PENE D’AMORE E DROGA

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La vita di John Holmes, il pornoattore più famoso di sempre, diventa un film. Nel poco riuscito "Wonderland", Val Kilmer è il superdotato divo. A proposito: quanto era...

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Una vita per il cinema. E per la droga. La leggenda del porno John Curtis Estes, più noto come John Holmes, si fece più piste di cocaina che donne.

La sua interessante biografia ‘Re del porno‘ (Edizioni Derive & Approdi) sostiene che le millantate 14.000 femmine che John avrebbe penetrato sarebbero in realtà meno di 4000 in 2274 film e già nel 1978, al culmine della carriera, quando guadagnava circa 3000 dollari al giorno, la celebre pornostar era completamente schiava della droga nonché uno spacciatore di medio livello. La sua fidanzata adolescente Dawn Schiller racconta che “quando prendeva coca andava avanti finché non era completamente fatto, poi grattava la pipetta e fumava tutta la resina che riusciva a trovare, dopodiché prendeva una manciata di Valium”.

A ribadire la totale dipendenza di Holmes dalla droga contribuisce il poco riuscito film di James Cox ‘Wonderland‘ in cui si tenta di ricostruire l’eccidio di quattro persone avvenuto il 1° luglio 1981 in un appartamento al numero 8763 di Wonderland Avenue. Le vittime erano le componenti di una gang amica del divo che aveva rubato 250.000 dollari tra droga, gioielli e contanti a un boss della droga, Eddie Nash, che frequentava John Holmes, allora 37enne e già in fase di declino professionale. Sarebbe stato lui a organizzare la rapina, rivelando ai complici dove si trovava la cassaforte nella villa di Nash (ma la ricostruzione è possibilista e riporta in flashback i vari punti di vista di alcuni personaggi implicati nella vicenda). Dopo il massacro Holmes sarebbe andato a lavarsi i vestiti in stato di choc dalla moglie Sharon e poi a letto dalla fidanzata-lolita Dawn.

A dar corpo alla porno star un sovreccitato Val Kilmer dal volto gonfio, troppo poco somigliante all’originale e incline al maledettismo come nel ruolo di Jim Morrison in ‘The Doors‘. Kilmer inizialmente non voleva neanche accettare il ruolo: «Per sei mesi ho detto no. La ragazza del mio agente era anche la produttrice del film e con la scusa della parte di Eddie Nash che mi avrebbe coinvolto solo per qualche giorno sono riusciti a circuirmi. La lettura della sceneggiatura mi ha definitivamente convinto». Ma il clamoroso miscasting del film ne è la principale pecca: non bastano due occhi pesti a rendere credibile Lisa Kudrow (la svampita Phoebe di ‘Friends‘) nei panni della moglie equilibrata né la raffinata e splendida Kate Bosworth in quelli dell’adolescente innamorata di lui. Né è sufficiente una regia vorticosa alla ‘Traffic‘ che mescola immagini elaborate, split-screen e articoli dei giornali dell’epoca insistendo ossessivamente sui coca party del protagonista.

Della vita di Holmes si approfondisce solo il rapporto con queste due donne e riguardo alla celebre dote naturale c’è solo qualche battutina triviale. Dalla biografia risulta che quando i suoi fans gli chiedevano: “Quanto ce l’hai lungo?” lui rispondesse sempre: “Più corto di una Cadillac, più lungo della cornetta di un telefono pubblico!” Ad essere pignoli, la misura accreditata dalla rivista ‘Screw’ del suo pene in erezione sarebbe stata di 12,58 pollici (31,9532 cm), non sufficiente però a battere il record della storia del porno che sarebbe nelle salde mani di Dick Rambone (ben 15 pollici esatti, cioè 38,1 cm).

Nel 1983, in piena crisi lavorativa, Holmes girò anche un porno gay, ‘The Private Pleasures of John C. Holmes‘ con Victor Young e Rocky Diangelo in cui interpreta il ruolo di un sultano circondato da un harem di uomini meravigliosi. Lo storico del porno Jim Holliday afferma che “la soddisfazione che John provava nell’infilare il suo pisello in un ragazzo era la stessa che provava infilandolo in una donna”.

Nel 1986 gli fu diagnostica la sieropositività ma continuò a girare film, come ‘The Rise and Fall of the Roman Empress’ con Cicciolina. Nel 1988 sarebbe poi morto di Aids. Per capire il mondo del porno di quegli anni è però molto meglio il film ‘Boogie Nights‘ (1997) di Paul Thomas Anderson in cui si approfondiscono le conseguenze nell’industria hard dell’esplosione Hiv e si accenna anche alla carriera di Holmes. Gli episodi di Wonderland sono invece abbastanza marginali nella biografia di Holmes (fu trattenuto in prigione solo per furto e scagionato da ogni altra accusa) e la pellicola di Cox non aiuta molto a definire il fenomeno di ‘Mr 33 cm’. Uno dei pochi pregi di ‘Wonderland’ è anzi proprio la lunghezza non chilometrica: 99 minuti.

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