QUELLA STRANA DOZZINA IN CORSA PER IL ‘QUEER LION’

Che sia in arrivo un nuovo ‘Brokeback Mountain’? Alla Mostra di Venezia ben tre western candidati al ‘Queer Lion’ tra cui ‘The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford’ con Brad Pitt.

È stata resa nota la dozzina di titoli che concorrerà al Queer Lion, premio traversale lgbt della 64esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto – 8 settembre) organizzato dall’associazione CinemArte in collaborazione con l’Osservatorio lgbt del Comune di Venezia sul modello del Teddy Award berlinese.

Scorrendo i titoli le sorprese non sono poche. Innanzitutto nessun film che, sulla carta, sembri esplicitamente queer – nelle sinossi non compare nemmeno una volta la parola ‘gay’, ‘lesbica’ o ‘trans’ – e poi ben tre western: uno giapponese – Sukijaki Western Django di Takashi Miike, omaggio a Django di Corbucci – e due americani, Searchers 2.0 di Alex Cox ispirato a Sentieri Selvaggi di John Ford e The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford del neozelandese Andrew Dominik con Brad Pitt nei panni del celebre bandito ucciso proditoriamente alle spalle dal Bob Ford del titolo.

Che sia l’anno di un nuovo Brokeback Mountain? Che l’eterissimo Brad, superstar indubbiamente gay friendly – aveva dichiarato di cercare disperatamente un copione queer – abbia connotato di pulsioni omo una figura leggendaria nella storia americana della criminalità in stivaloni? Lo scopriremo solo domenica 2 settembre.

Sicuramente il genere di punta di questa edizione è proprio il western, celebrato anche dalla retrospettiva sulla produzione tricolore dal ’64 al ’76 nella sezione Storia segreta del cinema italiano 4. L’illuminato direttore Marco Müller, secondo cui il Queer Lion «rappresenta un dovuto riconoscimento ad una cultura visiva consolidata e da sempre all’avanguardia sull’orizzonte dell’arte», ha tra l’altro indicato il film con Pitt tra i quattro titoli più gay della rosa di dodici, insieme ad altri tre del concorso (in tutto sono ben 7 i film della competizione in corsa per il Queer Lion): l’inglese Sleuth (Pedinamento) di Kenneth Branagh, remake sceneggiato da Harold Pinter in chiave techno-postmoderna di un classico del 1972, Gli insospettabili di Joseph L. Mankiewicz con Michael Caine che qui interpreta il suo antagonista dell’originale, l’intellettuale scrittore di gialli Andrew Wyke, ruolo che fu assegnato al leggendario Laurence Olivier, e al suo posto se la dovrà vedere con Jude Law, a cui prepara

una crudele vendetta perché amante di sua moglie; l’italiano Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi, noir esistenzialista sul tema dell’usura, di cui tutti parlano per le scene di sesso esplicito quali cunnilingus, masturbazioni e un rapporto etero in cui si vedrebbe un’erezione di profilo dell’attore rivelazione di quest’anno, Elio Germano; il taiwanese Bangbang wo aishen (Help Me Eros) di Lee Khang-Sheng, musa di Tsai Ming-Liang, qui alla sua opera seconda come regista, già lanciato come il nuovo Shortbus anche qui per l’hard non censurato (ammucchiate vissute o sognate).

Oltre al film di Franchi, nell’elenco compare un altro film nostrano, Il dolce e l’amaro di Andrea Porporati con Fabrizio Gifuni e Luigi Lo Cascio, storia di mafia ambientata nei primi anni Ottanta. Che ci sia qualche

scugnizzo gay di Cosa Nostra? Chissà. Tra i possibili vincitori c’è anche The Darjeeling Limited del bizzarro Wes Anderson, storia di tre fratelli in viaggio in India alla ricerca di se stessi. Tra gli interpreti anche il bell’Owen Wilson che domenica scorsa, secondo il ‘Daily Mail’, avrebbe tentato il suicidio tagliandosi i polsi e ingerendo barbiturici nella sua casa di Santa Monica.

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Di lesbico sembra ci sia pochino, solo una coppia saffica che appare per un quarto d’ora in 24 Mesures (24 battute) di Jalil Lespert alla 22esima Settimana della Critica. Nell’elenco non ci sono né Todd Haynes né Peter Greenaway ma potrebbero rivelarsi interessanti i due titoli selezionati nelle Giornate degli Autori, ossia il tedesco Freischwimmer di Andreas Kleinert, grandguignol grottesco ambientato in una scuola apparentemente irreprensibile, e l’americano The Speed of Life di Ed Radtke su un ladruncolo tredicenne, Sammer, specializzato in furti di videocamere ai turisti.

Purtroppo, a causa di impegni teatrali – recita a Londra in Le Baccanti di Euripide – l’attore inglese Alan Cumming ha dovuto rinunciare alla presidenza della giuria e verrà sostituito da Andrea Occhipinti con l’integrazione del direttore di Fourlab Simone Morandi nella cinquina composta anche da Vincenzo Patanè, Sandro Avanzo e Delia Vaccarello.