“Quasi niente” ma non è poco: torna la cinerassegna mantovana queer

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Da domani sera per sei martedì, altrettanti titoli lgbt al Cinema del Carbone di Mantova.

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È arrivata all’undicesima edizione, l’interessante cinerassegna queer Quasi niente – I dettagli che contano in programma da domani per sei martedì alle 21.15 presso il Cinema del Carbone di Mantova in via Oberdan 11. Organizzata come di consueto dal circolo Arcigay La Salamandra, presenta un florilegio di film a tematica lgbt della passata stagione, selezionati dal curatore Stefano Ghelfi.

S’inaugura domani sera con un titolo che è già entrato nella storia del cinema gay, originale ibridazione fra finzione e documentario, lo svizzero Der Kreis (Il Circolo) di Stefan Haupt che l’anno scorso ha vinto praticamente tutto il vincibile: Teddy e premio del pubblico della sezione Panorama a Berlino, Togay, Outfest, quattro Swiss Film Prizes per concludere con una preselezione nazionale per concorrere al premio Oscar. Il Circolo del titolo è una vera organizzazione clandestina zurighese che produsse una rivista per omosessuali edita per ben 35 anni, dal 1932 e 1967 (l’unica reperibile anche durante la Seconda Guerra Mondiale) e organizzò celebri feste segrete diventate un fondamentale ‘collante’ sociale per l’ostracizzata comunità gay svizzera. La storia del Circolo viene ricostruita attraversa quella privata e amorosa di Ernst e Robi, un’insegnante e una drag queen, che rischiano di essere separati per sempre dal rastrellamento repressivo della polizia alle prese con un omicidio avvenuto nel cosiddetto ‘ambiente omosessuale’.

Grazie a un sapiente montaggio, le testimonianze dei veri Ernst e Robi – veleggiano sull’ottantina e sono ancora fidanzati – si alternano con le parti finzionali ricostruite con attori in accurate ambientazioni d’epoca. In Italia ha avuto una distribuzione limitata grazie a The Open Reel.

La serata di martedì 19 maggio è invece dedicata alla ragazze con una delicata commedia sentimentale svedese, Kyss Mig di Alexandra-Therese Keining, in cui due donne trentenni, Frida e Mia, s’incontrano alla festa di fidanzamento dei loro genitori: il padre di Mia sta per sposare la mamma di Frida, cosicché loro diventerebbero sorellastre. Mia si fa accompagnare al party dal suo fidanzato, futuro sposo promesso, ma quando conosce Frida le sue certezze eterosessuali vacillano all’improvviso.

Non perdetevi assolutamente, il 26 maggio, la commedia drammatica rivelazione I Feel Like Disco del tedesco Axel Ranisch, pervasa da un umorismo sottile e sardonico assolutamente irresistibile, sul coming of age di un ragazzo gay grassoccio innamorato della disco music anni ’70 e sconvolto dal coma irreversibile della madre che lo farà avvicinare al padre bagnino con cui ha un difficile rapporto.

Uno dei migliori documentari italiani degli ultimi anni, Una nobile rivoluzione, sarà invece presentato il 4 giugno alla presenza del regista Simone Cangelosi. Si tratta di un appassionante ritratto, insieme intimo e pubblico, di Marcella Di Folco, leggendaria anima del Movimento Identità Transessuale che fondò nel 1979 e – davvero in una vita precedente! – ex attore per Fellini, Rossellini, Petri, Risi e Sordi. Attraverso le testimonianze di chi la conobbe ed ebbe la fortuna di apprezzare la sua “forza d’animo dirompente” come ricorda il regista (Eva Robin’s, Vladimir Luxuria, la sorella Liliana e molti altri), si ricompone l’esaustivo mosaico di un imprescindibile punto di riferimento per il movimento lgbt italiano nonché la prima trans al mondo a essere eletta Consigliere Comunale, a Bologna nel 1995.

Esotiche atmosfere cubane sono invece lo sfondo del vitalissimo La partida di Antonio Hens, in programma martedì 9 giugno, sul complesso legame tra due ragazzi che si conoscono su un campo di calcio: Rey è sposato, ha un figlio e fa lo gigolò per turisti abbienti; Yovsani è invece fidanzato con la figlia di un commerciante inserito nei loschi traffici del mercato nero.

La rassegna si conclude il 16 giugno con la coproduzione iberico-venezuelana Azul y no tan rosa di Miguel Ferrari sul travagliato rapporto fra un papà gay, fotografo di successo, e il figlio Armando che fatica ad accettare l’identità sessuale del genitore.

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