QUEER LION: vince “The Speed of Life”

Il Leone Gay va a un onesto film indipendente americano, ‘The Speed of Life’ di Ed Radtke. Menzione speciale a ‘Sleuth’ di Kenneth Branagh. La giuria lamenta la poca attenzione alla specificità lgbt.

LIDO DI VENEZIA – Il primo Queer Lion vola in America. Vince un piccolo, onesto, fresco dramma statunitense, ‘The Speed of Life’ del quarantacinquenne Ed Radtke, presentato alle Giornate degli Autori, su un ladruncolo tredicenne newyorchese, Sammer, con famiglia problematica (padre scappato di casa, un fratello in carcere, una nonna semicieca) e ossessionato dalle immagini delle videocamere rubate ai turisti tra i quali un’handicappata sulla sedia a rotelle. La giuria composta da Andrea Occhipinti, Sandro Avanzo, Simone Morandi, Vincenzo Patanè e Delia Vaccarello l’ha scelto "per la capacità di raccontare, con partecipazione, la tematica omosessuale attraverso una vicenda, sia pure ‘fuori campo’, che ricade su tutti i protagonisti della storia, e che mette in luce l’omofobia della società americana degli ultimi trent’anni, prima e dopo Stonewall". La motivazione si riferisce alla sottotrama gay legata al suicidio di un anziano che dà un senso profondo all’intero film.

La menzione speciale va all’elegante ‘Sleuth’ di Kenneth Branagh "per avere esplicitato la tensione omoerotica dei due protagonisti, già presente nel testo di Anthony Shaffer, attraverso un’attenta scrittura in chiave camp del drammaturgo Harold Pinter".

Ottime scelte ma anche le uniche possibili: gli altri film non erano sufficientemente a tematica glbt, in alcuni casi del tutto estranea (‘The Darjeeling Limited’, ‘Nessuna qualità agli eroi’, ‘Freischwimmer’). La giuria ha giustamente segnalato questa grave anomalia nella selezione dei titoli – la responsabilità non è però dell’associazione CinemArte né dell’Osservatorio LGBT del Comune di Venezia, organizzatori del premio, poiché i film sono stati indicati dalla Mostra senza possibilità di preview – dichiarando che "pur apprezzando la disponibilità del Festival ed in particolare del direttore Marco Müller, si augura che, negli anni a seguire, ci sia una maggiore attenzione alla specificità delle tematiche LGBT, come avviene in altri festival internazionali, con una selezione in cui tali tematiche siano meno marginali, in particolare sulle realtà lesbiche".

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