata sulle rive del Po. Sulla carta, tremendo. Invece no: sarà anche perché Raz parla poco ed è doppiato da Adriano Giannini ma il suo volto, inaspettatamente, funziona. Centochiodi parte come uno strano thriller che non difetta di ironia e diventa un esemplare elogio della semplicità dalle parti di L’albero degli zoccoli (si astengano coloro che l’hanno detestato). Ma il film di Olmi – l’ultimo narrativo a detta dell’autore – è soprattutto una critica feroce alla Chiesa ormai totalmente dissociata dalla società, un’invettiva contro il Verbo morto dei libri non letti, della cultura inutile se non condivisa, delle élites intellettuali che usano il Logos come mezzo di potere. Dove si trova allora il sacro? Nella schiettezza del proletariato, in ciò che resta della natura martoriata, nello sguardo della panettiera in lacrime. Visivamente magnifico. 

3)LE VITE DEGLI ALTRI di Florian Henckel von Donnersmark

L’opera prima più premiata degli ultimi …Continua in seconda pagina^d

3)LE VITE DEGLI ALTRI di Florian Henckel von Donnersmark

Ti suggeriamo anche  La Sirenetta nacque come lettera d'amore di Hans Christian Andersen ad un uomo

L’opera prima più premiata degli ultimi anni: Oscar come miglior film straniero, tre European Film Awards, sette ‘Lola’, l’equivalente tedesco dei nostri David di Donatello, e vari altri riconoscimenti. Nei primi anni ’80, a Berlino Est, un funzionario della Stasi, la polizia segreta dell’ex Germania orientale, spia l’attrice comunista di cui si è innamorato il ministro della cultura. Lei, però, è fidanzata con un drammaturgo con le sue stesse idee politiche. Nel ruolo del protagonista il bravo Ulrich Mühe, già papà Georg in Funny Games di Haneke. «In Germania nessuno credeva al film» spiega il regista. «Volevano che edulcorassi la trama e mi associassi a una grande distribuzione, ma è un compromesso a cui non sono voluto scendere». Per scrivere il film, von Donnersmarck ha studiato migliaia di dossier della Stasi divenuti oggi pubblici. 

4)FRANK GEHRY – CREATORE DI SOGNI di Sydney Pollack

Chi ama l’architettura non si perda questo interessante documentario sul creatore del Museo Guggenheim di Bilbao, Frank Gehry. Primo documentario della carriera di Pollack, raffigura a tutto tondo la personalità genialoide e creativa di Gehry, considerato uno dei più grandi architetti del mondo, attraverso alcune interviste a suoi amici artisti tra cui l’eclettico Julian Schnabel (Prima che sia notte). Il collega Charles Jenks racconta che un giorno, prima di farsi la barba, Gehry si rese conto che in bagno non c’era abbastanza luce. Con un martello si aprì allora un piccolo lucernaio bucando il tetto e senza scomporsi si mise a radersi. Pollack è da anni amico personale di Gehry.

5)THE ILLUSIONIST di Neil Burger

Ti suggeriamo anche  La mia vita con John F. Donovan di Xavier Dolan ha finalmente una data d'uscita

Dopo The Prestige, un altro film in costume ambientato nel mondo della magia. Eisenheim l’illusionista (Edward Norton) cerca di riconquistare un amore di gioventù, la duchessa Sophie von Teschen (Jessica Biel), fidanzata con l’erede al trono, il principe Leopoldo (Rufus Sewell). Questi, capita la tresca, si fa aiutare dall’ispettore generale Uhl (Paul Giamatti) per separarli. Girato nella Repubblica Ceca, vanta la supervisione del vero mago James Freedman e le sofisticate musiche di Philip Glass. Tratto da un racconto breve del premio Pulitzer Steven Millhauser. 

6)I SEGNI DEL MALE di Stephen Hopkins

Dopo mesi di stanca per l’horror, ecco un curioso film di genere sul versante maledizioni apocalittiche. In un paesino del Texas, Haven, succedono strani episodi che richiamano le dieci piaghe bibliche. Un insegnante convoca l’ex ministra del culto Katherine (il doppio premio Oscar Hilary Swank) nella speranza di allontanare le forze del male che sembrano essersi impersonificate in una bambinella un po’ satanica. Nel ruolo minore di padre Costigan l’indimenticato Stephen Rea che interpretava Fergus ne La moglie del soldato. Dal regista dell’apprezzato telefilm 24. Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Cinema.