Presentato il quinto festival di Roma: il cinema è donna

In primo piano il gentil sesso al prossimo Festival di Roma, dal 28 ottobre al 5 novembre. Anteprima del lesbico “The Kids Are All Right” con Annette Bening e Julianne Moore, premio Marc’Aurelio.

Si tinge di rosa il prossimo Festival Internazionale del Film di Roma che si terrà dal 28 ottobre al 5 novembre all’Auditorium Parco della Musica progettato da Renzo Piano. Il gentil sesso sarà meritatamente protagonista, sullo schermo ma anche sul red carpet: da non mancare l’anteprima italiana fuori competizione del lesbico "The Kids Are All Right" di Lisa Cholodenko con Annette Bening e Julianne Moore, quest’ultima destinataria del Premio Marc’Aurelio all’attore. Già si parla di interpretazione da Oscar per le due dive hollywoodiane, qui coppia saffica felicemente accasata con due figli adolescenti, un maschio e una femmina, che vogliono sapere tutto sul papà naturale. Uscirà nelle sale nel 2011 grazie a Lucky Red. Già si scalpita per vedere, si spera anche sul tappeto rosso, una rediviva – artisticamente – Nicole Kidman nel dramma in concorso "Rabbit Hole", l’ultima fatica del regista gay John Cameron Mitchell ("Shortbus"), sull’elaborazione del lutto di una coppia che ha perso il figlioletto, tratto da una fortunata pièce teatrale. 

La madrina del festival sarà Valeria Solarino, ormai icona lesbo dopo il ‘butch’ Viola di Mare. Non mancheranno Marion Cotillard e Kiera Knightley. Verrà premiata con un Marc’Aurelio alla memoria la più grande sceneggiatrice italiana, Suso Cecchi D’Amico, amica e collaboratrice di Visconti, mancata recentemente.

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Tra i classici ripresentati nella retrospettiva "La notte pazza de La dolce vita", da non perdere un camp-cult erotico del 1976, il raro "I prosseneti" di Brunello Rondi su una casa d’appuntamenti in cui pullulano le orge pansex, con un cast softcore che va da Stefania Casini a Ilona Staller. 

In questo gineceo cinematografico, i maschi sembrano poco più che ombre – c’è persino la Madonna protagonista di uno dei quattro italiani in concorso, "Io sono con te" di Guido Chiesa – e di film gay, sulla carta, c’è il vuoto assoluto a parte un personaggio secondario, il papà omosessuale del protagonista, in "Le migliori cose del mondo" del brasiliano Laís Bodanzky, e un gay iraniano costretto a un matrimonio combinato in "Dog Sweat" di Hossein Keshavarz. A conferma, quindi, che il 2010 si sta dimostrando uno degli anni più desertici per il cinema queer, a differenza del precedente, insolitamente supergay (ricordiamo che proprio l’ultima edizione del Festival di Roma fu vinta dal danese omosex ‘Broderskab’). 

Tra i pezzi da novanta – etero – segnaliamo il nuovo Scorsese "Boardwalk Empire", pilot di una serie sui gangster di Atlantic City con Michael Pitt e Steve Buscemi, nonché l’attesa anteprima di "The Social Network" diretto da David Fincher sul megaprocesso contro Mark Zuckerberg, inventore di Facebook.

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Scandalo annunciato, la pruriginosa e inquietante opera prima francese erotica d’ispirazione cronenberghiana "Le sentiment de la chair" ("Il sentimento della carne") di Roberto Garzelli presentata nella sezione "Extra – L’altro cinema", sulla relazione tra un radiologo e una paziente ossessionati dalle forme interne del corpo umano.